Rai rischia il terremoto in autunno: da Domenica In 'spezzata', al rischio di sostituzione di De Martino ad Affari Tuoi
Un equilibrio delicato tra continuità e paura di sbagliare: Viale Mazzini prepara la nuova stagione mentre si moltiplicano le riflessioni interne su format, volti e strategie.

Dopo un’estate che si annuncia particolarmente affollata, anche per via di un mondiale di calcio senza l’Italia ma si spera comunque di monopolizzare l’attenzione, e cambi interessanti nella programmazione, almeno per come si sta delineando in queste settimane, sembra muoversi nella direzione della prudenza. Un palinsesto costruito più per difendersi che per attaccare, con poche mosse a sorpresa e molte conferme che suonano quasi come una dichiarazione d’intenti.
La Rai gioca in difesa in autunno: la paura di rinnovarsi
Per capire in che momento si trova la televisione pubblica basterebbe, secondo TvBlog, osservare come vengono assemblati i nuovi palinsesti. Quando l’azienda sente di avere forza e slancio, cerca idee, format, volti nuovi, investe, sperimenta, rischia anche qualche errore, ma spesso riesce ad andare a segno, come era accaduto diversi anni fa con L’Isola dei Famosi, oppure con L’Eredità e Affari Tuoi. Quando invece preferisce la cautela, probabilmente si sta concentrando sul consolidare quello che ha. E il progetto autunnale sembra rispondere proprio a questa logica: ridurre i margini di incertezza, consolidare ciò che funziona, rimandare le scelte più divisive. Le grandi decisioni, quelle che potrebbero spaccare pubblico e critica, vengono spostate più avanti possibile, quasi a guadagnare tempo in attesa di un contesto più favorevole.
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Entra nel canale WhatsAppIl problema di Domenica In e la ‘divisione’ del format
Il caso più delicato è senza dubbio quello di Domenica In. L’addio di Mara Venier è dato per acquisito, anche se manca ancora un annuncio formale, e la questione non riguarda soltanto la scelta del successore, ma l’identità stessa del programma. Può esistere Domenica In senza la sua conduttrice simbolo? È una domanda che rimbalza nei corridoi e che rende la decisione più complessa di quanto appaia. Si sono fatti diversi nomi, da Caterina Balivo a Barbara d’Urso, quest’ultima pronta a rimettersi in gioco dopo la partecipazione a Ballando con le stelle. Tuttavia, l’orientamento più prudente porterebbe verso una soluzione interna e rassicurante, con Alberto Matano indicato come opzione solida. Parallelamente però, si parla di una possibile ristrutturazione del format, con tre contenitori distinti di circa due ore ciascuno che andrebbero a superare l’impianto tradizionale. Il fatto che la decisione non sia ancora stata ufficializzata, nonostante l’estate si avvicini e con essa la presentazione dei palinsesti, è un segnale evidente: il confronto interno è ancora aperto e tutt’altro che semplice.
L’access prime time: la sicurezza di De Martino e le ipotesi di sostituzione
Altro capitolo fondamentale è l’access prime time. Affari Tuoi con Stefano De Martino ha dominato la stagione, con una media superiore ai 5 milioni di spettatori e uno share intorno al 25%, numeri ancora più rilevanti considerando la concorrenza de La Ruota della Fortuna. In un contesto del genere, l’idea di cambiare appare azzardata.
Si è parlato di un possibile cambio alla conduzione, per facilitare gli impegni di lui in vista di Sanremo, ma le indiscrezioni raccontano che De Martino tenga molto al suo quotidiano e che un cambio potrebbe essere un rischio troppo grosso per l’emittente. Più probabile, invece, verrà organizzata una razionalizzazione degli impegni del conduttore, percorso già avviato con il suo ‘abbandono’ di Stasera tutto è possibile. Come già accaduto, potrebbero essere confermati volti comici a supporto, in un equilibrio studiato per non alterare una formula che ha dimostrato di funzionare.
La crisi dei volti in Rai
Al di là dei singoli programmi, emerge una questione più ampia. Negli ultimi anni la Rai ha progressivamente ridotto la sperimentazione: i programmi nuovi che sopravvivono sono pochi, quelli che non funzionano vengono accantonati rapidamente e il palinsesto si compatta attorno a un numero limitato di titoli e di volti. È una strategia comprensibile in un momento in cui la televisione lineare perde ascolti in modo strutturale, ma comporta un prezzo. La dipendenza da poche figure forti rende il sistema fragile, perché quando una di queste decide di cambiare strada, l’azienda si trova a rincorrere soluzioni senza aver costruito un’alternativa solida nel tempo. È ciò che sta accadendo con Domenica In, e potrebbe ripetersi in futuro con altri programmi simbolo.
