Caso Ranucci, il conduttore di Report sentito come persona informata sui fatti: l'inchiesta sull'attentato e i dubbi dalla Rai
Il giornalista sarà ascoltato dai pm dopo gli accertamenti sui dispositivi sequestrati a Valter Lavitola, mentre resta da chiarire il riferimento ad una presunta mente dell'operazione.

L’inchiesta sull’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci si prepara a entrare in una fase particolarmente delicata. Il giornalista, infatti, sarà ascoltato dai pubblici ministeri come persona informata sui fatti, dunque non in qualità di indagato, nell’ambito degli accertamenti che stanno cercando di ricostruire tutti i passaggi della vicenda e, soprattutto, i rapporti tra Ranucci e Valter Lavitola. L’audizione dovrebbe arrivare dopo l’analisi del materiale sequestrato al faccendiere, tra telefoni cellulari, computer e pen drive, che potrebbe fornire agli investigatori nuovi elementi utili. Intanto, proprio dalle conversazioni attribuite a Lavitola emerge un particolare che ha riacceso i dubbi degli inquirenti: il riferimento a una persona "a fianco" della presunta mente dell’attentato, elemento che al momento non consente però di stabilire se esista davvero un secondo mandante.
Attentato a Ranucci: il giallo del secondo mandante
È proprio questo uno degli aspetti sui quali l’inchiesta dovrà fare maggiore chiarezza. Secondo le ricostruzioni riportate nelle ultime ore, durante una conversazione del 5 luglio Lavitola avrebbe parlato con l’imprenditore Giovanni Bracale di quanto sarebbe emerso nel corso della perquisizione nei suoi confronti. Nel racconto del faccendiere sarebbe comparsa una sorta di ricostruzione dei ruoli all’interno dell’operazione, con gli uomini già arrestati, il mediatore Gomes e lo stesso Lavitola indicato come presunta "mente". A destare particolare attenzione è però l’espressione "uno a fianco", che ha alimentato l’ipotesi di una seconda figura coinvolta ai vertici della vicenda. Al momento, tuttavia, è fondamentale distinguere gli elementi investigativi dalle ipotesi ancora da verificare: non è stato identificato alcun secondo mandante e le parole riferite da Lavitola non dimostrano, da sole, che questa persona esista né quale eventuale ruolo avrebbe avuto.
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Entra nel canale WhatsAppCaso Sigfrido Ranucci: il conduttore di Report ascoltato dai PM
In questo contesto, l’audizione di Ranucci potrebbe contribuire a ricostruire anche la natura dei suoi rapporti con Lavitola. Gli investigatori starebbero infatti esaminando messaggi e conversazioni per comprendere meglio il contesto nel quale i due si sarebbero confrontati. Tra gli elementi finiti sotto attenzione ci sarebbero anche gli sfoghi del giornalista sulle proprie difficoltà lavorative e alcuni messaggi nei quali avrebbe condiviso sondaggi e commenti relativi alla sua crescente popolarità. Particolarmente importante sarebbe poi una telefonata del 5 luglio, effettuata da Lavitola attraverso Signal e durata circa due ore, della quale soltanto una parte sarebbe stata registrata attraverso un’intercettazione ambientale. Saranno dunque gli accertamenti tecnici e, successivamente, le dichiarazioni dello stesso Ranucci a poter aiutare gli inquirenti a comprendere meglio ciò che ancora non torna nella ricostruzione.
Il fronte aperto anche in Rai
Parallelamente all’inchiesta giudiziaria, per Ranucci rimane aperta anche la questione interna alla Rai. Secondo quanto riferito da Adnkronos, sarebbe stata consegnata all’amministratore delegato Giampaolo Rossi la relazione del Comitato etico relativa al conduttore di Report. A difendere la posizione del giornalista è intervenuto il suo legale Roberto De Vita, che ha sottolineato come Ranucci abbia risposto alle contestazioni durante la lunga audizione davanti al Comitato, fornendo, secondo la sua difesa, elementi utili a chiarire il lavoro della redazione. Il legale ha inoltre evidenziato quello che considera un paradosso particolarmente delicato: Ranucci, dopo essere stato vittima di un grave attentato, rischierebbe di trovarsi anche nella posizione di dover rispondere delle conseguenze reputazionali legate alla vicenda.