Rai, troupe bloccata a Ceuta alla dogana: la denuncia dell’inviato del Tg2 Lorenzo Lo Basso: “Fermati perché italiani”
Il giornalista ha svelato ad Agorà Estate la vicenda surreale avvenuta dopo l'approdo in nord Africa. Poi il chiarimento sui sospetti in un video social. Ecco i dettagli.

Ore surreali alla frontiera di Ceuta, dove l’inviato Rai del Tg2 Lorenzo Lo Basso ha denunciato di essere stato fermato, con la sua troupe, nel corso della notte. Secondo quanto rivelato ad Agorà Estate, su Rai 3, e poi tramite alcuni video social, il gruppo sarebbe stato l’unico trattenuto per controlli minuziosi dopo lo sbarco. Costretti ad abbandonare temporaneamente l’auto, avrebbero poi ottenuto il via libera in mattinata. Con il sospetto di aver ricevuto questo trattamento solo perché italiani. Ecco tutti i dettagli.
Rai, il racconto choc dell’inviato Lorenzo Lo Basso bloccato a Ceuta
La crisi dei migranti di Ceuta, dove a inizio agosto si sono riversate quasi 80mila persone (con oltre 140 morti), continua a mettere alla prova i rapporti tra Spagna e Italia. Il Governo Meloni ha ripristinato temporaneamente i controlli di frontiera interni Schengen sugli arrivi dalla Spagna, portando a una contro-reazione molto forte da parte degli omologhi iberici. E questo, in parte, potrebbe aver contribuito alla spiacevole vicenda raccontata dall’inviato del Tg2 Lorenzo Lo Basso, finito al centro di controlli severissimi, stando al suo racconto, dopo essere sbarcato nella notte con la troupe Rai proprio nell’enclave spagnola in nord Africa.
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Entra nel canale WhatsAppLo Basso ha raccontato gli avvenimenti ad Agorà Estate, su Rai 3, spiegando che il gruppo sarebbe stato perquisito per telecamere non dichiarate. O meglio, per mancanza di un’autodichiarazione gratuita di possesso dell’attrezzatura in questione, dettaglio che avrebbe spinto i controllori della dogana a fornire un ultimatum agli italiani: abbandonare temporaneamente l’auto per i controlli, oppure tornare indietro. "Tutti gli altri passeggeri sono andati via. Da quella nave sono sbarcate centinaia di auto e solo la nostra è stata sottoposta a questo controllo", ha aggiunto il giornalista Rai.
Ecco il racconto completo: "Ieri notte, era l’una circa, siamo sbarcati, abbiamo esibito il nostro passaporto italiano e a quel punto hanno approfondito i controlli. Hanno notato le telecamere in auto e ci hanno detto che non saremmo potuti entrare con l’attrezzatura. Ci hanno spiegato che serviva un’autodichiarazione, gratuita, che non avevo fatto perché nessuno mi ha mai informato che ci fosse qualsiasi tipo di restrizione. Io sono già stato qui otto giorni durante la prima ondata migratoria e nessuno ha mai controllato me o la mia troupe. Evidentemente i controlli sono stati potenziati".
E ancora, Lo Basso ha aggiunto: "Ho spiegato loro che stamani avrei avuto il collegamento con la tv italiana e che sarei stato disposto anche a consegnare il mio passaporto per tornare oggi e formalizzare tutto, ma sono stati irremovibili".
La spiegazione di Lo Basso nel video social
In mattinata, Lo Basso ha poi postato diversi video social con ulteriori aggiornamenti sulla vicenda. In base a queste informazioni, gli invitati Rai sarebbero stati costretti a raggiungere l’hotel a piedi, dopo aver abbandonato l’auto per i controlli nel corso della notte. E ancora, come si legge nella didascalia del suo ultimo post: "Dopo 12 ore abbiamo recuperato automobile e attrezzatura…Un blocco della dogana assolutamente inconsueto…Ieri sera gli unici fermati e perquisiti. Gli unici scesi dal traghetto col passaporto italiano…".
"Diciamo che la sensazione è quella che fossimo italiani", ha aggiunto il giornalista nell’ultimo video, "e che lo scopo fosse quello di crearci un problema, e in effetti un problema me l’hanno creato e non da poco".