Pooh, Roby Facchinetti sbaglia il testo di “Pierre”: “Perdonatemi, mai successo prima”. È mistero sulla parola non rivelata
Il cantante dei Pooh ha raccontato sui social l’inaspettato fuori programma durante il concerto al Lucca Summer Festival: nessun video ha svelato la frase pronunciata sul palco.

Ci sono errori che fanno perdere il filo e altri che, invece, regalano un momento di umanità. Anche dopo sessant’anni di carriera, decine di successi e migliaia di palchi, può capitare che una parola prenda una strada tutta sua. E quando a inciampare è una leggenda della musica italiana come Roby Facchinetti dei Pooh, il risultato non è una semplice svista, ma una piccola storia diventata subito virale.
È successo a Lucca, durante il concerto al Lucca Summer Festival, in una serata pensata per celebrare una carriera straordinaria. Proprio nel mezzo di una delle canzoni più amate della band, "Pierre", è arrivato un fuori programma inatteso: una parola misteriosa, nata da un attimo di distrazione, che ha immediatamente acceso la curiosità dei fan.
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I Pooh
La gaffe di Roby Facchinetti durante "Pierre": il mistero della parola sbagliata
Durante l’esecuzione del brano, all’attacco della seconda strofa, Facchinetti ha sostituito involontariamente il testo originale con un’espressione improvvisata. Nessun video del pubblico sembra aver immortalato con chiarezza il momento, quindi la parola esatta pronunciata dal cantante dei Pooh è rimasta avvolta nel mistero. Lo stesso Roby Facchinetti ha però deciso di raccontare l’episodio con ironia sui social, definendo quella frase una creazione "afrobergamasca".
Nel post pubblicato sulla sua pagina Instagram dopo il concerto, Facchinetti ha scritto:
"Ciao a tutti cari amici e care amiche. Ieri sera, durante il concerto di Lucca, è successa una cosa che, cantando Pierre, non mi era mai capitata dal 1976. All’attacco della seconda strofa ho sostituito, involontariamente, il testo originale con una frase… Decisamente afrobergamasca! Questa foto ritrae proprio l’istante esatto del fattaccio. Direi che la mia espressione racconta molto meglio di qualsiasi commento quello che mi è passato per la testa in quel momento… Perdonatemi! Roby"
L’affetto dei fan e la curiosità sulla frase misteriosa
Il post di Roby Facchinetti ha scatenato in poche ore una valanga di reazioni da parte dei fan dei Pooh, divisi tra ironia, affetto e curiosità. In molti hanno invitato il cantante a non preoccuparsi: "A te perdoniamo qualsiasi cosa. Roby poliglotta! Però ora anche io la voglio sapere, la frase afrobergamasca", ha scritto un utente.
Altri hanno trasformato la piccola gaffe in un elogio alla spontaneità dell’artista: "Capita quando capita… sei umano, non ti preoccupare. Meglio umano che finto". Tra i commenti è riemersa anche la discussione sul playback: alcuni fan hanno interpretato l’errore sul palco come una conferma del fatto che la band si esibisca dal vivo, rispondendo alle vecchie critiche rivolte al gruppo: "Il bello della diretta…così si capisce che non canti in playback….grandissimo artista…". Tra i tanti messaggi arrivati a Facchinetti anche quello del figlio Francesco Facchinetti, che ha commentato semplicemente: "Mito assoluto".
Francesco Facchinetti e Roby Facchinetti
Il concerto dei Pooh a Lucca: oltre seimila fan per i 60 anni di carriera
Il piccolo scivolone sul palco è stato solo un dettaglio all’interno di una grande celebrazione musicale. Il concerto dei Pooh a Lucca ha richiamato oltre seimila spettatori in piazza Napoleone, per uno spettacolo durato circa due ore e mezza e costruito come un viaggio attraverso sei decenni di successi di una delle band simbolo della musica italiana.
La scaletta dei Pooh ha attraversato la storia del gruppo con oltre quaranta brani, da "Piccola Katy" a "Tanta voglia di lei", passando per "Dammi solo un minuto", "Uomini soli", "Amici per sempre" e "Pensiero". Canzoni capaci di riunire generazioni diverse, con un pubblico euforico che ha cantato e applaudito dall’inizio alla fine.
Durante la serata non è mancato anche il ricordo di Valerio Negrini, fondatore del gruppo e autore di gran parte dei testi dei Pooh, e di Stefano D’Orazio, storico membro della formazione scomparso nel 2020. Due artisti che non sono più presenti fisicamente, ma che continuano a vivere nella memoria e nell’affetto dei fan.