Report, Piervincenzi e Presutti all’incontro (tesissimo) con la redazione. E il legale di Ranucci affonda: “La Rai non vuole esplicitare le ragioni della rimozione”
Oggi i vertici dell'azienda si sono incontrati con la redazione, in un faccia a faccia decisivo per il futuro della trasmissione. Poi l'intervento dell'avvocato Roberto De Vita.

Continuano la tensione in casa Rai, per la scelta dei sostituti di Sigfrido Ranucci alla conduzione di Report. Solo poche ore fa, i nuovi conduttori Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti si sono presentati in via Teulada, a Roma, per un incontro decisivo con la redazione storica del programma. Secondo le prime informazioni, confermate dall’inviato Danilo Procaccianti e riportate dall’Adnkronos, l’arrivo dei due sostituti non era ufficialmente atteso. Ma gli stessi giornalisti, intercettati all’ingresso, avrebbero confermato di essere giunti lì "apposta" per un confronto con i colleghi. E intanto Roberto De Vita, il legale di Sigfrido Ranucci, avrebbe denunciato la mancanza di motivazioni da parte della Rai per l’allontanamento del suo assistito. Ecco i dettagli.
Report, l’incontro (teso) con la redazione e l’arrivo di Piervincenzi e Presutti
Anche Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti si sono presentati alla maxi-assemblea Rai in via Teulada, a Roma, tra la direzione Approfondimento Rai e la redazione di Report. Un incontro attesissimo e cruciale, dato che il nucleo storico del programma sembra aver rifiutato l’imposizione dall’alto dei due sostituti di Sigfrido Ranucci. Come riportato dall’Adnkronos, i futuri conduttori designati si sarebbero diretti velocemente verso i tornelli, rispondendo alla domanda su un possibile incontro con i colleghi così: "Siamo qui apposta".
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Entra nel canale WhatsAppIn precedenza, l’inviato del programma d’inchiesta Danilo Procaccianti aveva però liquidato con un "no, non ci risulta" una domanda sulla possibile presenza di Piervincenzi e Presutti. "Noi non abbiamo problemi a parlare con nessuno", aveva spiegato, "siamo disponibili al dialogo con tutti e non c’è niente di personale con nessuno. Per noi oggi comincia il dialogo con l’azienda, era una riunione fissata dieci giorni fa in cui oggi avremmo dovuto capire qual è il futuro di Report e invece venerdì scorso, sulle agenzie, ci siamo ritrovati due nomi. Per noi questo è inaccettabile".
Forti anche le dichiarazioni di Giulia Innocenzi: "Noi adesso andiamo in Rai per la prima volta per parlare con la direzione. Questo incontro era stato già programmato prima della nomina dei conduttori, per parlare del futuro di Report, cosa che sarebbe dovuta avvenire dunque prima e non adesso. Siamo qui per ascoltare cosa la Rai ci deve dire, noi ribadiamo ciò che abbiamo detto: se vengono nominati questi due conduttori, cioè se la Rai continua per la sua strada noi inviati, e siamo tanti, ci dimetteremo in blocco perché noi dobbiamo garantire l’indipendenza e l’autonomia della trasmissione che è fondamentale per portare avanti le nostre inchieste".
Come sta andando l’incontro in Rai
Nel frattempo, con l’assemblea ancora in corso, l’Adnkronos riferisce di scambi tra l’azienda e i giornalisti che starebbero procedendo tra "alti e bassi". Mentre solo ieri era avvenuto l’incontro tra i nuovi conduttori e il direttore dell’approfondimento Paolo Corsini, seguito a quello tra Corsini e due storici inviati della trasmissione, Bernardo Iovene e Giulio Valesini. In tutto questo, pare che la tv pubblica non abbia alcuna intenzione di rivedere le sue scelte. A questo punto, si vedrà cosa emergerà pubblicamente dal confronto di oggi in via Teulada, e se l’azienda riuscirà eventualmente a far cambiare idea al blocco di inviati. Altrimenti, l’inizio di Report rischia seriamente di slittare a data da destinarsi.
Le parole dell’avvocato di Ranucci
A margine di questi eventi, il legale di Sigfrido Ranucci avrebbe puntato il dito con durezza verso Viale Mazzini, come riportato dall’Ansa. "La Rai", ha detto l’avvocato Roberto De Vita, "dopo aver dichiarato formalmente l’esistenza di ‘continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità’ ha comunicato in data odierna che non intende esplicitare le ragioni di fatto e le circostanze alla base di quel che ha scritto con il provvedimento assunto nei confronti del Ranucci".
E ancora: "Qualora vi fossero stati fatti concreti, non avrebbe avuto difficoltà a rappresentarli. Si tratta, a tutta evidenza, della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili. Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un’azienda pubblica".