Rai commenta lo stop alle repliche di Report, e l'Ad Rossi interviene futuro del programma di Ranucci: "Una forma di cautela"
Rai, Giampaolo Rossi interviene sul caso Report: la verità sulla sospensione delle repliche e sul futuro della trasmissione

L’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, ha deciso di fare chiarezza sulle polemiche nate attorno alla sospensione delle repliche estive di Report. Durante un’intervista rilasciata ad Adnkronos Talk, il manager ha spiegato che la decisione non riguarda nuovi episodi del programma d’inchiesta, ma esclusivamente repliche già trasmesse più volte e comunque disponibili sulla piattaforma RaiPlay.
Report: l’ad Rossi risponde alle polemiche e spiega i motivi della sospensione
Secondo Rossi, il provvedimento è stato adottato per proteggere un marchio ritenuto strategico per il servizio pubblico. La scelta, ha precisato, è maturata in un contesto particolarmente delicato, segnato sia dall’inchiesta giudiziaria che coinvolge la trasmissione sia dal clima di forte scontro mediatico sviluppatosi nelle ultime settimane. L’obiettivo dell’azienda, ha ribadito, è evitare che le tensioni possano riflettersi negativamente sull’immagine del format. Nel corso dell’intervista, l’amministratore delegato ha affrontato anche il tema della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, attualmente inattiva dopo le dimissioni dei suoi componenti. Rossi ha giudicato legittimo l’intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha invitato i presidenti di Camera e Senato a ricostituire rapidamente l’organismo. Pur sottolineando che l’assenza della Commissione non compromette il normale funzionamento della Rai, definita pienamente operativa, il dirigente ha evidenziato come il ruolo della Vigilanza resti fondamentale per garantire il controllo sul pluralismo dell’informazione, elemento che rappresenta uno dei pilastri del servizio pubblico.
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Entra nel canale WhatsAppDalle polemiche sulle fonti ai talenti in uscita: le altre dichiarazioni di Rossi
Nel dibattito è intervenuto anche Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che ha espresso forti perplessità rispetto alle richieste avanzate dal ministro Urso sulla trasparenza delle fonti utilizzate da Report. Secondo Di Trapani, qualsiasi iniziativa che possa mettere in discussione la riservatezza delle fonti giornalistiche rischierebbe di entrare in conflitto con i principi stabiliti dall’European Media Freedom Act. Rossi ha poi ampliato lo sguardo sulla situazione generale della Rai, sostenendo la necessità di una riforma capace di garantire nuove risorse economiche all’azienda in un mercato televisivo sempre più competitivo. Ha inoltre rivendicato i risultati economici ottenuti, insieme all’avvio del piano industriale e immobiliare, respingendo l’immagine di una Rai ridotta esclusivamente al dibattito politico.
Tra gli argomenti affrontati anche l’addio di Milo Infante, passato a Mediaset. Rossi ha detto di essere rimasto deluso dalle critiche rivolte dal giornalista alla sua ex azienda, ricordando come la Rai lo abbia sostenuto anche nei momenti più difficili della sua carriera. Non è mancata una battuta sul nuovo programma Ore 11, considerato una normale scelta di marketing nella competizione tra emittenti. Infine, l’ad ha confermato che sono ancora in corso le valutazioni sul futuro conduttore di Chi l’ha visto? dopo l’uscita di Federica Sciarelli. Ha inoltre aperto alla possibilità di rivedere ulteriormente gli orari dell’access prime time, pur sottolineando che la Rai già conclude questa fascia prima rispetto ai principali concorrenti. Guardando al proprio futuro professionale, Rossi ha ammesso che proseguire alla guida dell’azienda sarebbe motivo di soddisfazione, ma ha aggiunto che il suo auspicio è lasciare in eredità una Rai più solida e strutturata, indipendentemente da chi sarà chiamato a guidarla in futuro.