Raffaella Carrà, a cinque anni dalla scomparsa è ancora da record: l'omaggio del figlio con il coro Le Dolci Note
Cinque anni senza la Regina della Tv: Raffaella Carrà ancora artista da record con Pedro, che rompe il muro dei 6 miliardi di visualizzazioni. L'omaggio del figlio

Cinque anni senza Raffaella Carrà. Nei giorni in cui ricordiamo la sua scomparsa così inaspettata, la sua parabola artistica rifiuta la dimensione polverosa del ricordo per rimanere una forza culturale in pieno movimento. La dimostrazione più evidente arriva dalle periferie romane, dove l’eredità dell’artista diventa un progetto che si muove tra il riscontro fulminante su TikTok e il riscatto sociale, sotto la spinta della Fondazione a lei intitolata e guidata dal figlio adottivo Gian Luca Pelloni Bulzoni.
È un legame ideale tra epoche diverse quello costruito a Torpignattara, quadrante multietnico e non semplice della Capitale. Proprio qui opera il coro Le Dolci Note, diretto da Alessandro Bellomaria, una delle realtà protette dall’ente. Il video-omaggio lanciato in queste ore va molto oltre la semplice celebrazione, ma è piuttosto un tentativo concreto di togliere i ragazzi dalla strada e accoglierli in uno spazio sicuro, in cui l’ascolto e il supporto passano anche per la conoscenza della musica.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppRaffaella Carrà, la doppia anima di un mito
Il tributo viaggia su due binari paralleli, in cui l’iper-contemporaneità digitale si muove accanto alla storia della televisione italiana. Da una parte, troviamo l’esplosione globale del remix di Pedro, un brano che ha polverizzato i counter dei social network accumulando oltre 6 miliardi di visualizzazioni su TikTok. I giovanissimi del coro lo cantano e lo ballano, dimostrando come il codice espressivo di Carrà sia nativo digitale, che la Generazione Z decifra senza bisogno di traduzioni.
Dall’altro lato, abbiamo l’emozione delle note di Assulajé. La sigla del celebre programma Rai Amore è stata il più grande esperimento di filantropia televisiva europea, che portò all’adozione a distanza di ben 150mila bambini. Un legame, quello tra l’infanzia e il sostegno concreto, che la Fondazione ha deciso di rendere strutturale per le sue attività future.
I progetti della Fondazione guidata dal figlio Gianluca
L’attività della Fondazione Raffaella Carrà ETS evita le celebrazioni statiche per farsi incubatore di opportunità attraverso quattro direttrici programmatiche ben definite. Il primo cantiere è Vox Animae, il laboratorio corale di cui il coro Le Dolci Note è la prima declinazione pratica, incentrato sulla condivisione e sulla disciplina del gruppo. A questo si affianca Primus Actus, uno spazio di manovra creativo dedicato ai giovani registi che cercano di farsi strada nell’industria dell’audiovisivo e del cinema.
Per i minori che crescono in contesti urbani marginalizzati è stato invece pensato il programma Freedom, un pacchetto di interventi culturali e di networking relazionale mirato a colmare il divario di opportunità. Infine, il legame indissolubile con la danza si esprime in Talentum, il naturale sbocco per il mondo del ballo che finanzia borse di studio e percorsi formativi di alto livello per i coreografi e i ballerini di domani.
Il cerchio intorno a questo importante anniversario si chiuderà ufficialmente in autunno con un grande evento istituzionale. La mostra Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e libertà, promossa dal Ministero della Cultura e prodotta da C.O.R. di Alessandro Nicosia sotto la curatela di Barbara Giaquinto e Margherita Vasselli, si pone come un’analisi storico-critica su come una donna, armata di talento e canzoni pop, abbia scardinato i tabù di un intero Paese.
