Pooh, la bomba su Stefano D’Orazio dopo 60 anni: "Siamo convinti che sarebbe ancora qui con noi". Poi il ritorno a Sanremo

Le parole di Roby Facchinetti riaprono uno dei capitoli più dolorosi della storia della band, mentre i Pooh raccontano retroscena, rimpianti e verità mai rivelate.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

A sessant’anni dall’inizio della loro storia, i Pooh guardano al passato senza nostalgia eccessiva e al futuro senza intenzione di mettere un punto. Nell’intervista al Corriere della Sera, la band ripercorre successi, addii, dolori e scelte controverse, lasciando emergere soprattutto una certezza: la storia dei Pooh potrebbe non essere ancora arrivata alla sua ultima pagina.

Pooh: sessant’anni di musica e una storia ancora aperta

Il traguardo raggiunto dalla band è di quelli difficili da immaginare: oltre sei decenni di carriera, più di 400 canzoni incise e almeno 3.000 concerti in tutta Italia. Un percorso raccontato anche attraverso il nuovo libro fotografico "Banda nel vento", che raccoglie immagini provenienti dagli archivi personali e momenti meno conosciuti della loro lunga avventura. Roby Facchinetti guarda soprattutto al futuro, nonostante l’età e il tempo che inevitabilmente passa: "Adesso preferiamo non programmare. Prima o poi faremo i conti con il problema anagrafico. Io non ne ho ancora voglia: ho 82 anni e se inizi a pensarci finisce che ti fermi. Io ho la pazzia e i sogni dei 20 anni". Una frase che fotografa bene lo spirito con cui il gruppo continua a salire sul palco dopo aver pensato, nel 2016, di aver dato il proprio definitivo addio.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Il sesso, le critiche e le accuse di essere troppo melensi

Nel racconto dei Pooh c’è spazio anche per gli aspetti più irriverenti della loro giovinezza. Quando viene chiesto a Red Canzian se, nei lunghissimi anni di tournée, ci sia stato un periodo "sesso, droga e rock and roll", la risposta è netta: "Sesso, mi auguro di poter parlare anche per gli altri, sì. Droga no. Quanto a rock lo eravamo più di quanto si pensasse". La band torna poi sulle critiche ricevute soprattutto agli inizi, quando veniva accusata di essere troppo sentimentale e poco impegnata. Dodi Battaglia ammette di aver sofferto molto per quei giudizi, ricordando brani come Brennero 66, Pierre e Uomini soli, attraverso i quali il gruppo affrontò temi sociali e politici tutt’altro che superficiali.

L’addio di Fogli e il dolore per Stefano D’Orazio

Uno dei capitoli più delicati resta quello degli abbandoni. Riccardo Fogli lasciò il gruppo nel 1973, salvo poi tornare molti anni dopo per la reunion, mentre Stefano D’Orazio si ritirò nel 2009. La sua morte, nel 2020, rappresentò invece una ferita impossibile da rimarginare. Roby confessa un rimpianto preciso: "Ho il rimpianto di non aver insistito di più con Stefano per farlo rimanere. Sono convinto che sarebbe ancora qui con noi". Dodi, però, ricorda la situazione in modo diverso: "E invece io credo che abbiamo insistito troppo".

Nessuna gara a Sanremo, ma un futuro senza una vera fine

Dopo la vittoria del Festival di Sanremo con Uomini soli nel 1990, i Pooh escludono l’ipotesi di tornare in gara. Red è categorico: "Dopo 60 anni di carriera credo che possiamo permetterci di non doverci più sottoporre a una gara". La vera sorpresa arriva però quando immaginano come potrebbe concludersi la loro storia. Tutti insieme scelgono Fellini come possibile autore di un film sui Pooh e spiegano che il finale dovrebbe rimanere aperto: "Perché una storia che dura sessant’anni e continua ancora non può avere davvero la parola "fine"". E Roby Facchinetti, con il consueto spirito, guarda ancora più avanti: "Nel frattempo io organizzo la festa per il centenario: chi c’è c’è".


Potrebbe interessarti anche