Morto tragicamente Pippo Di Marca, era stato Andreotti ne 'Il Traditore' di Marco Bellocchio: il dramma nella sua casa a Trastevere

Pippo Di Marca è precipitato dal balcone della sua abitazione di Trastevere, con una caduta che non gli ha lasciato scampo. Lo strazio del figlio all'angolo della strada

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Marco Bellocchio
IPA

Una mattina d’estate che doveva essere come tante si è trasformata in tragedia nel cuore di Trastevere. Attorno alle 8:20 di oggi, in via di San Francesco a Ripa, si è consumata la drammatica scomparsa di Pippo Di Marca. L’attore, regista e drammaturgo, 86 anni, è precipitato dal terrazzo della sua abitazione. La notizia arriva come un pugno nello stomaco: se ne va uno dei pilastri dell’avanguardia scenica del nostro Paese, un volto e un’anima che si sono mossi tra teatro e cinema, fino ad arrivare all’interpretazione di Giulio Andreotti ne Il Traditore di Marco Bellocchio.

Pippo Di Marca morto a Roma, il dramma a Trastevere

La dinamica di quanto accaduto è ora al vaglio delle autorità, ma la dirigente del commissariato di zona ha già chiarito che non ci sono elementi riconducibili all’intervento di terzi: si è trattato di una caduta accidentale oppure di un gesto volontario.

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Il corpo dell’artista è rimasto ricoperto da un lenzuolo termico nel mezzo della via ormai recintata dalle forze dell’ordine, mentre a pochissimi metri di distanza i turisti continuavano a fare colazione nei dehors dei bar, quasi indifferenti a quanto stesse accadendo. Poco più in là, all’incrocio con viale Trastevere, si consumava invece la disperazione del figlio dell’artista, seduto su una sedia e stretto dall’abbraccio e dalle carezze di un’anziana conoscente.

Il volto di Andreotti per Bellocchio e la svolta sul grande schermo

Per il grande pubblico del cinema, il nome di Di Marca resta indissolubilmente legato alla sua interpretazione di Giulio Andreotti ne Il Traditore di Marco Bellocchio. Nel film, con gli anni diventato un cult, era riuscito a dare corpo e sguardo a una delle figure più complesse e controverse della storia repubblicana. Ma per chi conosce davvero la storia dello spettacolo italiano, Pippo Di Marca è legata soprattutto a oltre mezzo secolo di ricerca e sperimentazione pura.

Un gigante dell’avanguardia teatrale italiana

Nato a Catania nel 1939 e romano d’adozione, Di Marca è stato un vero e proprio titano della neoavanguardia teatrale. Fin dai suoi esordi nel 1969 al Teatro La Fede con Giancarlo Nanni, ha intessuto un dialogo costante con i padri nobili della ricerca scenica: da Carmelo Bene a Leo de Berardinis, fino a Julian Beck del Living Theatre.

Con la nascita del Meta-Teatro, uno spazio di libertà e creazione nel cuore di Roma, ha dato vita a stagioni irripetibili, contaminando la prosa con l’arte visiva, la letteratura e la performance. Da Duchamp a Lautréamont, passando per le opere di James Joyce, Samuel Beckett e Roberto Bolaño, la sua regia non si è mai piegata alle mode commerciali. Negli ultimi anni ha poi unito le forze della sua compagnia con il Florian Espace di Pescara, dando vita al Florian-Metateatro e continuando a dirigere senza sosta.


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