Riccardo Scamarcio, premio e applausi a Venezia 83 per il film da oggi al cinema: il legame con il giovane Andrea Aggio diventa qualcosa di più
L'attore italiano trionfa a Venezia 83 con I Figli della Scimmia di Tommaso Landucci: un padre, due figli e un legame che mette in crisi ogni certezza

Non poteva essere altrimenti. A Venezia 83, tra i vari film italiani c’era I Figli della Scimmia, esordio alla regia di Tommaso Landucci, presentato in anteprima mondiale nella sezione Orizzonti l’8 settembre 2026. Il film ha conquistato due riconoscimenti pesanti: il Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile a Riccardo Scamarcio e quello per la Migliore Sceneggiatura, firmata dallo stesso Landucci insieme a Damiano Femfert. Potrete vedere il film nei cinema dal 17 settembre 2026. Di seguito, tutti i dettagli.
I Figli della Scimmia, Riccardo Scamarcio protagonista di una storia intensa
Si tratta di un film particolarmente toccante, in cui Riccardo Scamarcio veste i panni di Dario, un padre che dedica ogni energia al figlio, un bambino con una grave disabilità motoria. Al contempo, però, l’uomo, costruisce un legame molto profondo con il nipote adolescente, un ragazzo sano al quale finisce per trasferire tutte le aspettative, i sogni e le ambizioni che non può vivere con il proprio figlio. Il racconto esplora il confine sottile tra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto: un "figlio reale" e un "figlio ideale" che si contendono lo stesso cuore.
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Entra nel canale WhatsAppIl cast de I Figli della Scimmia
Nel cast, al fianco di Riccardo Scamarcio, anche produttore del film, troviamo:
- Fausto Russo Alesi
- Lidiya Liberman
- Cristina Odasso
- Tancredi Naldini
- il giovane Andrea Aggio (nei panni del figlio)
- Luigi Diberti
Il legame speciale (oltre il film) instaurato tra Riccardo Scamarcio e Andrea Aggio
Dietro il film si nasconde un percorso quasi decennale: tutto è partito da un soggetto di appena dieci o dodici pagine con cui Landucci e Femfert erano stati selezionati come finalisti al Premio Solinas, un riconoscimento strutturato quasi come un laboratorio, capace di accompagnare gli autori mese dopo mese dalla stesura del trattamento fino alla sceneggiatura definitiva. Curioso anche il modo in cui Scamarcio ha scelto di costruire il suo personaggio: per calarsi nei panni di un padre, l’attore ha deciso di tagliarsi i capelli a spazzola, un gesto che ha definito quasi una forma di militanza attoriale, pensato per spogliarsi di ogni vanità e lasciare spazio solo al personaggio.
Sul set, però, l’esperienza più forte per Scamarcio ha riguardato l’incontro umano con Andrea Aggio, il dodicenne che interpreta il figlio Enrico: conosciuto per la prima volta a casa sua, insieme ai genitori e alla sorella, il ragazzino ha instaurato con l’attore un legame spontaneo e immediato che, a detta di Scamarcio stesso, lo ha profondamente cambiato e lo porta ancora oggi, ricordandolo, a commuoversi. Ritirando il riconoscimento a Venezia 83, Scamarcio ha deciso di dedicarlo simbolicamente "a tutti i papà del mondo" e lo ha condiviso con il piccolo Andrea Aggio.
