Referendum giustizia e Pulp Podcast: Giorgia Meloni puntava alla Gen Z, ma non ha fatto i conti con l'effetto boomerang dei nuovi social
Il premier ospite del Podcast di Marra e Fedez punta a intercettare la fascia 18-34, ma rischia di ottenere l'effetto contrario e spingere al No

Nelle ultime ore è scoppiato il caso legato alla presenza del premier Giorgia Meloni come ospite al Pulp Podcast organizzato da Fedez e Mr Marra, nell’episodio disponibile in streaming oggi, 19 marzo, dalle ore 13.00. Non sono mancate le critiche, con il programma accusato di aver inviato le mail di invito agli esponenti di spicco degli altri partiti con pochissimi giorni di anticipo rispetto alla data di registrazione della puntata, come sottolineato dal giornalista Mario Manca. La strategia di Giorgia Meloni è chiara: arrivare a quella fetta demografica, tra i 18 e i 34 anni, che solitamente non guarda i talk show tradizionali. E che è anche quella che presenta la maggior percentuale di astensionismo al voto. Ma il rischio è quello dell’effetto boomerang, con un ritorno di fiamma che gli addetti alla comunicazione del premier potrebbero non aver previsto.
Giorgia Meloni punta alla Gen Z con il Pulp Podcast di Marra e Fedez ma rischia l’effetto boomerang
La Gen Z difficilmente si interessa della politica. Non a caso la fascia 18-34 è quella che presenta la maggior percentuale di astensionismo al voto. Un po’ per mancanza di identificazione nei partiti tradizionali, un po’ per la sempre maggiore perdita di fiducia nella classe dirigente del Paese, la Gen Z non vota. E questo Giorgia Meloni lo sa bene, motivo per cui ha deciso di accettare l’invito a partecipare a un episodio del Pulp Podcast di Mr Marra e Fedez. Nella puntata, inevitabilmente, si tratterà del tema del Referendum sulla giustizia, al voto il 22 e 23 marzo.
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Entra nel canale WhatsAppStrategicamente, la tattica di Meloni è chiara: intercettare un segmento di pubblico che non guarda i talk show e che ha la minor percentuale di esposizione ai media tradizionali. Il rischio, dall’altro lato, è però ottenere l’effetto contrario, un effetto boomerang dato dall’inevitabile viralità che la puntata otterrà sui social che la Gen Z utilizza maggiormente, in particolare TikTok. Meloni ha sin qui evitato con accuratezza i microfoni scomodi, preferendo contesti privi di reale contraddittorio o comunque ambienti in cui possa ricevere domande funzionali alla propria narrazione. La decisione di appoggiarsi a Mr Marra e Fedez le si potrebbe ritorcere contro, portandole visibilità negativa e spingendo quelli che si sarebbero semplicemente astenuti a votare no al referendum.
Sinistra sul piede di guerra: manca il contraddittorio e viola il silenzio elettorale
Non sono ovviamente mancate le critiche, con la sinistra sul piede di guerra. Anzitutto, sono stati mossi dubbi sulle tempistiche dell’invio degli inviti. Mr Marra ha anticipato i tempi diffondendo le mail in cui si richiedeva la partecipazione a Giuseppe Conte, leader del M5S, e a Elly Schlein, segretaria del PD. Esse sono però arrivate a pochissimi giorni dalla data di registrazione della puntata. Quella inviata a Fratelli d’Italia, invece?
Secondariamente, la puntata e le clip che ne scaturiranno rimarranno inevitabilmente virali per svariati giorni, andando a violare il silenzio elettorale a ridosso dei giorni di votazione. Le strette tempistiche di pubblicazione, inoltre, impediscono alle parti in causa di esporre un proprio contraddittorio. Una strategia aggressiva, quella di Meloni, per tentare di contrastare all’ultima curva le previsioni che vedono vincente il No, ma che potrebbero ritorcersi contro il premier, portando l’effetto contrario.
