Garlasco, l'avvocato di Lovati gela Nuzzi: "Lei insinua". E Angela Taccia agguerrita: "Rispetto!"
A Quarto Grado si parla dell'indagine della Procura di Brescia contro Giuseppe Sempio come corruttore di Venditti, ma non mancano scontri accesi: cosa è successo

Nella nuova puntata di Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi venerdì 7 novembre 2025, in prima serata su Rete 4, non manca un lungo blocco dedicato al delitto di Garlasco, dove nella prima ora di programma ci si concentra sull’indagine portata avanti dalla Procura di Brescia contro Giuseppe Sempio come corruttore dell’ex Procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari: avrebbe favorito l’archiviazione dell’inchiesta su Andrea Sempio nel 2017 in cambio di denaro. A difendere il suo cliente in studio c’è l’avvocata Angela Taccia, che si scontra con il difensore di Massimo Lovati, Fabrizio Gallo, nel corso della serata. Ma queste non sono le uniche novità: ecco cosa è successo nella puntata del 7 novembre 2025 di Quarto Grado.
Garlasco a Quarto Grado, puntata 7 novembre 2025: cosa è successo
La puntata di Quarto Grado parte dal ruolo degli avvocati di Andrea Sempio nel 2017 e dai soldi ritirati in contanti in pochi mesi. In un servizio viene ricordato che l’avvocato Federico Soldani, legale di Sempio all’epoca, aveva detto proprio nel programma condotto da Gianluigi Nuzzi di essere solo un mero consulente al 3 febbraio perché il suo assistito non aveva ancora ricevuto un avviso di garanzia. Eppure tra il 29 dicembre e 26 gennaio i Sempio avevano già ritirato un totale di 15mila euro. A cosa servivano questi soldi? Per far fronte a un preventivo di spesa, mettendo già i soldi da parte?
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Entra nel canale WhatsAppPoi ci si chiede se davvero Federico Soldani avesse saputo dall’ex Procuratore aggiunto Mario Venditti di una richiesta di archiviazione ancora prima che gli inquirenti sentissero l’indagato? Da un’intercettazione, in cui Soldani dice "Come aveva detto il PM", sembrerebbe proprio così, ma qual è la verità? Gianluigi Nuzzi domanda se è normale che accadano queste cose tra PM e avvocato e l’ex Pubblico Ministero Carmen Pugliese risponde: "E’ normale che il tramite tra l’indagato e un PM si informi, ma di solito un Pubblico Ministero prende atto della situazione e fa presente al difensore gli elementi che risultano dagli atti come perquisizioni, sequestri e altro, però non si espone mai fino al punto di dire ‘andiamo verso l’archiviazione’, perché non sai mai cosa può uscire fuori".
Poi la linea passa all’inviato Giammarco Menga, in collegamento video con Tomaso Pisapia, l’avvocato di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, indagato per corruzione: sarebbe il corruttore dell’ex Procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti. Queste le prime parole del difensore sul suo assistito: "E’ una persona molto semplice, non si riconosce nelle accuse che gli vengono mosse. Noi, avendo avuto l’incarico qualche giorno fa, non siamo in grado di gestire la situazione se non attraverso il vostro lavoro giornalistico, perché abbiamo solo avuto un conferimento d’incarico da parte della Procura di Brescia per accertamenti tecnici non ripetibili, ma non sappiamo altro. Per quanto riguarda i soldi, è vero che fino all’anno scorso le marche da bollo costavano tanto, ma il tema non sono i 20/30 euro o 20mila/30mila euro, questo è già chiarito. Sulla corruzione rispetto a quel pizzino, in cui alla fine viene scritto solo che cosa succede, credo sia abbastanza facile l’assoluzione".
L’intervista di Massimo Lovati su Garlasco a Quarto Grado e la reazione di Angela Taccia
Non manca poi un’intervista di Martina Maltagliati all’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, che racconta la sua verità ai microfoni di Quarto Grado: "E’ stata una bella partita quella che ho giocato al fianco di Andrea Sempio dal 2017 a pochi giorni fa, ma non è finita qui. E’ una partita sospesa per nebbia. Dalla famiglia Sempio ho ricevuto quello che mi spettava nell’arco di 8 mesi per la mia attività professionale. Andavo a prendere la mia parte di soldi nello studio Soldani e non ho mai chiesto niente ai Sempio, non ho mai richiesto soldi alla famiglia. Non ero mai presente quando portavano il denaro nello studio, erano Soldani o Grassi a telefonarmi per andare a prendere la mia parte. Non ho paura di essere denunciato da loro, la verità è la verità. lì biosgna scegliere fra il bene e il male. Se mi sono mai chiesto il motivo di tutti questi pagamenti così assidui? Ho pensato: ‘Si vede che stanno bene e ad ogni richiesta rispondono positivamente’. Nell’anticamera del mio cervello non è mai transitata la possibilità di dire di aver preso soldi in contanti per non finire nel filone di indagine della corruzione in atti giudiziari, né allora né adesso. E’ la verità, punto e basta. Un appello ai miei colleghi? Che dicessero la verità, è inutile nascondersi come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Se non hanno fatturato, che problema c’è? Io ho preso 15mila/16mila euro".
Poi l’inviata di Quarto Grado gli ricorda che Grassi e Soldani hanno detto di essere stati pagati in visibilità e aggiunge: "Se i soldi li avesse presi solo lei, allora l’eventuale tramite tra la Procura, la PG e i soldi di Sempio, sarebbe lei". Massimo Lovati ribatte: "Sì, i miei 15mila vado a portarli a loro? Ma siamo impazziti? Diamo i numeri davvero. Se le buste di cui parlo sono le stesse di cui parlano i Sempio quando dicono ‘dobbiamo cercare una formula per pagare ‘quei signori lì’?’. Secondo me, sì. Perché non scelgo il silenzio rispetto ai pagamenti di denaro? E perché dovrei farlo? E’ mio dovere dire la verità, soprattutto per Giuseppe Sempio che ora è indagato, dire la verità lo alleggerirebbe nella sua posizione. Poi se loro, oltre a pagare gli avvocati, hanno fatto altro, non lo so, lo ignoro".
L’intervista termina con Lovati che parla del desiderio di tornare a far parte del team difensivo di Andrea Sempio: "Io ho preparato Sempio per l’interrogatorio e Venditti è un PM integerrimo. Spoto, Sapone e gli altri non li conosco, non li ho mai visti. Riprenderei Sempio come cliente a braccia aperte se si rendesse conto di aver bisogno di me". La linea torna in studio e l’avvocato Angela Taccia, legale di Sempio, commenta: "Non ho mai nascosto di voler un gran bene all’avvocato Lovati, oltre a tutta la gratitudine che sempre gli dimostrerò. Sì, ha fatto dei pasticci, ma siamo tutti umani. Poi, professionalmente parlando, io lavoro in un modo e lui in un altro, e in questo momento della mia vita sto mettendo in pratica quello che l’avvocato Lovati mi ha sempre insegnato, cioè di dare prevalenza sempre alla scelta del cliente. Quindi sul fatto che Andrea Sempio abbia perso fiducia nell’avvocato Lovati come difensore, io non posso farci nulla. E’ ovvio che il rapporto umano tra me e Lovati non cambia".
E sull’indagine della Procura di Brescia nei confronti di Giuseppe Sempio, la Taccia dice: "Sono fatti, quelli relativi all’inchiesta di Brescia, avvenuti 10 anni dopo il fatto omicidiario imputato ad Andrea Sempio. Siamo dispiaciuti per il padre di Andrea Sempio, ma questa indagine non può che essere utile per far capire a tutti la limpidezza e la veridicità dell’archiviazione di cui ha beneficiato Sempio nel 2017. Ci dimentichiamo tutti che il decreto è stato firmato da un GIP, non dal PM. Quella cifra è irrisoria per corrompere dei Magistrati di questo tipo. Non siamo convinti solo noi, ad oggi, dell’estraneità di Andrea Sempio in questa situazione, ma anche gli inquirenti che, per il momento, non hanno notificato niente a noi, tanto è vero che noi abbiamo appreso dell’inchiesta di Brescia e del padre di Sempio dalla stampa, non da un atto notificato".
Garlasco, i soldi agli avvocati e Fabrizio Gallo si innervosisce con Nuzzi: "Lei insinua"
Tornando alle parole di Massimo Lovati, il direttore di Gente, Umberto Brindani, commenta: "Soldani e Grassi o dovranno ammettere che la parte restante dei 45mila euro l’hanno presa loro come onorario legittimo, smentendo quello che hanno raccontato finora, oppure dovranno dire che fine hanno fatto quei soldi". L’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Lovati si dice d’accordo: "Andassero alla Procura di Brescia, in modo che la loro situazione possa eventualmente alleggerirsi, perché la loro tesi del pagamento con la visibilità è quella che poi convince i Magistrati che c’è stata la corruzione. Se ballano 30mila o 45mila euro e non hanno preso i soldi, è chiaro che o li ha ricevuti tutti Lovati, o sono andati da un’altra parte. Che Giuseppe Sempio glieli abbia portati è assodato, il problema è perché non ammettono di averli percepiti?".
Poi, quando in studio l’ex PM Pugliese parla di "evasione fiscale", Gianluigi Nuzzi dice: "Gallo sta dicendo una cosa diversa. Lui fa così: dice una cosa prima che succeda, perché parla con Lovati, si confronta e poi dice che fa solo l’avvocato". Fabrizio Gallo chiarisce: "Ma io non so niente", e il conduttore lo pizzica: "Esatto, eccolo là: dice che non sa niente e va benissimo. Perfetto!". Allora l’avvocato ribatte: "Ma non posso fare una deduzione? Prima mi confronto e poi deduco", e Nuzzi risponde: "Lei fa deduzioni e io ne sono affascinato: lei è della scuola Lovati, che è un maestro di deduzioni". Gallo però non ci sta e mette in mezzo Angela Taccia: "Guardi che alla scuola di Lovati è andata la bravissima avvocatessa Taccia, non io", ma il conduttore la difende: "Non la tiri in ballo per una volta che nessuno la tira in ballo, la lasci tranquilla. Mi fa dire una cosa?". E Gallo risponde: "Ma lei insinua però". A questo punto Gianluigi Nuzzi spiega: "No, io le sto facendo una domande, ci mancherebbe. Se gli avvocati di Sempio andranno a Brescia e saranno sentiti come testimoni, probabilmente andranno a litigare tra di loro?", e l’avvocato risponde: "Per forza. Se loro dicono di non averli presi, c’è la corruzione, non è che ci si deve girare tanto intorno. Dove sono finiti i soldi?".
Le novità sui dispositivi sequestrati all’ex Procuratore aggiunto Mario Venditti
Subito dopo la giornalista Martina Maltagliati parla delle ultime novità sui dispositivi sequestrati all’ex Procuratore aggiunto Mario Venditti. Queste le parole della giornalista di Quarto Grado: "Al Tribunale provinciale di Brescia, la terza sezione penale ha deciso di restituire tutti i dispositivi sequestrati all’ex Procuratore aggiunto Mario Venditti attraverso un atto proposto dal suo legale, Domenico Aiello. Ma non solo: c’è una specifica in più di questo decreto che annulla sia le perquisizioni che i sequestri, dicendo che devono anche restituire tutti quei dati già estratti da tali dispositivi. Questo è un punto a suo favore, è corso al contrattacco dicendo che sta valutando di denunciare i Magistrati di Pavia per le accuse infamanti che l’hanno raggiunto".
La giornalista si riferisce principalmente al riesame relativo all’indagine sul "Sistema Pavia" e non all’inchiesta parallela per corruzione in atti giudiziari inerente ad Andrea Sempio. L’ex Procuratore di Pavia, in realtà, dovrà attendere ancora un po’ prima di riavere i suoi dispositivi in mano, anche se l’inviata non ha specificato questo dettaglio. A chiarire bene la questione, nonostante il conduttore avesse spiegato poco prima che il riesame aveva bocciato i provvedimenti solo per due delle tre vicende in cui Venditti sarebbe coinvolto, è Umberto Brindani: "Non è ancora stato restituito nulla a Venditti, proprio perché si è ancora in attesa del terzo provvedimento, sono ancora nelle mani della Procura". Gianluigi Nuzzi conferma tutto.
Garlasco, il secondo carabiniere e lo scontro verbale tra Gallo e Angela Taccia a Quarto Grado
Subito dopo viene fatta sentire un’intercettazione di Andrea Sempio in cui parla col padre Giuseppe di un secondo carabiniere – oltre a Giuseppe Spoto – che avrebbe incontrato per fare "due chiacchiere e via". In studio Carmelo Abbate ipotizza che si tratti di Silvio Sapone, ai tempi il responsabile della Polizia Giudiziaria di Pavia. Poi la linea passa all’inviato Giammarco Menga, che torna sulle chiamate fatte da Sapone al cellulare di Andrea Sempio e svela che l’avvocato di Giuseppe Spoto ha presentato una nuova istanza al riesame contro il decreto di sequestro e perquisizione. A spiegare il motivo di questo ricordo è proprio l’ex carabiniere: "Se lei ha letto i capi di imputazione a Venditti, si contesta la corruzione nel febbraio del 2017. Quindi mi chiedo il motivo per cui sul mio cellulare sia necessario trovare dati dal 2014 al 2025 e perché non si debbano usare le parole chiave. Quindi questa mi sembra una compromissione dei miei diritti. La riservatezza delle comunicazioni è un diritto sancito dalla Costituzione".
In merito alle telefonate di Silvio Sapone ad Andrea Sempio, l’avvocata Angela Taccia spiega: "Non è che Sapone e Sempio hanno fatto due chiacchiere. Sapone lo aveva chiamato tre volte, ma Andrea non aveva il suo numero memorizzato e non ha mai risposto. Poi, il giorno dopo, quando ha visto ancora questo numero che lo chiamava, si è insospettito perché a quell’epoca c’erano ancora i giornalisti che lo chiamavano, quindi lui non rispondeva. Avendo visto tutte queste chiamate continue, ha richiamato e, dopo le presentazioni, gli ha detto: ‘Con lei non faccio due chiacchiere, se devo venire in caserma me lo dica‘. Sapone gli ha detto che voleva vederlo per capire un attimo la situazione e Andrea Sempio, come doveva fare, ha chiamato l’avvocato Soldani, riferendogli l’accaduto".
A questo punto l’avvocato Fabrizio Gallo la interrompe e la Taccia si scalda: "Perdonami collega, ma io ho letto gli atti e io seguo Andrea Sempio, quindi se mi permetti di spiegare ti ringrazio". Il difensore di Lovati però risponde così: "Ma non sono strane queste telefonate tra di loro? Non si fa come procedura, a me non è mai accaduto!". Angela Taccia ribatte: "Ma tu non sei l’avvocato di Sempio e nemmeno hai letto gli atti!", ma Gallo insiste: "Ma è normale che un carabiniere chiami un indagato per un reato così grave?" L’avvocata, infastidita, alza i toni: "Ma perché devi essere sempre così pretestuoso contro Andrea Sempio che non sei neanche il suo avvocato!". Gallo spiega che non c’entra nulla il suo assistito: "Io parlo in generale", e la Taccia ribatte: "Non parlare in generale, c’è di mezzo un ragazzo che già ne sta passando abbastanza, quindi, per favore, da penalista quale sei, ti chiedo un po’ di cautela e rispetto sia per Andrea Sempio, sia per i suoi avvocati". E poi, sulle telefonate, la Taccia aggiunge: "Dopo che ha chiamato i suoi legali, ha chiamato Sapone dicendo ‘Guardi, io le fornisco il cellulare dell’avvocato Soldani, quindi tutto quello che deve dire, lo dica a lui‘".
