I Red Hot Chili Peppers contro Netflix, il documentario su Hillel Slovak diventa un caso: “Non c’entriamo nulla”

I componenti della band sono intervenuti attraverso i social per fare una dovuta precisazione sul docu-film che uscirà il 20 marzo: le loro parole.

Debora Manzoli

Debora Manzoli

Scrittrice ed editor

Scrittrice, copywriter, editor e pubblicista mantovana, laureata in Lettere, Cinema e Tv. Ha due libri all’attivo e ama la scrittura alla follia.

I Red Hot Chili Peppers sono una delle band rock più influenti e longeve della storia moderna: nati a Los Angeles nel 1983, il loro sound unico composto da elementi funk, punk rock e rock alternativo ha fatto il giro del mondo intero. In più di 40 anni di carriera, i Red Hot Chili Peppers hanno venduto oltre 120 milioni di dischi nel mondo, vinto numerosi Grammy e influenzato generazioni di musicisti, e ancora oggi continuano a riempire stadi e a pubblicare nuova musica di grandissimo successo. Il prossimo 20 marzo uscirà su Netflix il docu-film The Rise of the Red Hot Chili Peppers, ed è proprio su questo che gli stessi membri del gruppo hanno voluto fare chiarezza intervenendo sui social: ecco cosa hanno detto.

I Red Hot Chili Peppers intervengono sul docu-film Netflix: "Non c’entriamo nulla"

I tantissimi fan dei Red Hot Chili Peppers attendono ormai da mesi l’uscita del docu-film The Rise of the Red Hot Chili Peppers, che debutterà sulla piattaforma streaming Netflix proprio il prossimo 20 marzo 2026. Non si tratterà, però, di un documentario dedicato al gruppo, ma di un progetto interamente dedicato al fondamentale ruolo del chitarrista originale della band Hillel Slovak, morto prematuramente per overdose nel 1988. Un docu-film che vedrà anche alcune interviste agli altri membri del gruppo e a familiari e amici dell’iconico chitarrista.

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Proprio in merito a questo, Flea, Anthony Kiedis, John Frusciante e Chad Smith, attuali membri della band, hanno deciso di intervenire sui social per fare chiarezza una volta per tutte. "Circa un anno fa, ci è stato chiesto di essere intervistati per un documentario su Hillel Slovak. Lui è stato un membro fondatore del gruppo, un grande chitarrista e un amico. Abbiamo accettato di essere intervistati per amore e rispetto per Hillel e la sua memoria. Tuttavia, questo documentario viene ora pubblicizzato come un documentario sui Red Hot Chili Peppers, cosa che non è. Non ci abbiamo avuto creativamente nulla a che fare. Dobbiamo ancora realizzare un documentario sui Red Hot Chili Peppers. Il soggetto centrale di questo speciale Netflix è Hillel Slovak e speriamo che susciti interesse su di lui e sul suo lavoro".

Chi era Hillel Slovak, chitarrista originale dei Red Hot Chili Peppers

Hillel Slovak era il chitarrista originale e co-fondatore dei Red Hot Chili Peppers, figura cruciale nella formazione del sound iniziale della band. Nato in Israele nel 1962 e cresciuto a Los Angeles, era amico d’infanzia di Flea e proprio insieme a lui diede vita al progetto nel 1983. Slovak era un chitarrista di grande talento, capace di mescolare sapientemente funk, rock e influenze psichedeliche. Il suo stile melodico e creativo ha definito il sound dei primi album della band, in particolare "Freaky Styley" del 1985 e "The Uplift Mofo Party Plan" del 1987. Hillel morì il 25 giugno 1988 a soli 26 anni per overdose di eroina, dopo una lunga battaglia contro la dipendenza. La sua morte fu devastante per la band: il batterista Jack Irons lasciò il gruppo, mentre Flea e Kiedis decisero di continuare come tributo al loro amico.


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