Addio a Roberto Russo, il grande amore di Monica Vitti (che in 50 anni non la lasciò mai sola): chi era

E' morto a Roma, il fotografo e regista marito della grande attrice romana: una storia d'amore e dedizione lunga 50 anni

Valentina Di Nino

Valentina Di Nino

Giornalista

Romana, laurea in Scienze Politiche, giornalista per caso. Ho scritto per quotidiani, settimanali, siti e agenzie, prevalentemente di cronaca e spettacoli.

Si è spento sabato 20 settembre a Roma, nella rsa dove da tempo era ricoverato, Roberto Russo. Fotografo, regista, sceneggiatore, Russo è noto anche per la sua lunga storia d’amore con Monica Vitti, culminata con il matrimonio celebrato nel settembre del 2000.

Un legame d’acciaio, durato 50 anni, in cui il regista non ha smesso mai di sostenere la compagna prima, e starle al fianco e accudirla poi, nei tanti anni della malattia che l’aveva colpita e l’ha consumata pian piano, fino alla morte, avvenuta nel febbraio 2022.

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Roberto Russo, marito di Monica Vitti: vita, film, malattia, morte

Roberto Russo e Monica Vitti si incontrarono nel 1973, sul set del film Teresa la ladra. Lui era un giovane assistente alla fotografia di 23 anni, lei era già da molto tempo una delle attrici più note del cinema italiano e non solo, che aveva ricevuto applausi e premi lavorando per grandi autori come Antonioni per diventare poi uno dei volti più richiesti dalla grande commedia all’italiana. Monica Vitti aveva già 41 anni, ma nessuna delle molte differenze di partenza nè dei primi, immancabili, giudizi malevoli, riuscì mai a scalfire il loro amore che divenne, per entrambi, quello della vita.

Il loro fu anche un sodalizio artistico: l’esordio alla regia di Roberto Russo, con Monica Vitti protagonista (con JeanLuc Bideau e Alessandro Haber), "Flirt", anno 1983, vinse il David di Donatello per il regista esordiente e addirittura l’Orso d’Argento alla Berlinale. Un film, ricordato anche per la colonna sonora: la celebre "Donna Cannone" di Francesco De Gregori che il cantautore romano aveva composto appositamente su richiesta di Russo.

Seguì, tre anni dopo, un altro film apprezzato dalla critica, e sempre con Monica Vitti protagonista "Francesca è mia".

Quando l’attrice romana si ammalò, il modo in cui Russo la protesse da sguardi e obbiettivi indiscreti, da domande, da morbosità curiosa fu costante ed efficiente. Per 20 anni, Roberto Russo rimase a prendersi cura di Monica Vitti, una dedizione che affondava in un amore, che si è rivelato davvero eterno e indissolubile, alla faccia delle malelingue che, all’inizio della loro relazione, davano la coppia come troppo male assortita anche per arrivare alla fine dell’anno.

Un amore, riassunto tutto nelle parole di Monica Vitti dedicate a Roberto Russo, un biglietto scritto prima che la grande attrice venisse aggredita dal morbo degenerativo che l’ha colpita, e rivelato proprio dal marito durante un’intervista: ""Amore mio grande, amore mio bello, amore amore amore, come è bello vivere con te, lavorare con te, litigare con te, fare pace con te, costruire con te, aver paura e piangere e ridere. Niente è bello senza te".

I funerali di Roberto Russo sono in programma martedì mattina a Roma, nella Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo.


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