Robert Carradine, l'ultima intervista in Italia svela la sua vera essenza: "Non mi sono accorto che stesse male"
Robert Carradine non era solo un attore, ma anche un uomo di grande sensibilità: il ricordo dell'ultima persona che lo ha intervistato in Itali

È morto oggi, martedì 24 febbraio 2026, l’attore Robert Carradine, noto ai più per aver interpretato il papà di Lizzie McGuire (Hilary Duff) nella celebre serie teen dei primi anni 2000. Ma noi non vogliamo fermarci ai fatti della tragedia, qui spiegati in maniera approfondita, ma raccontarvi com’era Robert, la persona dietro quel nome che ha dato tanto al cinema, e lo facciamo attraverso le parole di Andrea Della Rocca, collaboratore del blog TvCircle, che lo scorso 25 settembre ha ospitato forse l’ultima intervista in Italia dell’attore. Un’intervista video in cui Robert Carradine si è rivelato a tutto tondo e che resta impressa nella memoria di chi l’ha fatta, la redazione del blog di cui sopra, per diversi motivi: ecco quali.
Robert Carradine oltre il papà di Lizzie McGuire: un attore "sottovalutato" che aveva nel cuore Coming Home
"Sono rimasto sconvolto dalla notizia, perché l’ho intervistato il 25 settembre scorso". Con queste parole Andrea Della Rocca svela il suo stato d’animo e inizia a parlare dell’ultima intervista a Robert Carradine: "Penso sia una delle ultime che ha rilasciato. In Italia risulta essere l’unica, non ne ho trovate altre".
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Entra nel canale WhatsAppPoi Andrea entra nel vivo dei suoi ricordi, lucidi come se l’intervista l’avesse realizzata solo ieri, e racconta la vera essenza di Robert, o almeno quella che è emersa forte nel corso della chiacchierata, oltre a ricordare il film di cui l’attore andava più fiero della sua filmografia: "Io ne ho un ricordo meraviglioso, era una persona molto solare e allegra. Si è dimostrato ampiamente disponibile a dialogare sulla sua carriera. Parlare di Lizzie McGuire con lui sarebbe stato riduttivo. Robert ci teneva tanto a ricordare il film Coming Home (Tornando a casa, ndr) , ha detto che è quello che lo ha caratterizzato di più, per lui è stato importantissimo e sarebbe bello ricordarlo soprattutto per questo ruolo".
A questo punto Andrea Della Rocca sottolinea che l’ultima intervista a Carradine verteva solo sulla sua carriera e in particolare sulla presentazione del suo nuovo podcast co-condotto con il regista Richard Gabai, intitolato Party Nerds Pop-Cast e lanciato a metà del 2025. Quest’ultimo progetto è molto importante, perché dice molto dell’umanità dell’attore: "Intervistava diversi personaggi legati al mondo dell’intrattenimento, dello spettacolo. È molto bello che un attore del suo calibro, dopo una carriera costellata di successi, abbia voluto fare questo podcast per dare spazio ad altre importanti icone, permettendogli così di raccontarsi", spiega il content creator.
Arriva forse il momento più doloroso della conversazione con Andrea, che parla di un grande artista ‘dimenticato’ dal cinema: "Sicuramente non stava vivendo un periodo particolarmente felice della sua vita, ma non me ne sono accorto. Andando però a vedere le sue collaborazioni artistiche e i progetti, non lavorava da molto nel mondo del cinema e questa è una cosa di cui sicuramente soffriva, perché per un attore è importantissimo fare cinema, ottenere ruoli di qualsiasi tipo. È una cosa di cui mi dispiace tanto. Come redazione, volevamo dare un giusto contributo alla sua memoria e al ricordo, perché è stato fondamentale per la nostra generazione (si riferisce alla gen Z, ndr)".
Scopriamo anche che l’attore, oltre ad essere stato sottovalutato, era anche una persona molto divertente, e lo capiamo attraverso un aneddoto raccontato da Andrea: "Robert era tranquillo, allegro, ti dava una prospettiva di serenità. Quando gli feci l’intervista, una delle prime in lingua inglese, avevo paura di sbagliare la pronuncia e quindi mi scusai con lui. Pensavo: ‘Magari non riesco a farmi comprendere bene’, ma lui fu gentilissimo e mi disse: ‘Guarda, il tuo inglese è sicuramente meglio del mio italiano, non ti preoccupare‘. Quindi, a mio avviso, era proprio una persona super umile e questa è la cosa più bella. E poi c’era una carriera importante, anche se è stato molto sottovalutato ed è una cosa che capita a tanti artisti, non ne viene apprezzata la carriera. Ci sono attori che fanno ruoli anche minori, che però sono fondamentali all’interno della narrazione di un film".
Un rapporto oltre l’intervista, tra Instagram e messaggi importanti
Dopo l’intervista per TvCircle, Andrea Della Rocca e Robert Carradine hanno tenuto viva la comunicazione tramite Instagram: "È da stamattina che mi sembra un incubo, la sua morte mi ha colpito molto. Ogni tanto ci sentivamo su Instagram, ci scrivevamo. Lui mi diceva sempre che andava tutto bene, ma evidentemente non era così".
Infine, Andrea tiene a lanciare un messaggio importante: non sottovalutare mai una malattia mentale, che può essere letale quanto quella fisica: "La mia volontà è quella di dare un messaggio che sia anche un monito, un campanello d’allarme, perché ricordiamoci che è morto con una malattia mentale, c’era un problematica di base di questa portata. Quindi deve essere un monito per far comprendere a tutti che le malattie mentali non sono uno scherzo, ma molto spesso vengono sottovalutate e invece, a qualsiasi età, possono essere letali". E aggiunge: "Non facciamo che diciamo: ‘Sì, ok, è morto, poverino’ e il giorno dopo ce ne dimentichiamo. Io spero che ci sia un ricordo vivo, anche se è difficile, e poi dobbiamo ricordare che se n’è andato così perché comunque stava male. La malattia mentale non va ignorata, tutte le malattie hanno una validità, sono importanti, che siano fisiche o mentali".
Andrea conclude il ricordo di Robert Carradine ricordandone tutti i pregi e svelando, in ultimo, che l’attore amava il BelPaese: "Per me rimarrà un bellissimo ricordo, un vero professionista: gentile, umile, disponibile, divertente. E poi è bello che si sia creato questo legame con l’Italia, lui amava il nostro Paese, lo dice anche nell’intervista".
Di seguito l’intervista integrale a Robert Carradine:
