Il nuovo Resident Evil è il miglior film della saga: Zach Cregger riscrive le regole e fa centro. La recensione

Il regista di Barbarian e Weapons si conferma maestro del genere horror, regalando ai fan una pellicola che non lascia mai respiro

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Resident Evil, Alone in the Dark e Silent Hill hanno fatto la storia dei videogiochi horror. Tutte e tre le saghe, nel corso degli anni, hanno avuto svariate trasposizioni cinematografiche con alterne fortune. Tra le numerose pellicole con protagonista Milla Jovovich, il tentativo francamente risibile di Uwe Boll con Cristian Slater e un passaggio tra le nebbie della psiche assieme a Sean Bean, i tentativi riusciti si contano sulle dita di una mano. Inutile quindi dire che, quando è stato annunciato il progetto legato a un nuovo Resident Evil diretto da Zach Cregger, di cui parleremo in questa recensione, le chiappe di svariati fan del franchise si sono stratte all’unisono. Non perchè il regista scelto non fosse sinonimo di qualità (i recenti Barbarian e Weapons lo dimostrano), quanto più per il generale senso di sfiducia verso questo tipo di operazioni.

L’unica maniera per Cregger di azzeccare il compito era quella di stravolgere completamente la formula originale del franchise, tradire completamente Resident Evil per rimanergli al tempo stesso il più fedele possibile. E la riuscita della missione sta proprio qui: il suo Resident Evil non è una copia carbone dei videogiochi, quanto più una lisergica follia autoriale, che prende per mano lo spettatore e lo costringe a correre a perdifiato assieme al suo improbabile protagonista per i circa 90 minuti di durata. Per dare vita alla vittima di questa ordalia, Cregger si affida a un volto che aveva già collaborato con lui, ovvero Austin Abrams, già James in Weapons, ma anche Ethan nelle prime due stagioni di Euphoria. Assieme a lui Zach Cherry (Severance), Kali Reis (Percy – Sotto accusa) e Paul Walter Hauser (Black Bird).

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Resident Evil – La recensione del film

Usciti dalla sala, la sensazione è stata quella di aver assistito a un ottimo film horror, ma a un pessimo film di Resident Evil. Sì, i richiami c’erano (alcuni anche abbastanza palesi e ammiccanti ai fan di vecchia data), ma l’atmosfera era del tutto diversa. Ma più ci ragionavamo su, e più le somiglianze con il franchise creato da Capcom risultavano evidenti. Atmosfere lugubri e spettrali, un senso di angoscia perenne, munizioni da gestire con parsimonia e mostri sempre più improbabili a sbarrare la strada del protagonista. Un protagonista che, anche e soprattutto grazie all’interpretazione di Abrams, è forse l’elemento più riuscito della pellicola. Bryan è una persona comune, un semplice corriere che finisce incastrato in una situazione più grande di lui. Un Average Joe, versione americana del nostro Pinco Pallino, in cui tutti gli spettatori possono identificarsi. Non è un agente speciale dell’esercito o un poliziotto addestrato. Agisce, ragiona, sbaglia e si difende come tutti noi faremmo se ci trovassimo in un frangente così fuori dalla norma.

Cregger sfrutta tutto questo per confezionare un film che prende spunto dalle atmosfere del franchise e persino ad alcune meccaniche del gameplay per restituire una storia inedita e a tratti tragicomica, in grado di sfruttare con efficacia lo strumento della risata non per svilire la tensione, ma per smorzarla in momenti strategici. Perchè Resident Evil l’ansia la tiene alta, eccome, per tutti i circa 90 minuti della sua durata, partendo con il piede premuto sull’acceleratore e senza mai mollare di un centimetro fino all’inaspettato (per certi versi) finale.

Di cosa parla la trama di Resident Evil di Zach Cregger

Bryan (Abrams) è un corriere addetto al trasporto di organi tra un ospedale e l’altro. La sua compagna, Michelle, ha appena scoperto di essere incinta e lui vorrebbe solamente tornare a casa. Ma l’opportunità di fare qualche soldo in più, soprattutto in questo momento, è troppo allettante, quindi accetta un incarico urgente diretto al Raccoon City General. Lungo la strada, resa pericolosa dal maltempo e dalla neve, preso dai pensieri legati alla condizione della fidanzata, finisce per investire una donna che sembra essersi buttata sotto la sua automobile. Da quel momento per lui le cose cominceranno a farsi sempre più strane e inquietanti e verrà in fretta catapultato in un orrore sanguinario da cui sembra apparentemente impossibile fuggire.

Tra autorialità e videogioco

Zach Cregger sembra divertirsi per tutto il film a ballare sul confine tra l’estetica tipica dei videogiochi e l’horror d’autore. Inquadrature che passano dalla terza persona al pov di Bryan, dagli spazi sterminati e quelli oscuri e stretti di case e tunnel sotterranei. Il tutto mostrando situazioni forti in modo esplicito ma mai gratuito. Insomma, il suo è un blockbuster che strizza l’occhio all’autorialità ma senza mai smettere di intrattenere. Un film in grado di strappare più di uno spavento e persino momenti di amaro realismo. Come detto, non mancano gli omaggi e gli easter egg (e nemmeno un discreto numero di lucchetti da aprire).

Un plauso alla scelta di utilizzare, per quanto possibile, effetti speciali pratici in luogo della cgi (comunque necessaria per i molti mostri messi in scena). Di grande impatto anche la colonna sonora, sempre azzeccata e mai invasiva.

Resident Evil di Zach Cregger è probabilmente la migliore incarnazione filmica del franchise Made in Capcom. Un’ulteriore prova di come si possa trarre ottimi film anche da un videogioco, andando a sfatare un mito sin troppo radicato. Il cineasta della Virginia fa l’unica cosa che avrebbe dovuto fare per rimanere catturare l’essenza della saga: tradirla nella sua fedeltà letterale, offrendo una propria visione autoriale del tutto. La scelta di affidarsi a un protagonista comune e impacciato, l’uso di ironia tragicomica e le numerose citazioni ai videogiochi creano un film che è perfettamente in equilibrio tra il blockbuster d’intrattenimento e la pellicola d’autore. Resident Evil di Zach Cregger è al cinema per Sony Pictures dal 17 settembre 2026.

VOTO: 8.5/10


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