Rai, Enrico Varriale perde il ricorso contro l’azienda: confermato il licenziamento per giusta causa (dopo la condanna per stalking e lesioni)

L'ex volto del servizio pubblico ha perso il braccio di ferro con Viale Mazzini. Era stato allontanato dopo vicende legali turbolente. Il Tribunale ha dato ragione ai datori di lavoro.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Enrico Varriale
Mediaset Infinity

Si chiude in favore della Rai la vicenda che aveva coinvolto l’azienda e l’ex dipendente Enrico Varriale. Il Tribunale ha infatti confermato il licenziamento del giornalista, avvenuto nel 2025, respingendo il ricorso presentato dallo stesso, che sosteneva l’esistenza di ritorsioni nei suoi confronti per precedenti azioni legali avviate contro Viale Mazzini. Varriale era stato condannato in primo grado per stalking e lesioni nei confronti dell’ex compagna, sentenza poi confermata in appello. La Rai avrebbe quindi giudicato incompatibili questi fatti con l’immagine del servizio pubblico. Ecco tutti i dettagli.

Rai, respinto il ricorso di Enrico Varriale

Con una sentenza emessa lo scorso 14 luglio 2026, come annunciato dal Corriere della Sera, il Tribunale avrebbe respinto il ricorso di Enrico Varriale nei confronti della Rai. Confermando di fatto il licenziamento per giusta causa del giornalista. L’ex dipendente si sarebbe infatti rivolto alla legge sostenendo che il suo allontanamento fosse legato misure ritorsive, per via di una precedente sentenza che riconosceva la dequalificazione professionale subita da Varriale dopo il 2021.

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Ora però i giudici hanno chiuso la questione: la Rai aveva dunque ragione a licenziare il professionista dopo la condanna a 10 mesi per atti persecutori e lesioni personali. E lo avrebbe fatto legittimamente, ricorrendo alla motivazione della giusta causa, poiché Varriale avrebbe arrecato un danno all’immagine del servizio pubblico.

Insomma, la Rai avrebbe fondato il licenziamento su fatti reali e documentati, non su una sorta di vendetta interna per altre ragioni. Inoltre, nella sentenza si specifica che la tempistica del licenziamento non sarebbe stata sufficiente a dimostrare una ritorsione (dato che l’azienda, in passato, aveva adottato nei confronti di Varriale soltanto una sanzione conservativa). Quindi la rottura del contratto era motivata dalla gravità dei fatti contestati, non da precedenti iniziative legali del giornalista nei confronti di Viale Mazzini.

La condanna di Enrico Varriale e il licenziamento in Rai

La storia che coinvolge Enrico Varriale parte nel 2021, quando l’allora volto Rai finisce al centro di un’inchiesta su presunti maltrattamenti e stalking ai danni dell’ex fidanzata. Una volta aperto il processo, l’azienda pubblica demansiona progressivamente Varriale, pur mantenendolo in servizio. E proprio per questo lui, rivolgendosi a un giudice del lavoro, ottiene una sentenza favorevole che riconosce la dequalificazione professionale.

Segue la condanna in primo grado a 10 mesi, confermata in appello. E in un procedimento parallelo Varriale viene condannato anche a 7 mesi per minacce a un’altra donna (con pena sospesa). Da qui la decisione della Rai, nell’ottobre del 2025, di licenziarlo per giusta causa. Infine il ricorso e l’ultima pronuncia del Tribunale, stavolta favorevole all’azienda pubblica.


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