Rita Rusciano: "Con Un Posto al Sole possiamo aiutare chi vive relazioni tossiche. Le voci sul mio matrimonio sono infondate"- Intervista

Intervista esclusiva a Rita Rusciano, attrice di Un posto al sole e da poco su Prime Video col film Succede in una notte: "Sogno un film con Ferzan Ozpetek"

Giusy Palombo

Giusy Palombo

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Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

Dopo l’arrivo in Un Posto al Sole nei panni di Antonietta e l’approdo su Prime Video di Succede in una notte, Rita Rusciano sta vivendo un momento particolarmente intenso della sua carriera. L’attrice napoletana, che divide il suo percorso tra cinema e televisione, racconta a Libero Magazine cosa le ha lasciato un personaggio intrappolato in una relazione tossica, riflette sull’ossessione per l’immagine e sull’odio che dilaga sui social, svela il regista con cui sogna di lavorare e mette fine alle indiscrezioni circolate negli ultimi mesi sulla sua vita privata.

Intervista esclusiva a Rita Rusciano: "Antonietta può aiutare a riconoscere una relazione tossica"

Uno dei temi più delicati affrontati da Un Posto al Sole è il rapporto tra Antonietta e Gennaro, che molti telespettatori hanno definito tossico. Tale racconto, secondo te, può avere anche una funzione sociale?

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Assolutamente sì. Credo che la fiction abbia una grande responsabilità sociale, perché entra nelle case delle persone e può accendere riflessioni importanti. Spesso certi comportamenti vengono normalizzati finché non li si vede raccontati dall’esterno. Interpretare Antonietta mi ha ricordato quanto sia sottile il confine tra amore e dipendenza. Da donna penso sia fondamentale imparare a riconoscere i campanelli d’allarme prima che una relazione diventi distruttiva. Mi auguro che questa storia possa aiutare qualcuno a trovare il coraggio di chiudere questo tipo di relazioni e a chiedere aiuto.

Sulle tue origini, invece, hai mai vissuto la napoletanità come un ostacolo?

Vado fiera della mia napoletanità. Non ho mai percepito questo tipo di pregiudizio come qualcosa di negativo. Forse perché sono cresciuta in Romagna e ora vivo a Roma. Non ho mai rinnegato e mai rinnegherò le mie origini. Amo interpretare ruoli in napoletano, quindi per me non è mai stato un problema.

Hai dovuto fare i conti con qualche altro tipo di stereotipo?

Un pregiudizio che vivo è quello sul mio aspetto estetico: ho sempre dovuto dimostrare di valere qualcosa e di essere credibile come attrice. In realtà questo mi sprona a impegnarmi sempre di più.

C’è un regista con cui sogni di lavorare in futuro? Ci sono delle attrici che ti hanno ispirata e che rappresentano dei modelli nel tuo percorso professionale?

Mi piacerebbe lavorare con Ferzan Ozpetek, perché dal suo linguaggio cinematografico si percepisce molta sensibilità, è poetico e profondamente umano. Tra le attrici ho sempre ammirato Audrey Hepburn: aveva un’eleganza unica. Tra le nostre italiane Sophia Loren, Virna Lisi e Monica Vitti. Ma non mi ispiro a nessuno in particolare, cerco di costruire uno stile che sia solo mio.

C’è un’attrice italiana che, attualmente, consideri un punto di riferimento? Cosa ammiri di lei e cosa ti piacerebbe riuscire a portare anche nel tuo percorso?

Mi piace molto Paola Cortellesi per la sua versatilità e grande umanità. Il suo film C’è ancora domani mi ha emozionata tantissimo. Mi piacerebbe costruire un percorso fatto di personaggi molto diversi tra loro. In questo mestiere il talento da solo non basta: servono perseveranza e anche la fortuna di essere nel progetto giusto al momento giusto.

Viviamo in un’epoca ossessionata dall’immagine e dai corpi perfetti. Hai mai sentito anche tu la pressione di dover corrispondere a un certo ideale di bellezza per questo mestiere?

La bellezza può aprire una porta, ma poi a fare la differenza sono lo studio e la capacità di emozionare. Sono sempre stata formosa e non ho mai voluto cambiare: mi piacciono le mie forme. Oggi mi prendo cura di me stessa per stare bene, non per inseguire un ideale.

Sul set di Un Posto al Sole c’è stato un momento divertente, inaspettato o particolarmente emozionante che ti è rimasto nel cuore e che il pubblico ancora non conosce?

Mi sono accorta che la terra iniziava a tremare durante le riprese e ho esclamato: "Ragazzi, il terremoto!". È stato inaspettato, anche perché non ci sono abituata. Ma ciò che porto davvero nel cuore è l’accoglienza ricevuta da cast e troupe. Entrare in una produzione così storica poteva intimorirmi, invece mi sono sentita subito a casa. Questo mi ha aiutata tantissimo a vivere il personaggio con serenità. Poi per me tornare a Napoli è una delle cose più belle del mondo.

Antonietta è destinata a sorprendere ancora i telespettatori? Senza fare spoiler, cosa puoi anticiparci dell’evoluzione del personaggio nei prossimi mesi?

Non posso dire nulla perché non ho notizie. Sì, mi piacerebbe tornare. Mi sono affezionata ad Antonietta e poi si vuole sempre tornare dove si è stati bene.

In Succede in una notte, appena arrivato su Prime Video, interpreti un’influencer travolta dall’odio online e dalla pressione mediatica. Quanto pensi che quella storia parli anche del nostro presente e del rapporto malato con i social? C’è una scena o un messaggio che speri arrivi soprattutto a chi lo scoprirà adesso per la prima volta?

Viviamo in un’epoca in cui basta un attimo perché un’ondata di giudizi negativi travolga una persona. Cornelia affronta un viaggio soprattutto interiore e mostra quanto possa essere devastante perdere il controllo della propria immagine pubblica. Mi auguro che questo film faccia riflettere sul peso delle parole scritte sulla tastiera: dietro uno schermo ci sono persone vere, con vere fragilità. Ognuno sta combattendo la propria battaglia, per questo bisogna essere gentili, dentro e fuori dai social. Questo mondo ha bisogno di gentilezza, non di odio.

Qual è l’ultima interpretazione che ti ha lasciato senza parole e ti ha fatto pensare: "Io un ruolo così lo voglio fare"?

Ce ne sono diverse, ma recentemente mi ha colpito molto il ruolo di Jessie Buckley nel film Hamnet. Ha una forza emotiva incredibile e riesce a essere vulnerabile e potente nello stesso momento. La trovo davvero una fuoriclasse. Un ruolo che mi piacerebbe interpretare è un ruolo sullo stile di Maddy della serie Euphoria, mi divertirei tantissimo.

Negli ultimi mesi sono circolate indiscrezioni sulla tua vita privata, compresa quella di un presunto matrimonio con un compagno molto più grande di te. Ti va di chiarire come stanno davvero le cose? E, al di là della tua vicenda personale, perché secondo te una differenza d’età in una coppia continua ancora oggi a far discutere così tanto?

In realtà non c’è nessun matrimonio e nessun uomo. Sono indiscrezioni prive di fondamento. Al momento sono single. In passato ho avuto relazioni chiuse per incompatibilità di valori e mentalità, ora mi sto dedicando al mio lavoro, al prendermi cura di me stessa e al volermi bene. Penso che esistano ancora molti pregiudizi, che non condivido. Ciò che conta davvero è il rispetto reciproco, la libertà di poter essere sé stessi e la serenità che due persone riescono a costruire insieme. L’età, da sola, non racconta la qualità di una relazione.


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