Rai, l'Ad rompe il silenzio sull'addio di Milo Infante: "Un caso? Diciamo di sì". Ecco cosa succederà con Ore 14

Le parole di Giampaolo Rossi chiariscono la posizione dell'azienda dopo una delle uscite più inattese degli ultimi anni, mentre resta aperto il nodo del futuro di Ore 14.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

L’addio di Milo Infante alla Rai continua a far discutere e, a pochi giorni dall’annuncio del suo passaggio a Mediaset, è arrivato anche il commento ufficiale dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Una presa di posizione attesa, soprattutto perché la decisione del giornalista è maturata a ridosso della presentazione dei nuovi palinsesti, in un momento particolarmente delicato per l’organizzazione della prossima stagione televisiva. Nel corso della conferenza stampa del Premio Biagio Agnes, Rossi ha affrontato apertamente la questione, spiegando come la partenza del conduttore abbia rappresentato una sorpresa per l’azienda, pur ribadendo la capacità della Rai di reagire rapidamente ai cambiamenti.

Milo Infante lascia la Rai: un addio arrivato quando nessuno se lo aspettava

Nelle parole dell’amministratore delegato emerge chiaramente il carattere inatteso della decisione. Rossi ha infatti dichiarato: "Sulla questione Milo Infante, le strutture editoriali stanno lavorando a una riorganizzazione dei palinsesti, quindi aspettiamo diciamo i prossimi giorni, perché comunque è stata ovviamente una partenza inattesa quella di Milo". Una definizione che fotografa bene il clima che si è creato all’interno dell’azienda nelle ultime settimane. Infante, infatti, non era soltanto uno dei volti più riconoscibili di Rai 2, ma rappresentava anche uno dei punti di riferimento dell’informazione pomeridiana grazie al successo di Ore 14, programma che negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza nel palinsesto ottenendo risultati importanti sul fronte degli ascolti.

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Il futuro di Ore 14 resta da definire

Uno dei temi che più interessa il pubblico riguarda proprio il destino della trasmissione che Infante ha guidato negli ultimi anni. Su questo punto Rossi ha preferito non sbilanciarsi, spiegando che la valutazione spetta ai responsabili editoriali dell’azienda: "Lavorano perché, ovviamente, stiamo a ridosso della presentazione dei palinsesti. Se il programma rimane? Sono valutazioni che fanno i direttori editoriali", ha affermato l’Ad Rai, lasciando quindi aperti diversi scenari per il futuro della fascia pomeridiana di Rai 2.

Il paragone con il caso Berlinguer e la frecciata

Rossi ha poi ricordato come situazioni simili si siano già verificate in passato. Il riferimento più immediato è stato quello a Bianca Berlinguer, che lasciò la Rai per trasferirsi a Mediaset poco prima della presentazione dei palinsesti: "Ma è già successo in passato, cioè, da tante altre volte sono arrivati talent in Rai, altri se ne sono andati. Anche a ridosso dei palinsesti, questo è diciamo un meccanismo che noi ci troviamo ad affrontare. Successe due anni fa con Bianca Berlinguer che decise di intraprendere la sua nuova carriera a Mediaset a una settimana dall’inizio dalla presentazione dei palinsesti della Rai. Oggi ci troviamo nella stessa identica situazione. Ovviamente noi diciamo che è tutto casuale, probabilmente lo è. Comunque la Rai ha gli strumenti e tali professionalità per riuscire a ridisegnare in continuità l’offerta di chiusura".

La nuova sfida di Milo Infante

Nel frattempo, per Infante si apre una nuova fase professionale dopo oltre vent’anni trascorsi in Rai. Il giornalista ha raccontato di aver ricevuto numerosi messaggi di affetto da colleghi e collaboratori, sottolineando quanto questo sostegno lo abbia colpito. A spiegare la scelta del trasferimento è stato lo stesso conduttore, che ha attribuito un peso decisivo alla fiducia ricevuta dai vertici della nuova azienda. Una decisione maturata rapidamente ma che, almeno nelle sue intenzioni, rappresenta un vero e proprio punto d’arrivo professionale.


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