La Rai blocca la serie tv Sandokan 2: “Più soldi, più tempo”. Cosa ne pensa Can Yaman

Dopo il trionfo della prima stagione, la Rai e Lux Vide rinviano Sandokan 2: servono più budget e tempi più lunghi. Can Yaman spiega tutto da Sanremo 2026.

Virginia Destefano

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

Il successo è stato travolgente, ma per la seconda stagione bisognerà attendere. Dopo gli ascolti record e l’entusiasmo del pubblico, Sandokan si ferma ai box. A confermarlo è stato Can Yaman durante la conferenza stampa di Sanremo 2026, dove debutta come co-conduttore al fianco di Carlo Conti. L’attore turco ha spiegato che le riprese previste per l’estate subiranno uno slittamento. La motivazione? Un progetto ancora più ambizioso, che richiede investimenti maggiori e tempi di preparazione più lunghi.

Sanremo 2026: Can Yaman conferma lo stop di Sandokan 2

Il Festival di Sanremo 2026 si apre con un annuncio che nessuno si aspettava. Sul palco dell’Ariston, accanto a Carlo Conti, c’è proprio Can Yaman, volto simbolo della fiction evento Sandokan. Durante l’incontro con i giornalisti, l’attore ha parlato apertamente del futuro della serie. La seconda stagione, inizialmente prevista per l’estate, non partirà nei tempi stabiliti. "Dovevamo girarla quest’estate, ma è slittata", ha spiegato. Dopo l’exploit della prima stagione, la produzione ha deciso di alzare ulteriormente l’asticella.

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La scelta è chiara: puntare su una qualità ancora più alta. Più budget, più tempo e una preparazione meticolosa per evitare il rischio – sempre dietro l’angolo – di un seguito non all’altezza delle aspettative. Una decisione strategica che guarda al lungo periodo, ma che inevitabilmente frena l’entusiasmo immediato dei fan.

Perché Sandokan 2 è stata rinviata: budget più alto e tempi più lunghi

Il successo della prima stagione ha superato ogni previsione. Il pubblico italiano ha risposto con ascolti importanti, premiando il remake del celebre romanzo di Emilio Salgari e riportando in auge la Tigre della Malesia dopo l’epopea televisiva con Kabir Bedi. Can Yaman ha investito moltissimo nel ruolo, soprattutto sul piano fisico: trasformazione, allenamenti intensi e una disciplina ferrea per incarnare al meglio l’eroe salgariano. E proprio questo aspetto rende il rinvio ancora più delicato. L’attore ha ammesso che, per tornare nei panni di Sandokan, dovrà nuovamente perdere peso e sottoporsi a una preparazione impegnativa. "Mi piacerebbe girare tre stagioni di fila, anche perché gli attori invecchiano", ha dichiarato con una punta di ironia, ma anche con realismo.

Il sistema produttivo europeo, ha sottolineato, prevede tempi più lunghi rispetto ad altre realtà internazionali. E se l’obiettivo è migliorare scenografie, effetti, ricostruzioni storiche e qualità generale, allora serve pazienza. Non si tratta dunque di uno stop definitivo, ma di una pausa strategica. La volontà è quella di consolidare un fenomeno televisivo e trasformarlo in un franchise duraturo, evitando scelte affrettate. Nel frattempo, il pubblico dovrà accontentarsi di vedere Can Yaman in una veste completamente diversa: quella di co-conduttore sul palco più prestigioso della tv italiana.


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