Raoul Bova, la sua prima volta lo ha lasciato senza parole: il segreto dimenticato dietro Piccolo grande amore
Il film segna il debutto assoluto dell'attore romano nel ruolo di protagonista. A distanza di anni però è irriconoscibile: ecco perchè

Ogni volta che Piccolo grande amore torna in tv, non è solo un tuffo nella commedia romantica anni ’90: è anche l’occasione per rivedere il primo vero ruolo da protagonista di Raoul Bova, che nel 1993 aveva appena 22 anni, un passato da atleta e pochissima esperienza davanti alla macchina da presa. Carlo Vanzina lo sceglie per interpretare Marco, l’istruttore di windsurf che fa innamorare la principessa Sofia. La scelta funziona: il film diventa un piccolo cult televisivo e il giovane protagonista conquista il pubblico. Ma c’è un dettaglio sorprendente: in quel film Bova non usa la sua voce.
Il Raoul Bova che non ricordiamo: giovane, insicuro e… senza voce
Raoul Bova infatti non era ancora considerato abbastanza maturo per reggere anche la parte vocale. Il suo personaggio viene quindi doppiato da Fabrizio Manfredi, già allora una voce di grande esperienza, capace di dare a Marco un tono più sicuro e definito. Rivedendo oggi il film, questo contrasto stona e non poco: il volto è quello di Bova, ma la voce appartiene a un altro. Si tratta però di una scelta tipica del cinema italiano dell’epoca, che spesso affidava ai doppiatori professionisti la responsabilità di "rifinire" gli attori emergenti.
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Entra nel canale WhatsAppNon solo bellezza: come Bova ha costruito credibilità film dopo film
Negli anni successivi Raoul Bova compie un percorso di crescita costante. Diventa uno dei volti più popolari del cinema italiano, alternando commedie, drammi e produzioni internazionali, senza contare le innumerevoli fiction di cui è protagonista. Lavora con registi come Ferzan Ozpetek, Pupi Avati, Paolo Genovese, Michele Placido, fino a sbarcare perfino su Netflix comparendo nelle stagioni 4 e 5 della serie Emily in Paris. In questo cammino la sua voce assume un ruolo centrale. Quella che in Piccolo grande amore era stata considerata ancora acerba diventa a tutti gli effetti un tratto distintivo: più profonda, più sicura, più riconoscibile, è parte integrante del suo fascino e della sua identità artistica.
Da attore doppiato a doppiatore Disney
Il cerchio si chiude – e si ribalta – alla fine degli anni ’90, quando Raoul Bova viene scelto come voce italiana di Hercules nel classico d’animazione Disney del 1997. Nella versione italiana del film, Bova doppia il protagonista Ercole nelle parti recitate, mentre le canzoni sono affidate al compianto Alex Baroni. È un momento chiave: l’attore che all’inizio veniva doppiato diventa lui stesso doppiatore di uno dei personaggi più iconici della Disney. Un ribaltamento perfetto, che dimostra quanto sia maturato nel frattempo.
Dopo Hercules, Bova presta la voce anche ad altri personaggi animati: Bolt, protagonista del film Disney Bolt – Un eroe a quattro zampe (2008); Zio Fester nel film d’animazione La famiglia Addams (2019); Cip in Cip & Ciop – Agenti speciali (2022). Ruoli che confermano come la sua voce sia diventata un asset spendibile (e riconoscibile) anche fuori dal live action e che raccontano, meglio di molte parole, la crescita di un interprete diventato negli anni uno dei più iconici del… piccolo grande schermo italiano.
