Reminiscence, Hugh Jackman dice addio a Wolverine e sembra (quasi) di rivedere Van Helsing in versione Blade Runner

Un noir fantascientifico costruito attorno a una macchina capace di far rivivere il passato, una dipendenza emotiva senza via di fuga.

Andrea Aurora

Andrea Aurora

SEO Specialist – Copywriter

SEO Specialist appassionato di cinema, tecnologia, collezionismo e cultura Pop. Amo unire analisi e creatività per raccontare storie digitali uniche.

Reminiscence — Frammenti dal passato è un film noir futuristico con atmosfere da thriller romantico che porta lo spettatore a una riflessione profonda e malinconica: quanto siamo disposti a restare incastrati nei ricordi pur di non affrontare il presente? Diretto da Lisa Joy, già mente dietro a Westworld, il film arriva nel 2021, in un momento storico in cui la nostalgia è diventata quasi un linguaggio universale. Reboot, revival, remake: il passato sembra più rassicurante del futuro. Reminiscence prende questa ossessione e la trasforma in trama, immaginando un mondo dove puoi letteralmente rivivere i ricordi come fossero film.

Reminiscence — Frammenti dal passato, Un noir romantico travestito da fantascienza

La storia narra le vicende di Nick Bannister, investigatore dei ricordi interpretato da Hugh Jackman, che vive in una Miami sommersa dall’acqua e dal caldo, un futuro decadente che sembra già esausto prima ancora di esistere davvero. Nick aiuta le persone a rivivere momenti del passato attraverso una macchina che registra e proietta le memorie. Poi arriva Mae, interpretata da Rebecca Ferguson, e il film cambia letteralmente pelle.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Da detective story diventa una storia d’amore ossessiva, quasi tossica. Nick si innamora di lei con la rapidità e l’intensità di chi non ha più niente da perdere. Quando Mae sparisce, lui usa la tecnologia che vende agli altri per inseguirla dentro i ricordi. È qui che il film si mostra per quello che è davvero: non parla realmente di trovare qualcuno, ma di non riuscire a lasciarlo andare.

Il passato che sembra un rifugio ma è una prigione

La cosa più interessante di Reminiscence è che non giudica i suoi personaggi. Non dice che vivere nel passato sia sbagliato. Mostra semplicemente quanto sia facile restarci intrappolati.

Nick è un uomo che preferisce una versione idealizzata di un amore piuttosto che la realtà, e questo lo rende incredibilmente umano. Chiunque abbia mai rivisto mille volte le stesse foto, riletto vecchi messaggi o ascoltato una canzone legata a qualcuno capisce esattamente cosa sta succedendo. Sotto questo punto di vista potremmo dire che il film esagera solo il mezzo (decisamente improbabile), non il sentimento.

In un certo senso possiamo accostarlo anche a un noir classico, dove l’investigatore perde la lucidità a causa di una femme fatale. Solo che qui – "piccola differenza" – la femme fatale è anche una memoria, un’illusione, una proiezione mentale.

Un futuro che sembra già stanco

L’ambientazione merita un discorso a parte. La Miami di Reminiscence non è spettacolare nel senso tradizionale della fantascienza. Non ci sono astronavi o città iper tecnologiche. È un mondo decadente, consumato, allagato. Le persone vivono di notte per evitare il caldo, come fossero dei vampiri stanchi. È un’immagine che, sullo schermo, risulta davvero essere potente perché parla della nostra paura più concreta: non l’apocalisse improvvisa, ma il lento deterioramento.

Il film ci dice che quando il futuro smette di promettere qualcosa, l’unica direzione possibile diventa il processo inverso: tornare indietro.

Hugh Jackman in una delle sue interpretazioni più vulnerabili

Siamo abituati a pensare a Jackman come a un attore fisico, carismatico, quasi indistruttibile. Qui invece lavora tutto sulla fragilità. Nick Bannister è un uomo che si sta sgretolando mentre cerca disperatamente di restare integro. Il personaggio è credibile, non si presenta come un eroe e nemmeno come il miglior detective del mondo. È un uomo che ha trovato un modo, del tutto personale, per non affrontare il lutto e la solitudine. E questa scelta rende il film più adulto di quanto sembri.

Quando uscì, Reminiscence non fu accolto come un blockbuster. Troppo lento per chi cercava azione, troppo romantico per chi voleva un thriller puro, troppo cupo per chi si aspettava fantascienza spettacolare. Ma proprio questa identità indefinita lo rende interessante oggi. È uno di quei film che speriamo possano crescere con il tempo.

Reminiscence suggerisce che la nostalgia può diventare una forma di anestesia emotiva. Se il presente è complicato e il futuro incerto, perché non restare nel momento in cui tutto sembrava avere senso?

L’edizione home video 4K UHD

Dal punto di vista tecnico, il film è perfetto per l’alta definizione. Le atmosfere notturne, i riflessi sull’acqua, le luci al neon e i contrasti tra buio e bagliori funzionano benissimo in 4K UHD, restituendo tutta la profondità visiva pensata dalla regista.

L’edizione home video valorizza soprattutto il comparto sonoro: la colonna sonora avvolgente e i suoni ambientali contribuiscono a creare quella sensazione ipnotica che è parte integrante dell’esperienza.

Tra i contenuti extra si trovano approfondimenti sul worldbuilding, sul design della città sommersa e sul processo creativo dietro la macchina dei ricordi — elementi che aiutano a capire quanto il film sia stato costruito più come universo emotivo che come semplice trama.

È uno di quei titoli che guadagnano molto dalla visione domestica, magari di notte, con luci basse. Esattamente come l’atmosfera che racconta.

Dove vedere Reminiscence in streaming

Il film è disponibile su diverse piattaforme digitali a noleggio o in abbonamento, tra cui Amazon Prime Video, Chili, Apple TV+ e Google Play Film.


Potrebbe interessarti anche