Robert De Niro torna a Roma per il suo film più epico: l'importante appello ai giovani

L'attore 82enne è arrivato a Roma, accolto da una folla in delirio, per celebrare i 50 anni del film di Bernardo Bertolucci, Novecento

Anna Montesano

Anna Montesano

Web Editor

Web editor appassionata di cinema e TV, dopo la laurea in Lettere Moderne mi specializzo in Editoria e Giornalismo e trasformo la passione per la scrittura in un lavoro.

Robert De Niro
IPA

Robert De Niro ha incantato e fatto urlare di gioia Roma quando ieri, 13 luglio, a Roma in Piazza San Cosimato a Trastevere. Una presenza arrivata non di certo a sorpresa, ma per celebrare uno dei film più importanti della nostra storia cinematografica, al quale lui ha partecipato come protagonista: Novecento, di Bernardo Bertolucci.

Robert De Niro a Roma per celebrare i 50 anni del film Novecento

Parliamo del film che il regista emiliano, dopo il successo clamoroso di Ultimo tango a Parigi, riuscì a farsi finanziare da giganti come Paramount, Fox e United Artists. Un progetto monumentale, costato quasi 5 milioni di dollari, con oltre dodici mesi di riprese e una durata monstre di 317 minuti. Un sogno di libertà espressiva che però dovette scendere a patti con la realtà della censura d’oltreoceano, dove per la distribuzione nelle sale venne imposto un taglio forzato di oltre un’ora.

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A reggere il peso di questa enorme narrazione storica c’era il rapporto tra il padrone Alfredo e il contadino Olmo, interpretati da due giovani attori destinati a diventare leggende del cinema, seppur partendo da pianeti totalmente opposti. Da un lato c’era infatti Robert De Niro, nei panni di Alfredo, dall’altra Gérard Depardieu. Dall’uscita di quel film che ha cambiato la storia sono passati giusto 50 anni, un anniversario festeggiato proprio a Roma con la presenza di De Niro, che ha raccontato alcuni aneddoti sul film e su Bertolucci.

I retroscena su Bertolucci e l’appello ai giovani

L’attore 82enne ha ricordato come su quel set poliglotta e caotico, dove ognuno parlava la propria lingua, nacquero legami indissolubili e aneddoti memorabili. Ha descritto Bertolucci come un poeta visionario di cui non sempre capiva le direttive, ricordandone però la passione per la buona cucina: "ci portava in ristoranti buonissimi", ha ammesso, come riportato dal Corriere della Sera. De Niro ha poi definito Novecento "Un capolavoro destinato a restare nel tempo.", creato dal regista "per la gente, un’opera per dare forza a chi era nel giusto".

Il film nacque per dare voce alle lotte dei più umili e per denunciare il dramma del fascismo e le sue conseguenze. Ed è proprio partendo da questo doloroso tema che Robert De Niro ha sentito il bisogno di lanciare un semplice ma importante appello ai giovani presenti all’evento: "Fidatevi del vostro istinto quando vedete che qualcosa non va, soprattutto di questi tempi".


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