Report, Ranucci indagato per gli audio su Sangiuliano: “Interferenze illecite nella vita privata”. Ma lui contrattacca

Il giornalista e conduttore di Report sarebbe finito al centro di indagini, dopo la pubblicazione in tv di conversazioni tra l'ex ministro e la sua compagna. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Il caso Boccia-Sangiuliano torna al centro del dibattito, in queste ore, per un risvolto che coinvolge il conduttore di Report Sigifrido Ranucci. Come denunciato dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri (e anche dal capogruppo FI nella commissione di Vigilanza Rai, Roberto Rosso), Ranucci sarebbe al momento indagato per la pubblicazione di audio privati. Conversazioni che erano andate in onda su Report, e riportavano alcuni scambi tra l’allora ministro Sangiuliano e la compagna Federica Corsini. Ranucci, dal canto suo, ha però risposto con forza alle parole di Gasparri e Rosso. Sottolineando l’uso lecito fatto dal programma di quegli audio, in quanto legati a una notizia di grande interesse pubblico. Vediamo qui sotto tutti i particolari.

Sigfrido Ranucci e la denuncia per gli audio su Sangiuliano

A scoperchiare il vaso è stato Maurizio Gasparri, con un lungo comunicato che punta il dito contro Ranucci e la Rai. "A seguito dell’avviso di conclusione delle indagini a carico della signora Maria Rosaria Boccia", si legge nella nota, "si apprende che il conduttore Sigfrido Ranucci e il giornalista Luca Bertazzoni sono indagati per il reato 615 bis del codice penale (interferenze illecite nella vita privata) da parte della Procura di Roma, relativa alla nota vicenda della diffusione di un audio in una puntata di Report".

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Poi l’accusa: "Una scelta di voyeurismo televisivo, inutile, a fatti conclusi, che già criticai aspramente come commissario della vigilanza". Secondo il senatore, si tratterebbe di una "grave ipotesi di reato", e inoltre "si pone un problema a carico della Rai sui comportamenti dei suoi dipendenti e collaboratori". "Ranucci", conclude sempre Gasparri, "è stato ospite della Boccia in un podcast da lei condotto e…con la stessa persona, indagata in molteplici procedimenti giudiziari a Roma, a Pisa e a Napoli, avrebbe presentato il suo libro in provincia di Napoli…La tutela della dignità delle persone è un confine che nessuno potrà travalicare. Nessuno gode di impunità e anche Ranucci deve rispettare le leggi. La Rai ha il dovere di attivare tutti i meccanismi interni previsti dalle normative e non fare sconti a nessuno".

Simili le parole di Roberto Rosso, senatore di FI e capogruppo nella commissione di Vigilanza Rai: "Apprendiamo che il conduttore della trasmissione ‘Report’, Sigfrido Ranucci, insieme al giornalista Luca Bertazzoni, è indagato dalla procura di Roma…Quanto accaduto non può che indurre delle riflessioni sul tipo di servizio pubblico che si vuole proporre ai cittadini. La Rai non può diventare strumento di un gossip sguaiato. È perciò chiaro che l’azienda dovrà valutare le azioni di chi ne rappresenta il volto in tv".

La replica di Sigfrido Ranucci

A stretto giro di posta è arrivata la replica del diretto interessato Ranucci. "Premesso che la notizia della denuncia della signora Corsini, moglie di Sangiuliano, nei confronti di Report, risale a dicembre scorso", ha esordito il giornalista, "ed era già nota, e premesso che il ‘garantista’ Rosso parla di avviso di garanzia quando a noi non è stato ancora notificato, vale la pena ricordare alcuni fatti".

Ovvero: "Si tratta di un audio di pochi secondi estrapolato da ore di conversazioni, quelle sì gossip, che riporta l’essenzialità di una notizia di grande interesse pubblico che ha portato a uno scandalo internazionale e alle dimissioni di un ministro". E ancora, Ranucci prosegue: "L’audio che ha trasmesso Report della telefonata tra l’allora ministro Sangiuliano e la consorte era stato registrato da Rosamaria Boccia con la consapevolezza dello stesso ministro, come detto dal suo stesso avvocato. In quell’audio di pochi secondi c’è la prova che Sangiuliano ha stoppato il contratto a Maria Rosaria Boccia perché chiesto perentoriamente dalla moglie, e non per presunti conflitti come dichiarato in un’intervista al Tg1…Infatti subito dopo quella telefonata Sangiuliano invia un sms al suo capo di Gabinetto nel quale chiede di sospendere l’iter".

Poi la chiusura: "Su questa vicenda il consiglio di disciplina dell’ordine dei giornalisti ha già archiviato la mia posizione". Sigfrido Ranucci ha infine espresso fiducia nell’operato della magistratura. Mentre non ci risultano contro-repliche da Gasparri o Rosso.


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