Reazione a Catena, Pino Insegno e gli ascolti in Rai accendono la polemica del collaboratore (che insulta un giornalista)
Si è accesa la polemica per via delle parole di un giornalista note nel mondo del gossip, Giuseppe Candela, insultato da un collaboratore di Pino Insegno

Un paio di giorni fa è uscita la notizia che Pino Insegno sarebbe vicino a firmare un nuovo contratto con la Rai, e a riportare l’indiscrezione è stato Giuseppe Candela su Dagospia, noto portale di gossip. Nella sua news il giornalista, oltre a parlare delle trattative in atto tra il conduttore e l’azienda, ha posto l’attenzione anche sui dati degli ascolti di Reazione a Catena, scrivendo che sarebbero stati gonfiati perché bassi rispetto a quelli delle edizioni precedenti, ma un collaboratore di Pino Insegno, Diego Righini, non ha preso bene le sue parole.
Questo il pezzo scritto da Candela un paio di sere fa su Dagospia: "Dopo il flop de Il Mercante in Fiera, Insegno è arrivato alla conduzione di Reazione a Catena con ascolti non entusiasmanti, cosa che ha da sempre agitato il direttore del Tg1, il meloniano Gianmarco Chiocci. Pur di gonfiare gli ascolti e farli sembrare più alti, quest’anno la Rai ha cambiato la rilevazione dei dati, riducendo il dato della seconda parte (quello che viene spacciato come media) a soli venti minuti, oltre ad inserire la dicitura "weekend" nelle puntate del sabato e della domenica, per scorporarle dalla media stagionale in quanto meno viste. Cosa prevederà il nuovo contratto? Occhio alle sorprese".
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Entra nel canale WhatsAppA far innervosire ancor di più il collaboratore di Insegno potrebbero essere state le parole scelte dal giornalista per il tweet pubblicato su ‘X’: "Gli ascolti poco esaltanti però non condizionano il futuro di Pino Insegno: la Rai lavora al rinnovo dopo il precedente biennale ben pagato". Ecco cosa è successo nelle scorse ore.
Il collaboratore di Pino Insegno contro il giornalista
Dopo aver letto il pensiero di Candela sui social, Diego Righini ha risposto su ‘X’ con alcuni commenti, offendendo infine il giornalista: "Le curve rilevate di continuo parlano chiaro, Reazione a Catena primo programma di tutta la RAI, dall’8 giugno fino ad oggi, e secondo di tutta la TV italiana, dopo la messa in onda della Ruota della fortuna di Gerry Scotti, anche contro Sarabanda si domina la fascia oraria senza aiuto, e con un programma prima di Reazione a Catena che lo lascia sotto il 15% mentre Sarabanda la con Fiction prima parte da 24%. Insegno porta il programma al 24-25%, Papi lo porta al 14-15%. Liorni partiva dal 19-20% del programma pomeridiano di Rai Uno, non aveva contro nessuno e si attestava al 26%. Candela è un demente che scrive contro Insegno dietro favori, quindi gli danno credito solo gli ignoranti di TV".
La reazione di Giuseppe Candela non si è fatta attendere: "Queste sono le parole di Diego Righini, collaboratore di Pino Insegno. Insulti e offese contro di me e Dagospia. Da querela. Sono parole che non descrivono me ma descrivono perfettamente Righini, Insegno e questa Rai". E Pino Insegno? Con una nota della Rai ha preso le distanze dalle parole di Diego Righini.
Pino Insegno prende le distanze da Diego Righini sugli ascolti di Reazione a Catena e il nuovo contratto in Rai
Velocissimo, anche più della luce (nemmeno un’ora dopo), Pino Insegno, tramite una nota stampa pubblica, fa sapere di non essere d’accordo con quanto scritto da Diego Righini: "Prendo in maniera ferma e chiara le distanze da post Diego Righini. In riferimento ai post pubblicati su X da Diego Righini, in risposta al giornalista Giuseppe Candela, prendo in maniera ferma e chiara le distanze dal contenuto degli stessi. Da sempre, infatti, considero fondamentale la tutela del diritto di critica". Come è finita? Giuseppe Candela ha archiviato tutto via ‘X’: "Pino Insegno prende le distanze dalle parole del collaboratore Diego Righini. Apprezzo il gesto del conduttore, della direzione DayTime e dell’azienda. Considero chiusa la vicenda".
