Rai, alta tensione per il ‘destino’ di Ranucci: il ruolo del Cda e quello (cruciale) del comitato etico. E spunta il giallo su ‘Corrado’

La posizione del giornalista resta in dubbio, alla vigilia del consiglio di amministrazione e di analisi interne che potrebbero segnare una svolta. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Il destino di Sigfrido Ranucci, volto di Report su Rai 3, resta più che mai in bilico. Domani il Cda Rai si riunirà per discutere (ma il nome del conduttore non figura all’ordine del giorno). E si attende la relazione decisiva del comitato etico, su cui si baseranno le decisioni finali, come riporta La Verità, relative alla permanenza o meno di Ranucci alla guida del programma. Dal caso Lavitola, all’audio del presentatore su mafia e massoneria, sono parecchi gli elementi al vaglio e le possibili incrinature che non sembrano favorire l’erede di Milena Gabanelli. Mentre tra i detrattori del giornalista, è il Presidente del Senato La Russa ad approfittarne per un attacco tagliente e senza sconti. Ecco tutti i particolari qui sotto.

Rai, il ruolo del Cda e del comitato etico nel destino di Ranucci

Il polverone che ha travolto Sigfrido Ranucci mette insieme, nell’ordine: i sospetti sull’amicizia con Lavitola; le affermazioni contenute nel suo libro autobiografico "La scelta", in cui Ranucci racconta (in modo romanzato, come ha poi dichiarato) di aver avuto rapporti con una stagista; e ancora, l’audio pubblicato da La Verità in cui Ranucci avrebbe parlato della presenza in Rai di "un po’ di mafia, un po’ di massoneria", e i dubbi sulla misteriosa figura di Corrado nell’inchiesta sull’attentato allo stesso giornalista.

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Di tutto questo, e delle affermazioni a tratti poco convincenti di Sigfrido, dovrebbe trattare domattina il Cda della Rai, che si riunirà alle 10 anche per discutere (ma non ufficialmente) della questione. I nodi sono parecchi, e il punto cruciale che dovrebbe aiutare a scioglierli è il rapporto del comitato etico dell’azienda. Tra al massimo 10 giorni, secondo La Verità, il gruppo di lavoro dovrebbe presentare la propria analisi ai vertici di Viale Mazzini, che a quel punto si riserveranno di scegliere. Se tenere Ranucci alla guida di Report, cioè, oppure allontanarlo.

Il giallo su ‘Corrado’ e le versioni di Ranucci

Intanto, crea ulteriore instabilità il giallo (apparentemente marginale, ma in realtà esemplificativo) sul nome di "Corrado", fatto dai membri della banda che sarebbe stata responsabile dell’attentato a Ranucci. In una prima spiegazione a Il Fatto Quotidiano, come riporta Il Giornale, Sigfrido avrebbe suggerito che il nome poteva essere un riferimento all’ex 007 Marco Mancini. Versione però in contrasto con quella fornita agli inquirenti (prima della perquisizione a Lavitola), a cui sarebbe stato detto che Corrado poteva corrispondere a un esponente del clan Moccia. Due potenziali verità, insomma, e ancora poca chiarezza.

La battuta di La Russa su Ranucci

A margine di questi eventi, mentre in Rai ci si prepara alla resa dei conti, la politica non perde occasione di infilarsi nella questione con stilettate ad hoc. Ultimo in ordine di tempo è arrivato Ignazio La Russa, che alla cerimonia del Ventaglio ha azzardato una battuta sul caso, come riportato da Fanpage: "I giornalisti italiani spesso senza il clamore, senza i riflettori che avete voi che siete più importanti, subiscono, soprattutto da parte della malavita, pressioni, attentati, aggressioni e quant’altro. Poi c’è anche chi dice dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Dio, ‘attenti alle bombe degli amici’. Una battuta ogni tanto me la consentite, quella è comunque una storia tutta da capire".

Ranucci nel frattempo tace. L’ultima parola su Report l’avrà la Rai. Sull’inchiesta dell’attentato, invece, e sull’effettivo ruolo ricoperto da Lavitola, si esprimeranno i protagonisti nelle sedi competenti.


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