Pierina Paganelli in tv, Bruzzone spiega perché la sentenza non arriva: “Qualcuno non è tanto convinto”. Chiesto ergastolo per Louis Dassilva

Vita in Diretta martedì 9 giugno 2026 ha dedicato spazio al caso di Pierina Paganelli, attesa sentenza per Louis Dassilva, per cui la Procura chiede ergastolo

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Roberta Bruzzone
IPA

La giornata di oggi, martedì 9 giugno 2026, è decisamente importante, per il caso di Pierina Paganelli, è attesa infatti la sentenza ai danni di Louis Dassilva, unico imputato per il delitto, accusato di omicidio pluriaggravato, nonostante lui si sia sempre proclamato innocente. La Procura ha chiesto per lui l’ergastolo, la moglie Valeria Bartolucci non ha voluto mancare in aula, anzi continua a sostenerlo.

Pierina Paganelli, Vita in diretta puntata 9 giugno 2026: cosa è successo

La Camera di Consiglio per decidere il destino di Louis Dassilva è in corso da ore, in aula in mattinata c’era anche la moglie, Valeria Bartolucci, pronta a sostenere, come ha sempre fatto in questi mesi, il marito. L’imputato è arrivato con un caftano bianco come a segnalare forse il suo essere puro e la sua innocenza, che professa da sempre, del resto lui è solito comunicare con gli abiti, mai scelti a caso. La situazione appare difficile, la Procura ha chiesto infatti per lui l’ergastolo, accusandolo di omicidio pluriaggravato.

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Valeria, da sempre trasparente e schietta quando si tratta di dire la sua, non si è tirata indietro nemmeno in questa occasione: "Mi dispiace aver perso il momento in cui lui cercava il mio sguardo. penso che sia pesante per me l’attesa, ma per lui deve essere logorante, snervante. Un misto di paura e speranza, non mi azzardo a fare previsioni, spero che la verità emerga e che la signora Paganelli abbia giustizia, che in carcere ci vada chi l’ha uccisa, non chi non l’ha uccisa. Ci sforziamo di condurre un’esistenza il più normale possibile, anche se è un termine abusato, lui dietro le sbarre da innocente, io qua fuori. E’ stato un processo lungo, faticoso, difficile, bisogna affrontare quello che la vita ti mette davanti. La signora Bianchi aveva iniziato a spargere sospetti dai tempi dell’incidente di Giuliano (il marito, ndr), mi chiedo perché dal momento in cui succede questa cosa alla signora Paganelli lei non sia andata subito a parlarne usando le vie ufficiali, invece che spargere sospetti tra gli amici, i parenti, i cugini, conoscenti".

La voce diventa commossa quando chiede di orientare altrove la ricerca del colpevole, usa appositamente il plurale: "Non di uno a caso, non uno che piace. Non c’è la mia verità, quella della Bianchi, di Dassilva, la verità è una, che Louis Dassilva non ha ucciso Pierina Paganelli. Io continuerò a lottare fino al terzo grado di giudizio, anche oltre se fosse necessario".

L’inviata Barbara Di Palma dal Tribunale ha fatto il punto su questa giornata così cruciale: "La Corte si è ritirata quasi sette ore fa, la decisione è evidentemente difficile da prendere. Il PM ha chiesto l’ergastolo, l’accusa è di omicidio pluriaggravato con le aggravanti che sono importanti, la difesa ha chiesto che lui venga scarcerato, si è sempre dichiarato innocente. Louis ha ascoltato con grande attenzione le parole del pubblico ministero, il suo volto è apparso a tratti sconcertato, inizialmente sembrava impassibile, era lì ad aspettare che la Corte entrasse, sembrava una maschera senza sentimenti. Durante il dibattimento, invece, il suo volto ha fatto trasparire la preoccupazione di cui ci ha parlato anche sua moglie, seduta pochi banchi dietro. Le paure di Valeria sono probabilmente le stesse di Dassilva. In aula presenti tutti i famliari di Pierina, i figli, i nipoti, la sorella, stanno vivendo queste ore con grande ansia, loro aspettano che qualcuno metta nero su bianco con una sentenza quella verità su cui non hanno mai dubitato, per loro Dassilva è il colpevole del brutale assassino di Pierina".

Impossibile non notare l’assenza di Manuela Bianchi, considerata la principale accusatrice dell’indagato, dopo una ritrattazione arrivata più di un anno fa, qualche tempo prima lei però si era espressa: "E’ stato un anno tremendo, è una vita difficile, sospesa, non riesco a riprendere le attività di una vita normale, vedo tante persone soffrire, compresa me. Mi sono scusata con Valeria per il tradimento, lei dice di no, l’ho fatto e lei dice di no, non è vero che io non abbia mai voluto parlare, che non è vero che non mi sono scusata. La giustizia presto sarà fatta, io sono persona offesa, ma ci vedrà estranei da questa vicenda. Non avrei avuto nessun motivo per incastrare Louis, ci tengo a precisare che quando si incastra una persona è perché si è colpevoli, io non sono colpevole. Io sono innocente, questa è la sola verità, forse l’unica cosa che so per certo".

Presente in studio Roberta Bruzzone, nominata da tempo consulente della difesa dell’indagato, che ha voluto spiegare come mai la difesa tardi ad arrivare: "Da consulente della difesa una Camera di Consiglio lunga non mi fa essere ottimista sull’esito, quello è abbastanza aperto, probabilmente per l’aria che si respirava in aula non vedo possibile un’assoluzione in questa fase. Però forse stiamo dando più filo da torcere di quanto si immaginava, il punto più cruciale è la testimonianza della Bianchi, il processo si gioca su quello. Evidentemete qualcuno tanto convinto non è".


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