Yoga Radio Estate, pagelle: Noemi trionfa dopo l'incidente (9), Michielin rischia e conquista (7). Ma lo show è la solita minestra (2)
La nuova avventura musicale di Canale 5 parte tra conferme e sorprese: Noemi trova il suo spazio televisivo, ma il programma fatica a trovare una propria identità.

L’estate televisiva si accende con Yoga Radio Estate, il nuovo appuntamento musicale di Italia 1 firmato Radio Bruno. Dal palco di Riccione prende il via un viaggio tra musica dal vivo, grandi ospiti e momenti di intrattenimento che toccherà anche Piacenza, Carpi e Reggio Emilia. A guidare lo spettacolo sono Enrico Papi e Noemi, affiancati dalla storica voce di Radio Bruno Enzo Ferrari, in una conduzione che unisce energia, racconti e leggerezza. Sul palco arrivano alcuni dei nomi più amati della musica italiana: vediamo i voti di Libero Magazine con le pagelle dei promossi e i bocciati della serata.
Yoga Radio Estate: i promossi della prima puntata su Italia 1
Noemi, la scommessa è vinta. Voto 9. A volte per cambiare pelle non serve reinventarsi: basta trovare il palco giusto. Noemi sembra averlo trovato. La sua prima vera apparizione televisiva importante dopo l’incidente dello scorso 20 luglio, avvenuto durante un concerto, non è stata una semplice presenza di ritorno: è sembrata una piccola dichiarazione d’intenti. Promossa a pieni voti nella veste di conduttrice, ma senza mai cadere nella trappola del "devo dimostrare qualcosa". Forse è proprio questa la sua forza. Noemi non si presenta con la pretesa di diventare la nuova padrona della televisione italiana, ma entra in scena con naturalezza, ironia e leggerezza. Luminosa, accogliente con gli artisti ospiti e perfettamente in sintonia con Enrico Papi, suo compagno di viaggio in questa avventura estiva. Una coppia che, contro ogni previsione, funziona perché gioca sulle differenze: lui più istrionico, lei più spontanea e rassicurante. Mediaset sembra voler percorrere una strada nuova: meno volti ingessati, più contaminazione tra musica, intrattenimento e personaggi capaci di parlare a pubblici diversi. Noemi si inserisce proprio in questo progetto: un volto conosciuto, ma ancora capace di sorprendere. La prima puntata di Yoga Radio Estate ha acceso una possibilità concreta: perché non immaginarla in futuro anche su una rete ammiraglia come Canale 5? La gavetta televisiva è appena iniziata, ma il potenziale c’è. Promosso anche il cambio look: il taglio corto le dona carattere, modernità e quel tocco pop che la rende ancora più riconoscibile. A volte un nuovo taglio non è solo una questione di capelli: è il segnale di una nuova fase.
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Entra nel canale WhatsAppFrancesca Michielin è magia (bianca), voto 7. Francesca Michielin arriva con una bacchetta magica diversa tra i tormentoni usa e getta di questa estate: non quella che serve a conquistare le classifiche a tutti i costi, ma quella di chi ha ancora qualcosa da raccontare. Con Magia Bianca, il suo ultimo album che mescola pop e suggestioni medievali, Michielin dimostra di essere una delle poche artiste capaci di prendersi un rischio vero. Spesso si corre dietro alla formula più immediata e facilmente consumabile. Lei ha scelto una strada meno prevedibile, esplorando sonorità lontane dall’immaginario pop tradizionale. Anche sul palco la parola d’ordine è una sola: osare. Un make-up argento, un cappello da strega, un uccello finto sulla spalla: ogni esibizione diventa un piccolo universo visivo. Ma attenzione: qui non c’è l’effetto "costume per stupire". Francesca non gioca a fare l’artista eccentrica, perché dietro ogni scelta c’è studio, ricerca e consapevolezza. La differenza tra chi provoca e chi costruisce un’identità è proprio questa: Michielin osa, ma non improvvisa mai. Sperimenta senza perdere la bussola, cambia pelle senza smarrire la propria essenza. I brani che porta in estate, da Strega Comanda a Una donna non può, sono una boccata d’aria in mezzo al grande calderone dei tormentoni stagionali e confermano un dato ormai evidente: Francesca Michielin resta una delle voci più mature, curiose e versatili della musica italiana contemporanea. Una magia forse non per tutti. Ma sicuramente una magia fatta bene.
Yoga Radio Estate: chi sono i bocciati della puntata di giovedì 4 agosto 2026
Leo Gassmann, il bello che (forse) non balla. Voto 5. Bello, educato, con una presenza scenica innegabile. Ma nella musica, almeno per ora, il guizzo fatica ad arrivare. Mettiamo subito le cose in chiaro: come attore Leo Gassmann ha dimostrato di avere talento e margini di crescita importanti. Le sue interpretazioni hanno raccontato una sensibilità che sullo schermo riesce a emergere con forza. Ma quando passa dal set al palco, qualcosa sembra perdersi lungo la strada. Non è una questione di cognome. Anzi, proprio perché arriva da una famiglia che rappresenta un pezzo importante del cinema e della cultura italiana, il confronto diventa inevitabile. Il talento non si eredita automaticamente: va trovato, costruito e soprattutto indirizzato nella direzione giusta. Le sue canzoni e il suo stile, purtroppo, rischiano di perdersi nella grande folla della musica italiana contemporanea. Sono brani corretti, ma manca ancora quella scintilla capace di far dire: "Ecco, questo è Leo Gassmann". Oggi il problema non è cantare bene, ma riuscire a lasciare un’impronta. Il timbro c’è, la presenza anche. Ma sul piano interpretativo e artistico serve ancora un’identità più definita, qualcosa che vada oltre la bella voce e la faccia da ragazzo perbene. Negli anni qualcuno ha anche ipotizzato l’esistenza di una spinta importante dietro la sua carriera musicale. Al di là delle voci, la vera sfida per Leo è un’altra: trovare il percorso che gli appartiene davvero. Non sempre la strada più evidente è quella giusta e forse il talento di Gassmann merita semplicemente di trovare il suo palco ideale.
Lo show è il déjà-vu dell’estate. Voto 2. Una minestra riscaldata. Anzi, ultra riscaldata. Di quelle che restano sul fuoco talmente tanto da perdere persino il sapore. Basta, davvero: basta. Yoga Radio Estate parte già con un problema enorme: arriva dopo due colossi dell’estate televisiva come Tim Battiti Live e Tim Summer Hits e finisce inevitabilmente schiacciato dal confronto. La sensazione è quella di assistere all’ennesimo replay di qualcosa che abbiamo già visto, con una temperatura percepita di 40 gradi e una scaletta che sembra uscita direttamente dal frigorifero degli anni passati. Il punto non sono soltanto gli ospiti, che volenti o nolenti ruotano spesso intorno agli stessi nomi e alle stesse dinamiche. Il vero nodo è il format: praticamente un gemello dei predecessori. Corpo di ballo, artista sul palco, inviato nel backstage, stacchi, inquadrature ormai diventate un marchio di fabbrica. Cambia il nome, ma la sensazione è quella di aver già premuto play. Il pubblico italiano, diciamolo, ha memoria lunga. È cresciuto con i fasti del Festivalbar, con quell’attesa di un evento collettivo e quella magia che trasformava un appuntamento musicale in un piccolo rito estivo. Oggi, invece, ci ritroviamo davanti a tre show estivi costruiti con lo stesso stampino. Quando la sorpresa sparisce, anche la magia lentamente si spegne. L’estate ha bisogno di tormentoni, sì, ma anche di qualcosa che faccia venire voglia di aspettare la prossima puntata. Altrimenti resta solo l’ennesimo sottofondo musicale mentre si cerca un po’ di refrigerio.