Rebellion, la perla perduta (in Italia) scatena polemiche accese: il film è quasi 'leggendario'

Il tesissimo dramma bellico basato su fatti reali di Mathieu Kassovitz, semi-inedito in Italia, arriva in prima tv su Rai 4

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

La perla perduta di Mathieu Kassovitz stasera in Prima tv su Rai 4

La programmazione serale di Rai 4 si arricchisce stasera con una proposta di altissimo valore cinematografico e civile. Alle 21:18 andrà infatti in onda Rebellion – Un atto di guerra (titolo originale L’ordre et la morale), opera scritta, diretta e interpretata da Mathieu Kassovitz. Il film rappresenta una ricostruzione meticolosa e priva di sconti dei tragici eventi accaduti nell’isola di Ouvea, in Nuova Caledonia, tra l’aprile e il maggio del 1988. In quel periodo, un gruppo di separatisti del popolo Kanak assaltò una caserma di gendarmi francesi, uccidendone quattro e prendendo in ostaggio altri trenta, per poi rifugiarsi in una grotta sperduta nella giungla. La pellicola segue il capitano Philippe Legorjus, mediatore del GIGN, nel suo disperato tentativo di trovare una soluzione diplomatica che evitasse il massacro, scontrandosi però con le logiche ciniche della politica parigina, allora nel pieno delle elezioni presidenziali.

Una primizia assoluta per il pubblico televisivo italiano

L’appuntamento di questa sera riveste un’importanza particolare per gli appassionati di cinema nel nostro Paese. Nonostante il prestigio internazionale di Mathieu Kassovitz e il grande clamore suscitato in Francia, Rebellion – Un atto di guerra è stato vittima di una distribuzione internazionale estremamente travagliata, che ha colpito duramente l’Italia. Il film, infatti, non è mai approdato nelle sale cinematografiche italiane, saltando completamente l’uscita sul grande schermo.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Per anni è rimasto un titolo quasi leggendario, rintracciabile solo tramite circuiti d’importazione o festival specializzati. La situazione si è sbloccata solo parzialmente nel 2017, quando il film è finalmente arrivato sul mercato nazionale esclusivamente in formato home video, con una distribuzione chiaramente limitata che lo ha reso un piccolo oggetto di culto per cinefili. Poterlo vedere stasera in prima serata e in prima visione su Rai 4 rappresenta dunque una vera e propria primizia, l’occasione definitiva per il grande pubblico di colmare una lacuna durata quasi quindici anni.

Il rigore stilistico di Kassovitz

Kassovitz, autore del cult assoluto L’odio, torna qui alla sua vena più politica e militante. Rebellion – Un atto di guerra non si limita a essere un film d’azione bellica o un thriller militare; è una riflessione brutale sull’etica, sul senso del dovere e sulla fragilità della verità storica. Il regista sceglie uno stile asciutto, quasi documentaristico, per mostrare come la vita umana possa diventare merce di scambio nelle mani di leader politici lontani migliaia di chilometri dal campo di battaglia. La macchina da presa si muove tra la fitta vegetazione di Ouvea e i corridoi del potere, evidenziando il contrasto tra l’onore dei soldati sul campo e il calcolo elettorale di chi, da Parigi, premeva per un intervento di forza risolutivo nel complicato clima delle elezioni presidenziali francesi del 1988.

Il film ha scatenato accese polemiche fin dalla sua produzione, tanto che la Nuova Caledonia non concesse le riprese sul territorio originale, costringendo la troupe a spostarsi nella Polinesia Francese. Kassovitz non cerca la pacificazione, ma punta il dito contro le ombre del colonialismo francese moderno. La sequenza finale rimane una delle più intense e dolorose del cinema francese contemporaneo, capace di restituire il senso di sconfitta morale che colpì non solo gli indipendentisti Kanak, ma anche gli stessi militari incaricati della missione. La messa in onda su Rai 4 restituisce finalmente visibilità a un’opera significativa, che invita a non dimenticare una pagina oscura della storia recente francese, dimostrando che il cinema, quando è grande, sa essere prima di tutto un atto di memoria collettiva.

Articolo di Marco Lucio Papaleo


Potrebbe interessarti anche