Raffaella Griggi: "A Chi l'ha visto? seguirò il consiglio che mi ha dato Federica Sciarelli. Garlasco? Non siamo un programma di cronaca nera"
Libero Magazine ha incontrato Raffaella Griggi la nuova conduttrice di Chi l'ha visto? dopo l'addio di Federica Sciarelli

Raffaella Griggi debutta alla conduzione dello storico appuntamento di Rai 3, Chi l’ha visto?, raccogliendo il testimone da Federica Sciarelli dopo sette anni vissuti sul campo come inviata. Il programma torna in prima serata ogni mercoledì per continuare a offrire un servizio pubblico e sociale fondamentale, tra storie di persone scomparse e casi di attualità.
In questa intervista a Libero Magazine, Raffaella Griggi ci racconta le emozioni della vigilia, il legame indissolubile con la redazione e con Federica Sciarelli, svelando come la sua lunga esperienza "sulla strada" guidi questa nuova avventura nello studio della trasmissione.
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Entra nel canale WhatsAppRaffaella, quali sono le emozioni della vigilia per questo esordio alla conduzione dopo dieci anni da inviata?
Il primo pensiero è stato sicuramente a mio favore. Provo un grande senso di onore, orgoglio, gratitudine e responsabilità nei confronti del direttore e dell’azienda. È un riconoscimento che condivido con tutta la redazione, la produzione e i colleghi di strada che hanno fatto un percorso lineare, trasparente, lavorando per anni senza mai lamentarsi. Vivo tutto con stupore e un pizzico di pudore o inadeguatezza: non sono abituata a questa attenzione spasmodica e a questo livello di attesa. Un pensiero speciale, in questo momento, lo mando anche a mio papà.
Quando hai capito che la scelta della conduzione poteva ricadere su di te?
In realtà sono stata lontana, sia geograficamente che mentalmente, dalle vicende di successione. Ho avuto la delicatezza e forse l’inconsapevolezza dell’outsider. Quando è arrivata la telefonata del direttore ero a Genova ed è stata una sorpresissima; ero felice quantomeno per questo enorme attestato di stima nei miei confronti.
Quando c’è un cambio così radicale gli spettatori temono di non ritrovare più il programma di sempre. Dobbiamo aspettarci stravolgimenti?
Vorrei tranquillizzare tutti: Chi l’ha visto? resta Chi l’ha visto?. Il nostro obiettivo primario resta quello di aiutare le persone, siamo un primo soccorso per tutti. Non è un programma di cronaca nera e non lo diventerà. Io porterò la mia esperienza da inviata: la generosità, l’ascolto e la premura che ho sempre avuto nelle cucine dei parenti delle persone scomparse le porterò anche in studio.
Qual è l’impronta o la cifra stilistica che vuoi dare a questa nuova edizione?
La mia cifra sarà la spontaneità. Non cerco di essere qualcun altro, non potrei e non lo vorrei fare. L’unica vera differenza, per parlare di cose più frivole, sarà l’abbigliamento: sono abituata ad andare in giro in impermeabile e scarpe da ginnastica, ora dovrò abituarmi ai tacchi e allo studio.
Hai sentito Federica Sciarelli? Che consigli ti ha dato per affrontare questa nuova avventura?
Sì, l’ho sentita anche in questi giorni. Mi ha detto semplicemente: "Nuota, buttati, prendi il respiro e vai serena". Mi ha consigliato di fare leva sulla mia spigliatezza, sulla bontà d’animo nel relazionarmi con le persone e sull’ascolto. Farò tesoro di ogni sua parola.
Cosa rispondi a chi parla di addii o "tradimenti" per i colleghi che sono passati ad altre testate?
Non si tratta di tradimento, ma di opportunità di vita che ognuno valuta per sé. È giusto che uno continui il proprio percorso, che sia alla TGR o ai vari TG. Per quanto riguarda Federica, adesso è in vacanza e sta bene. Noi le facciamo un affettuoso appello: se vuole tornare, le porte sono sempre aperte.
Quali saranno le principali novità narrative di questa stagione?
Parleremo molto di un’emergenza sociale attuale: gli "scomparsi digitali", ovvero giovanissimi che si perdono o vengono risucchiati dalla rete. Inoltre, ci sarà uno spazio di circa mezz’ora cura degli inviati storici — come Veronica Briganti e Francesco Paolo — che racconteranno con documenti e servizi i grandi classici e le storie storiche del programma. La scaletta, comunque, rimarrà aperta e pronta a cambiare all’ultimo minuto in base agli SOS che arrivano in diretta.
Si parla spesso di saturazione della cronaca nera in TV. Cosa pensi, ad esempio, dell’ossessione mediatica intorno a casi storici come Garlasco?
Noi ce ne siamo occupati solo nei momenti clou, con un’intervista speciale o in determinate situazioni legate all’attualità, ma non abbiamo la "ritualità" di trattare Garlasco continuamente. C’è sicuramente una saturazione generale di questi argomenti dalla mattina alla notte, ma il nostro non è un programma di cronaca nera standard: ha una funzione sociale e pubblica di utilità. Ci occupiamo degli ultimi e di storie anonime per dare loro ascolto e conforto, mantenendo un punto di vista differente e un’identità ben precisa.
Come si gestisce il carico emotivo di storie così dolorose quando si torna a casa a fine giornata?
Il carico emotivo c’è ed è costante, perché i contatti con i familiari, gli avvocati e i genitori non si interrompono mai, anche a telecamere spente. Tuttavia, questo peso viene ampiamente ripagato dall’euforia indescrivibile che si prova nei casi di ritrovamento a lieto fine. Rivedere famiglie riabbracciarsi dopo anni è qualcosa che fa battere forte il cuore e ripaga di tutto.
Il palinsesto vi vede contrapposti a competitor forti come la Champions League, la Berlinguer e perfino Tale e Quale Show su Rai 1. Temi la concorrenza?
Il pubblico da casa sa benissimo che il mercoledì sera c’è Chi l’ha visto?. Tra me e Carlo Conti non c’è una gara a chi è più abbronzato. Non ci mettiamo assolutamente su quel piano: sono due trasmissioni completamente differenti, da una parte si ride e si scherza, dall’altra ci occupiamo di un servizio sociale e solidale.
Che messaggio vuoi mandare al pubblico e alla squadra di lavoro che ti accompagnerà?
Voglio ringraziare la redazione, la produzione e la grande comunità dei nostri telespettatori. Il pubblico da casa non è un semplice spettatore, ma diventa un potenziale vigile del fuoco, un operatore della protezione civile o un ritrovatore sul campo. Siamo una grande famiglia e continueremo a lavorare a filo diretto anche attraverso i social durante i fine settimana.
