Project Hail Mary al cinema, recensione film: Ryan Gosling e una fiaba sull'amicizia in salsa spaziale dagli sceneggiatori di Spider-Man

Ryan Gosling emoziona e diverte in uno dei migliori film di fantascienza degli ultimi anni, un racconto di coraggio e abnegazione

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Rieccoci con Libere Recensioni, la rubrica di Libero Magazine dedicata al grande cinema in uscita e in anteprima nazionale. I nomi di Phil Lord e Christopher Miller fanno senza dubbio scattare le antenne degli appassionati di animazione, essendo le menti dietro al bellissimo The LEGO Movie, nonché gli sceneggiatori dei due Spider-Man animati, Into The Spider-Verse e Across the Spider-Verse. La loro esperienza con il cinema live-action si limita a 21 Jump Street e al suo seguito, 22 Jump Street, oltre 10 anni fa, con Jonah Hill e Channing Tatum come protagonisti. O, per meglio dire, si limitava, perchè quest’anno il duo di registi ha deciso di tornare alla ribalta con Project Hail Mary, film di fantascienza con protagonista Ryan Gosling (Barbie, Crazy Stupid Love e Blad Runner 2049), adattamento dall’omonimo romanzo di Andy Weir, la penna dietro a The Martian, da cui è stata tratta la pellicola con Matt Damon del 2015. Nel cast anche Sandra Hüller (Sisi & I), Lionel Boyce (The Bear) e James Ortiz.

Un po’ commedia, un po’ buddy-movie, un po’ fantascienza, Project Hail Mary abbandona le velleità "realistiche" del suo fratello maggiore The Martian per abbracciare un modo di raccontare la scienza divertendo, in maniera leggera e con non poche battute e citazioni in grado di strappare più di un sorriso. Ma lasciandosi anche andare a momenti toccanti e in cui l’amicizia si dimostra più potente di ogni confine. Anche quelli che ci possono essere tra un essere umano e un alieno fatto di roccia.

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Project Hail Mary – La recensione del film con Ryan Gosling

Una grande avventura spaziale offre il giusto sfondo per quella che diventerà una grandiosa, quanto peculiare, amicizia. Una collaborazione necessaria a salvare non uno ma ben due mondi, distanti per cultura e immaginario, ma anche banalmente per posizione geografica. È questo, infatti, il compito disperato del professor Ryland Grace (Gosling), unico superstite della missione spaziale del Progetto Hail Mary, la sola speranza per recuperare un sole destinato a morire. Ancora una volta Andy Weir "abbandona" un umano nello spazio, ma se l’ultima volta era l’inospitale superficie di Marte, qui siamo su una più classica nave, alla Nostromo di Alien. Alla stessa maniera, come fu per il Mark Watney di Matt Damon, anche il Ryland Grace di Ryan Gosling deve affidarsi alla scienza per risolvere i propri problemi. La messinscena risulta molto lineare e scorrevole e non finisce per impantanarsi in lunghi e pesanti spiegoni.

Nello spazio più profondo, Grace incontra un alieno che chiamerà Rocky, animato e doppiato dal marionettista James Ortiz. Tra i due si intesse uno dei rapporti di amicizia inter-specie più belli mai visti negli ultimi anni. Gosling dà vita a un Grace brillante e ironico ma allo stesso tempo dannatamente umano e fragile, seppur determinato a portare a compimento la sua missione. Un "semplice insegnante delle medie", come ribadisce nel film, in grado di dimostrare un coraggio senza pari quando la situazione lo richiede. E proprio sul messaggio relativo al coraggio nascosto in ognuno di noi si basa molto del potere comunicativo di Project Hail Mary. L’abnegazione e lo spirito di sacrificio per chi amiamo sono quanto di più importante si possa mettere sul piatto quando è necessario.

Di cosa parla la trama di Project Hail Mary

Ryland Grace (Gosling), un professore di scienze delle medie, si risveglia quasi senza ricordi all’interno di una navicella nello spazio. Piano piano, l’uomo riacquista la memoria e comprende la situazione. È il solo sopravvissuto di una missione da tre elementi e senza ritorno sulla Terra. L’obiettivo è trovare una soluzione allo spegnimento del Sole, minacciato da misteriose particelle, gli Astrofagi, di cui non è chiara l’origine. La nave, la Hail Mary, è in rotta verso Tau Ceti, a 11 anni luce di distanza, unica stella nota che non sta venendo attaccata dagli Astrofagi. Grace e gli altri membri dell’equipaggio avrebbero dovuto capire il perchè e poi inviare le informazioni alla Terra.

Arrivato nei pressi di Tau Ceti, Grace nota un’altra astronave con una forma di vita a bordo. Superato un iniziale momento di naturale diffidenza, Grace viene invitato a bordo, dove fa la conoscenza di un alieno "roccioso", che inevitabilmente soprannomina Rocky. Un po’ alla volta i due si conoscono e imparano a comunicare. Anche l’alieno ha lo stesso obiettivo di Grace e i due dovranno collaborare per giungere a una soluzione comune.

Un ottimo equilibrio tra tensione e umorismo

Lord e Miller riescono nel non semplice compito di bilanciare la necessaria tensione di un film del genere con il giusto quantitativo di leggerezza e battute. In questo si legge anche la mano di Drew Goddard, che ha curato lo script e l’adattamento del libro di Weir. Il montaggio e le dinamiche narrative mantengono alto il ritmo e, appunto, la tensione che deriva dalle situazioni di pericolo in cui i protagonisti si vengono a trovare. Il film scivola nelle sue oltre due ore e mezza di durata senza mai annoiare.

Se abbiamo tessuto le giuste lodi di Ryan Gosling e del suo Ryland Grace, discorso simile va fatto doverosamente anche per l’alieno Rocky. Il personaggio funziona dannatamente bene per design e dettagli e per il movimento, anche frutto del background legato al mondo dell’animazione dei due registi. Per certi versi arriva quasi a tenere testa a Gosling, creando con lui una coppia che emoziona in maniera genuina.

Project Hail Mary è un adattamento decisamente ben riuscito, un racconto che riesce a emozionare e tenere in tensione lo spettatore per oltre due ore e mezza senza risultare mai pesante. Ryan Gosling e il suo Ryland Grace, così ironico, umano e fragile, ma al contempo coraggioso e determinato funziona molto bene e crea un’affascinante duo con l’alieno Rocky. Senza dubbio uno dei migliori film di fantascienza da diverso tempo e che merita assolutamente un viaggio in sala.

Voto: 9/10


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