Piero Pelù canta la sigla di DiMartedì, la reazione (sorprendente) di Giovanni Floris: cosa è successo
Il cantante dei Litfiba ha onorato il conduttore con una versione tutta sua del celebre brano 'operaio' americano. Poi la clip virale sul profilo social del programma.

DiMartedì è tornato in onda ieri sera su La 7, e una delle sorprese che hanno anticipato il debutto porta la firma di Piero Pelù. Prima della messa in onda, infatti, il cantante dei Litfiba è apparso in un video sul profilo Instagram dello show, che lo immortalava mentre faceva ascoltare al conduttore Giovanni Floris la propria versione della sigla "Sixteen Tons". Un brano storico della tradizione americana diventato marchio di fabbrica di DiMartedì, e affidato negli anni a diversi interpreti, tra cui Fabrizio Bosso e Paola Iezzi. Stavolta è toccato a Pelù, che ha strabiliato Floris con la sua cover ed è poi apparso in una seconda clip social, con la versione integrale del pezzo. Ecco qui sotto tutti i dettagli.
Piero Pelù, la sigla di DiMartedì e la reazione di Giovanni Floris
"Sixteen Tons" è ormai da un decennio la sigla ufficiale di DiMartedì, talk show di attualità tornato ieri su La7 alle 21.15. E nel corso degli anni, sono stati parecchi gli artisti che hanno interpretato il pezzo, in occasione del debutto di ogni nuova stagione televisiva. Come riporta FQMagazine, nel 2015 era stato il trombettista Fabrizio Bosso a firmare una versione interamente strumentale del brano a stelle e strisce. Mentre l’anno scorso l’onore era toccato a Paola Iezzi. Stavolta invece è stato scelto Piero Pelù, rocker italiano dal timbro inconfondibile. Che è apparso in un’anteprima molto curiosa sul canale social della trasmissione.
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Entra nel canale WhatsAppNel video postato su Instagram da DiMartedì, vediamo Pelù intento a mostrare sul cellulare la sua versione della sigla proprio a Giovanni Floris. "Però devi essere sincero eh, ti prego", premette il cantante, che poi fa partire il pezzo. La reazione del conduttore è impagabile: "Ma è un capolavoro, è stupenda". E per non farsi mancare nulla, Floris ha pure commentato con entusiasmo sotto la clip social: "Onore mio…W Piero W Litfiba!".
Qualche ora dopo, è apparso sempre su Instagram il video vero e proprio, con Pelù in primo piano e il microfono in mano. E la didascalia ufficiale a suggellare il momento: "Piero Pelù interpreta "Sixteen Tons" per la prima puntata della stagione di diMartedì".
Perché Sixteen Tons è la sigla di DiMartedì
La scelta di "Sixteen Tons" come sigla ufficiale di DiMartedì non è un caso, ma una vera dichiarazione d’intenti sulla natura stessa del programma condotto da Floris. Il brano affonda le sue radici, infatti, nell’America delle ingiustizie sociali emersa dal secondo dopoguerra. Si stratta di un pezzo composto nel 1946 dal chitarrista country Merle Travis, originario delle zone minerarie del Kentucky, che racconta la vita di stenti di un minatore di carbone. Un uomo umile e sfruttato dal sistema, costretto a faticare senza sosta per quattro spicci che lo lasciano in costante debito con lo spaccio aziendale.
Il brano aveva poi conosciuto la fama assoluta grazie all’interpretazione del cantante Tennessee Ernie Ford nel 1955, che aveva aggiunto i celebri schiocchi di dita e il clarinetto, arrivando a vendere oltre 20 milioni di copie. Poi le cover celebri nel corso degli anni, da Elvis Presley a Stevie Wonder, passando per Johnny Cash e Robbie Williams. Ma il senso operaio e sociale di quel pezzo era rimasto sempre vivo. Ed è il motivo per cui DiMartedì lo ha scelto come simbolo musicale dei suoi dibattiti e dei confronti interni al programma. Lo stesso motivo per cui un artista impegnato nel sociale come Piero Pelù lo ha cantato, ieri, inserendosi a modo suo in una lunga lista di illustri interpreti.
