Riccardo Scamarcio senza freni sui premi mancati a Venezia 2026: “Gli italiani forse penalizzati”, poi la stoccata a Matteo Salvini

L'attore italiano commenta i premi ricevuti a Venezia e il mancato riconoscimento agli altri film italiani, poi replica alle critiche sul documentario Naza.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

A Venezia 2026, l’Italia è rimasta a mani vuote nel concorso principale, ma Riccardo Scamarcio ha qualcosa da festeggiare. L’attore è tornato dalla Mostra con un premio per la sua interpretazione ne I figli della scimmia, mentre il cinema italiano si interroga sui cinque film presentati senza riuscire a conquistare altri riconoscimenti. Da Torino, Scamarcio ha raccontato la sua lettura di un verdetto che ha fatto discutere, e poi ha preso posizione sulle polemiche attorno a Naza e sulle parole di Matteo Salvini.

Riccardo Scamarcio su Venezia 2026: "

Secondo quanto riportato da ANSA, Riccardo Scamarcio ha commentato a Torino il bilancio del cinema italiano alla Mostra del Cinema di Venezia, sottolineando di essere comunque soddisfatto dei due riconoscimenti ottenuti dall’Italia: "Comunque l’Italia due premi li ha presi e noi, ovviamente, siamo molto felici di averli ricevuti". L’attore ha anche parlato della mancata assegnazione di altri premi ai film italiani, definendola una possibile conseguenza delle scelte e dei compromessi delle giurie: "A volte le giurie fanno dei compromessi, magari gli italiani sono stati penalizzati in un gioco di distribuzione dei premi. Mi dispiace che non ci sia stato un altro film italiano, o altri due, a vincere qualche premio, però sono molto felice di avere vinto." Scamarcio era a Torino per presentare I figli della scimmia di Tommaso Landucci, pellicola girata in Piemonte che gli ha permesso di conquistare il premio per il miglior attore, mentre Landucci e Damiano Femfert hanno ricevuto quello per la sceneggiatura.

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Sulla vicenda del documentario Naza e sulle critiche israeliane, l’attore ha dichiarato: "Non è la prima volta che vediamo da parte di questo Stato un comportamento totalmente inaccettabile." Ha invece scelto di non entrare nel dibattito politico sulle dichiarazioni di Matteo Salvini riguardo al Festival: "Non voglio parlare di politica. Questo film è talmente delicato, bello. Sono io che li censuro."

Le polemiche di Salvini sul film documentario Naza

Nei giorni scorsi, Matteo Salvini ha criticato il carattere assunto quest’anno dal Festival del Cinema di Venezia, soffermandosi sulle numerose iniziative a sostegno della causa palestinese e sulle prese di posizione espresse da alcuni protagonisti della Mostra. Intervenuto alla festa nazionale dell’Udc a Roma, il vicepremier ha affermato: "Ho seguito, da appassionato, le vicende del Festival del cinema di Venezia. Quest’anno mi sembrava tutto fuorché un festival del cinema". Salvini ha quindi richiamato l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la necessità, a suo avviso, di mantenere un equilibrio nel dibattito: "Dove giustamente c’erano pro Pal ovunque e standing ovation per i pro Pal, io ricordo che il 7 ottobre 2023 c’è stata la più grande strage di ebrei dal dopoguerra a oggi, quindi occorre equilibrio". Infine ha collegato il tema dell’antisemitismo al presente, dichiarando: "Anche perché la caccia agli ebrei nel 2026 ci riporta indietro a un passato drammatico".


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