Pierfrancesco Favino su RaiPlay con una miniserie devastante e cupa: una vera storia di corruzione all'italiana
Alberto Negrin dirige la miniserie con protagonista l'attore romano e che racconta il vero omicidio di Giorgio Ambrosoli per mano del banchiere Michele Sindona

Giorgio Ambrosoli e Michele Sindona. Due nomi che la storia d’Italia conosce molto bene e che sono legati a doppio filo al caso della Banca Privata Italia. L’11 luglio 1979, il secondo diede ordine di far assassinare il primo, nominato nel 1974 commissario liquidatore della BPI. Un caso che scosse il Paese e che nel 2014 venne raccontato nella miniserie in due puntate Qualunque cosa succeda, disponibile in streaming su RaiPlay e basata sull’omonimo libro scritto nel 2009 da Umberto Ambrosoli, avvocato e politico, figlio di Giorgio, interpretato da Pierfrancesco Favino. Nel cast corale Massimo Popolizio nei panni di Sindona, Giovanni Esposito in quelli di Giulio Andreotti e Andrea Gherpelli come il maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre. A dirigere le due puntate c’è Alberto Negrin, specialista delle fiction in TV.
La trama di Qualunque cosa succeda in streaming su RaiPlay con Pierfrancesco Favino
"Era una persona che, in un termine romanesco, direi se l’andava cercando". Con questa raggelante espressione, usata dall’ex Presidente del Consiglio Giulio Andreotti nel 2010 in merito all’omicidio di Giorgio Ambrosoli, si chiude Qualunque cosa succeda. La miniserie racconta di come, il 25 settembre 1974, Giorgio Ambrosoli (Favino) venne nominato, dal governatore della Banca d’Italia, Guido Carli, liquidatore della Banca Privata Italiana del siciliano Michele Sindona (Popolizio). Tra i due si instaura subito uno sfibrante "scontro a distanza" tra l’integerrimo avvocato milanese, chiamato a far luce su un’intricatissima rete di corruzione e oscuri intrecci finanziari, e il banchiere, membro della Loggia massonica P2 e latitante a New York per evitare l’arresto.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppL’indagine, ma anche momenti di vita privata
La miniserie mostra con efficacia le fasi salienti dell’indagine condotta da Ambrosoli e il suo rapporto di collaborazione e di stima nei confronti del maresciallo della Guardia di Finanza Silvio Novembre (Gherpelli), ma anche alcuni momenti di vita privata con la moglie Annalori (Anita Caprioli) e i figli. Proprio da una lettera del 1975, indirizzata alla moglie, è tratta la frase che ha titolato il libro di Umberto e la fiction di Negrin. Il problema più grave della serie, guidata da un Favino in parte, è la tendenza (tipicamente italiana) a scadere nel didascalismo e nella retorica. Dalla musica, esageratamente enfatica in alcune sequenze, a banali errori e semplificazioni, Qualunque cosa succeda evita qualsiasi tentativo di problematizzazione. Negrin dipinge Michele Sindona come una sorta di parodia di Al Capone, nel tentativo (non necessario) di rendere ancora più esplicito il distacco tra "eroe" e "villain".
Per quanto non priva di difetti, però, Qualunque cosa succeda racconta una pagina della storia d’Italia che merita di non essere dimenticata e il portale streaming di RaiPlay in questo ci aiuta, rendendola disponibile a chi non ha mai visto la miniserie o a chi la vuole riscoprire.
