Pierina Paganelli in Tv, l'ipotesi di un killer esterno al palazzo e le vie di fuga. "Il DNA ignoto e la porta rafforzano la teoria"
L'assoluzione di Louis Dassilva rafforza l'idea secondo i suoi legali che il killer di Pierina Paganelli sia esterno al palazzo, di questo si è parlato a Morning News il 17 luglio 2026

Ultimo appuntamento della settimana per "Morning News", in onda venerdì 17 luglio 2026, con uno spazio ad hoc dedicato al caso di Pierina Paganelli, uccisa il 3 ottobre 2023, ma senza essere arrivati ad avere ancora certezze su chi sia il responsabile. L’unico imputato Louis Dassilva, che aveva una relazione con la nuora della vittima, è stato infatti assolto nel processo di primo grado.
Pierina Paganelli, Morning News puntata 17 luglio 2026: cosa è successo
"L’assoluzione in primo grado di Louis Dassilva al momento dà una prima verità giudiziaria, l’assassino di Pierina Paganelli risulta essere ancora in libertà", sottolinea subito Dario Maltese.
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Entra nel canale WhatsAppLoris Bianchi, fratello di Manuela, ha parlato ai microfoni di "Morning News" dando il suo punto di vista sulla situazione: "All’inizio della cosa ho trovato un personaggio chiamato Davide Barzan, che era l’unico che appoggiava la mia idea, ovvero che l’assassino fosse esterno al condominio, ma era un’idea. Può essere tutto, nessuno era lì da poter dire cosa sia successo, solo Dio può dirlo. Il giorno dopo la sua morte, qui c’era il caos con la polizia e il resto, mi sono fermato a pranzo da Louis e Valeria, mi è stato detto di alcune telefonate, lì è nato in me del rancore, ma lei non c’era già più. Valeria ha cercato di caricare la cosa con me, ma non era vero, l’ultima conversazione con Pierina è stata un mese o due prima, Giuliano non si era ancora svegliato, lei si è commossa, mi ha detto: ‘Sei sempre qui, lavori e non ti riposi mai?’. Io le ho detto: ‘La situazione è brutta, ma l’ambiente familiare che c’era vicino a Giuliano a me aiuta, io mi ero appena separato, è in quel momento che lei si era commossa. Mia sorella mi aveva detto di non essere contenta di quello che pensavano di lei i familiari, io le ho detto che era giusto per quello che aveva fatto. Il riferimento è all’inizio di una relazione, da me non sentirete dire una frase di rancore, è vero che lei non era in grandi rapporti con la suocera, ma è quello che succede spesso".
Importante per capire chi possa essere il colpevole è anche cercare di valutare quali possano essere state le sue vie di fuga. Dopo l’assoluzione gli avvocati sottolineano la necessità di valutare piste alternative. Il primo elemento di dubbio è rappresentato dal DNA trovato sulla gonna di Pierina Paganelli e rimasto ignoto. La donna è stata uccisa in un locale situato nei pressi del box auto del condominio, circa un minuto dopo l’omicidio una telecamera all’interno di un box registra il rumore di una porta tagliafuoco, distante però dal civico 31. I difensori ritengono che l’esecutore materiale possa essere una persona estranea al condominio, poi fuggita dal retro senza lasciare traccia. Alle spalle delle palazzine di via del Ciclamino si trova una strada sterrata pedonale, senza luce, l’assassino potrebbe essere quindi andato via di sera da qui? Proseguendo per questa strada il killer potrebbe essere arrivato in una strada asfaltata in prossimità, che consente di fuggire in ogni direzione.
L’inviato Emanuele Canta, presente in via del Ciclamino, fa il punto della situazione: "I difensori di Louis Dassilva sono fermamente convinti che possa esserci un assassino esterno al condominio, partono da due elementi oggettivi, il DNA ignoto, che non corrisponde né a quello di Louis né a quello di Loris, e quanto successo un minuto dopo l’omicidio, alle 22.14 e 31 secondi. In quel momento si è avvertita la chiusura della porta tagliafuoco in direzione opposta al palazzo. I legali avrebbero individuato la porta, la farmacia che si trova sulla parte opposta non riuscirebbe a inquadrarla, per questo la via di fuga sarebbe scoperta alle telecamere".
Dario Maltese fa un’osservazione. "Un killer esterno, ma con un’ottima conoscenza di questo dedalo di stradine". L’inviato concorda: "Questo sicuramente, siamo in un villaggio con un’intersezione di strade, la parte dal retro è scoperta dalle telecamere, ma anche con pochi balconi che si affacciano e tantissima campagna, la sera qui è tutto buio. C’è una stradina che conduce a una strada principale, che porta in tutte le direzioni. E’ una via da cui si passa inosservati, solo pedonale, quindi non c’è possibilità di incrociare auto o persone".
Arriva anche il commento del giornalista Roberto Alessi: "Correggerei la parola killer con sicario, se quella è la strada c’è qualcuno che ha detto che Pierina Paganelli dovesse essere uccisa. Il giorno dopo la morte c’era un incontro dei testimoni di Geova con Manuela Bianchi perché sembra che Pierina fosse venuta a conoscenza della relazione della nuora con Louis, quindi dovevano prendere provvedimenti. Li conosco bene, sono molto rigidi sul tradimento e sull’eventuale divorzio. La sera Loris va a casa di sua sorella e assistono a un’adunanza dei testimoni di Geova, anche con la nipote".
Loris fa un’ulteriore precisazione: "Come ho detto a SIT avevo la sensazione che qualcuno volesse vendicare mia sorella, cerca di far fuori il marito, non credevo alla tesi dell’incidente, e poi si va su Piera. Probabilmente io e mia sorella abbiamo protetto Louis, avevo parlato di un mio viaggio nella mente che me lo faceva credere colpevole, poi ci siamo parlati e ci siamo scusati. Avevo pensato a lui perché voleva bene a mia sorella, al punto tale da pensare a una vendetta. Anch’io voglio molto bene a mia sorella, potrei essere stato anch’io, mi sono depersonalizzato e ho guardato le cose da fuori, ma io non sono stato".
Alessi rafforza il suo discorso: "Non dimentichiamo un dettaglio, Loris sa mentire, sapeva della relazione della sorella, mentiva con Pierina, alla nipote, l’ha coperta. Anche lui è un testimone di Geova, hanno una morale molto rigida".
