Raoul Bova, Fabrizio Corona tuona a Filorosso: "Non sono indagato, è un bufala clamorosa"
L'ex re dei paparazzi, su Rai 3, ribadisce la sua versione sulla vicenda che ha sconvolto la vita dell'attore e chiarisce di non "Aver il telefono sotto sequestro".

"Non ho il telefono sequestrato, non sono indagato. Niente. Tutta questa storia è una bufala clamorosa". Queste le parole di Fabrizio Corona a Filorosso, in merito all’inchiesta che vede Raoul Bova vittima di violazione della privacy e di divulgazione di audio relativi a messaggi privati. L’ex re dei paparazzi, raggiunto da Salvatore Dama, inviato del programma di Rai 3 condotto da Manuela Moreno, in onda ieri sera (4 agosto 2025), ha dato la sua versione dei fatti in merito alla vicenda che vede l’attore sotto i riflettori da settimane e che da semplice gossip è arrivata sino alle aule di un Tribunale. Il tutto era infatti iniziato quando lo stesso Corona, sul suo Falsissimo, aveva pubblicato audio e chat di Bova con la modella Martina Ceretti, a dimostrazione di un presunto tradimento dell’attore ai danni della moglie Rocio Munos Morales, che ora pare stia chiedendo il divorzio e l’affidamento esclusivo delle figlie Alma e Luna.
Caso Bova, Fabrizio Corona ribadisce: "Non ho il telefono sotto sequestro"
Dopo la pubblicazione degli audio tra Raoul Bova e Martina Ceretti, sul Falsissimo di Fabrizio Corona, quello che sembrava essere destinato a essere solo un gossip estivo è diventato un caso nelle aule del Tribunale. L’attore ha sporto denuncia tramite il suo legale David Leggi per "Diffusione illecita di dati personali e la diffamazione a scopo di profitto", e la Procura di Roma sta indagando sull’ipotesi di reato di tentata estorsione ai danni dell’attore. Insomma altroché pettegolezzi, la cosa è diventata molto più che seria, e nella vicenda oltre a Corona sono coinvolte altre persone, primo tra tutti il Pr milanese Federico Monzino, ossia colui che pare abbia dato i famosi audio all’ex paparazzo.
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Entra nel canale WhatsAppA Filorosso, però, Corona, è chiaro nel ribadire di fronte alle telecamere di non essere indagato in questa vicenda: "È semplicissima la storia. Il ragazzo, Federico Monzino, figlio di una famiglia ricchissima, una sera insieme alla ragazza (Ceretti, ndr) , mi dice: ‘Ho questo audio’. A me non interessa, perché a me Bova non mi interessa, è uno che non fa notizia. Dopodiché vado a casa sua, lo trovo in condizioni pietose, chiamiamo Martina, ci accordiamo, sento gli audio, ci penso un giorno, dopodiché mi torna in testa e mi dico: ‘Gli audio valgono’. Torno indietro, mi gira gli audio e me ne vado via. I file vengono mandati volontariamente, non estorti", spiega il fotografo, aggiungendo poi un dettaglio che avvalorerebbe la tesi dell’estorsione:
Succede che – e questo non lo sanno neanche gli inquirenti – che il ragazzo non sta bene e per gioco insieme a un suo amico telefona a Raul Bova e dice: ‘Guarda che c’è Falsissimo. Se mi fai un regalo e ci sono quelle chat’. Ma questo tre giorni prima della puntata, non tre settimane prima, non dieci. Non c’è un sistema Martina Ceretti che ricatta le persone. La Polizia il giorno dopo viene da me con la notizia sui giornali: ‘A Corona hanno sequestrato il telefono’. Ma quale telefono? La Polizia viene a dirmi: ma come è andata la storia? Ho raccontato tutta la storia e si son fatti due risate. Non mi hanno chiesto neanche le chat. Non ho il telefono sequestrato, non sono indagato. Niente. Tutta questa storia è una bufala clamorosa.
