Pizzaiolo ucciso, "Ho colpito il killer e ha accoltellato anche me": il racconto agghiacciante della sorella in TV
A Vita in Diretta mercoledì 1 luglio 2026 spazio alla storia del pizzaiolo ucciso a Reggio Emilia, la sorella, anche lei aggredita, non riesce ancora a darsi pace per l'accaduto

A "Vita in Diretta" mercoledì 1° luglio 2026 spazio alla storia di Raffaele Stipa, il pizzaiolo ucciso a coltellate per avere negato l’ennesima pizza al suo cliente abituale che le chiedeva sempre gratis a Reggio Emilia. Tutta la comunità della zona è addolorata per l’accaduto, lui era benvoluto da tutti, per questo sono in tanti ad avere partecipato a un corteo per rendergli omaggio.
Pizzaiolo ucciso, Vita in Diretta puntata 1 luglio 2026: cosa è successo
Raffaele Stipa, ucciso lunedì 29 giugno 2026, all’interno della sua pizzeria, era considerato il "pizzaiolo di tutti", apprezzato non solo per le sue pizze ma anche per la persona che era, in grado di regalare un sorriso a chi lo conosceva. Il sindaco di Reggio Emilia ha guidato il corteo organizzato per celebrare lui e il suo locale, a cui hanno voluto essere presenti in tantissimi, segno evidente della grave perdita per la comunità.
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Entra nel canale WhatsApp"L’unico modo per combattere la paura è stare insieme, la storia di Raffaele è la storia di una persona che è stato un punto di riferimento per il quartiere", sono state le parole per lui del primo cittadino.
L’inviato di "Vita in Diretta" Claudio Giambene si trova proprio davanti alla pizzeria, diventata un’esposizione di fiori, portati da clienti che erano soprattutto amici, che non hanno mancato di lasciare un pensiero per lui. Domani in mattinata intorno alle 9.45 è prevista l’udienza di convalida per Andrea Pellati, l’uomo che lo ha accoltellato, si saprà così se deciderà di dare la sua versione dei fatti, anche se da quanto trapela sembra sia propenso ad avvalersi della facoltà di non rispondere. Sono sette complessivamente i fendenti inferti nei confronti di Raffaele e della sorella, sopravvissuta.
Il Procuratore Capo non sembra però avere grossi dubbi su come sia andata, a suo dire, infatti, si tratterebbe di un omicidio premeditato, il killer sarebbe entrato nel locale con il chiaro intento di uccidere. "I movimenti sono stati diretti unicamente ed esclusivamente per uccidere la vittima" – queste le parole di Calogero Paci, Procuratore Capo di Reggio Emilia, che non ha usato mezze misure per descrivere l’accaduto. Il 43enne Andrea Pellati, pluripregiudicato, avrebbe premeditato l’omicidio, solo perché il gestore della pizzeria non voleva più concedergli di mangiare gratis, come aveva fatto fino a quel momento.
A certificare questa teoria ci sarebbero anche le riprese delle telecamere interne del locale, dove si vedrebbe Pellati entrare, scavalcare il bancone e accoltellare a morte Raffaele Stipa. Si tratterebbe di una sorta di vendetta maturata in poche ore, intorno a mezzogiorno di lunedì un’amica dell’aggressore aveva richiesto tre pizze, ancora una volta senza pagare, la sorella della vittima si è però rifiutata, Pellati è così entrato all’interno intorno alle 22 per vendicarsi. La vittima, 67 anni, è stata accoltellata alla gola, per lui non c’è stato nulla da fare, la sorella, 52 anni, è rimasta gravemente ferita dopo avere tentato di difendere il fratello. La donna è ora ricoverata in ospedale a Reggio Emilia, in condizioni serie, ma non è in pericolo di vita. Il killer è stato rintracciato poco dopo il delitto in casa dei genitori che abitano nel quartiere, una successiva perquisizione ha poi permesso di trovare in uno dei locali gli indumenti e il coltello presumibilmente usati per commettere l’omicidio. Pellati risulta essere molto conosciuto in zona, anche perché seguito dai servizi sociali per problemi psichiatrici, ora è in carcere in attesa di essere interrogato dal giudice, con l’accusa di omicidio aggravato dalle premeditazione e dai motivi abietti e futili.
A rafforzare l’idea della premeditazione c’è il racconto della sorella del pizzaiolo ucciso: "Mi ricordo che il ragazzo ha aggredito mio fratello, aveva il coltello e lo ha accoltellato, mio fratello è cascato a terra. L’ho visto mentre lo aggrediva, l’ho chiamato e gli ho detto: ‘Andrea, che stai facendo?’, l’ho colpito sulla schiena, a quel punto ha lasciato mio fratello, si è girato e ha accoltellato me, poi è scappato. Non ha detto niente quando è entrato, è venuto dietro il bancone della pizzeria e ha aggredito subito mio fratello". Qualche ora prima Tina, un’amica di Pellati, era stata incaricata da lui di andare a prendere una pizza: "Mi ha chiesto di prendergliela", ha raccontato.
A differenza di quanto riferito in un primo momento, la pizza era stata fatta, non c’era stato alcun rifiuto, solo una raccomandazione: "Ho detto: ‘Te la faccio, ma basta’, ho fatto solo presente di non venire più perché non riuscivo più a fargliela", ha riferito la sorella della vittima. Tina aveva un conto in comune con Andrea, avevano accumulato un debito di 35 euro in pizzeria. "Lui era un mio amico, nelle ore prima del delitto mi ha rovesciato un sacco di pattume, davanti allo zerbino di casa mia, ha strappato soldi, parlava al cellulare da solo, c’era qualcosa che non andava", ha raccontato la ragazza.
Antonella non riesce a darsi pace: "Vorrei chiedergli perché lo ha fatto, non c’era motivo di togliere la vita per 35 euro, mio fratello era una grande persona, valeva 35 euro".
