Robbie Williams ha scoperto di essere autistico, la diagnosi dopo l'ADHD: "Ora capisco tante cose di me"

Il cantante racconta per la prima volta pubblicamente della diagnosi, spiegando come abbia dato un nuovo significato ad alcuni comportamenti e difficoltà della sua vita.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Robbie Williams ha deciso di raccontare un aspetto molto personale della sua vita, rivelando di aver ricevuto una diagnosi di autismo. La confessione è arrivata durante un incontro a Londra organizzato per il lancio del suo nuovo marchio di abbigliamento e rappresenta la prima occasione in cui l’artista ha parlato pubblicamente della propria neurodivergenza. Una scoperta arrivata dopo anni nei quali il cantante aveva già raccontato le difficoltà legate all’ADHD, ai pensieri intrusivi e alla sindrome di Tourette.

Robbie Williams e la diagnosi dell’autismo

Williams ha raccontato di aver scoperto recentemente di essere nello spettro autistico e, sorprendentemente, ha accolto la diagnosi con un atteggiamento tutt’altro che negativo. "Ho l’Adhd e ho appena scoperto di avere anche un po’ di autismo, cosa che in realtà adoro perché spiega un sacco di cose", ha detto, lasciando emergere quanto questa nuova consapevolezza gli abbia permesso di rileggere alcuni aspetti del proprio carattere. Con il consueto tono ironico che spesso lo contraddistingue, il cantante ha poi aggiunto: "Ormai è il mio lasciapassare per uscire di prigione, e per tutte le stranezze che faccio dico semplicemente: "Scusate, sono autistico"". Dietro la battuta, però, c’è la consapevolezza di aver finalmente trovato una possibile chiave di lettura per comportamenti e difficoltà che per molto tempo non aveva saputo spiegare.

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La concentrazione estrema e la creatività

Uno degli aspetti sui quali Williams si è soffermato maggiormente riguarda il modo in cui funziona la sua attenzione: "Con l’Adhd riesci a concentrarti completamente su qualcosa al 1000%, ma con qualsiasi altra cosa semplicemente non ci riesci. Chiedetelo ai miei figli", ha raccontato, spiegando come questa caratteristica possa convivere con una difficoltà nel mantenere la concentrazione su attività differenti. Il cantante ha collegato questa particolarità soprattutto alla sua creatività: "Quello che mi ossessiona completamente è creare immagini e cose divertenti. Quando creo immagini e cose divertenti, non penso a me stesso, perché il mio cervello è incredibilmente creativo".

I pensieri intrusivi e una mente difficile da fermare

Nel corso dell’incontro Williams ha parlato anche dei pensieri intrusivi, raccontando quanto possano essere imprevedibili: "Di recente, ero seduto su un aereo e ho pensato: "E se avessi la telecinesi e i miei pensieri intrusivi dicessero all’aereo di schiantarsi da solo?". Questo è il livello di follia con cui ho a che fare, è meglio allenare il mio cervello a fare qualcosa di meglio che preoccuparmi di avere poteri soprannaturali e di far schiantare un aereo". Intanto la diagnosi sembra avergli offerto soprattutto una nuova prospettiva su se stesso, dopo una carriera segnata da enormi successi ma anche da momenti molto difficili.

Una nuova consapevolezza dopo una lunga carriera

Williams, oggi 52enne, aveva già raccontato pubblicamente le proprie difficoltà con l’ADHD, l’ansia, la depressione e quella che in passato aveva definito una sorta di "Tourette interiore", riferendosi proprio alla presenza di pensieri indesiderati e improvvisi. La sua carriera, iniziata con i Take That e proseguita poi da solista, lo ha trasformato in una delle popstar britanniche più celebri di sempre, con brani come Angels, Feel, Rock DJ e Let Me Entertain You diventati parte della storia del pop. Nel 2024 è arrivato anche il film biografico Better Man, mentre nel 2026 il cantante ha pubblicato l’album Britpop.


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