Remigrazione, bufera a Piazzapulita. Borgonovo attacca: “Propaganda”. Formigli furioso: “Inaccettabile, togliti il cappello”

Dall'inchiesta sotto copertura nel movimento di Martin Sellner alla lite in diretta: tensione alle stelle a Piazzapulita durante la puntata di giovedì 4 giugno 2026.

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Piazzapulita remigrazione, cosa successo puntata 4 giugno 2026
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Una lunga infiltrazione nel cuore del movimento remigrazionista europeo, immagini raccolte sotto copertura tra Vienna e le teorie estremiste dei militanti, poi il dibattito in studio che degenera in uno scontro frontale. La puntata di Piazzapulita andata in onda su La7 giovedì 4 giugno 2026 è stata interamente segnata dal tema della remigrazione, teoria sostenuta da alcuni movimenti nazionalisti europei che propone il ritorno nei Paesi d’origine degli immigrati e, nelle sue formulazioni più radicali, anche di persone considerate non assimilate alla cultura europea.

Al centro della trasmissione di Corrado Formigli c’è stata un’inchiesta firmata da Emanuela Pala, seguita da un acceso confronto tra sostenitori e critici delle teorie remigrazioniste. Proprio durante il dibattito è andato in scena un durissimo faccia a faccia tra il conduttore e Francesco Borgonovo, vicedirettore de La Verità.

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PiazzaPulita e l’inchiesta sulla remigrazione: cosa è successo nella puntata del 5 giugno

L’inchiesta di Emanuela Pala è frutto di un lavoro sotto copertura durato circa un anno nel mondo della remigrazione europea, tra chat Telegram, incontri riservati e viaggi a Vienna. La giornalista ha spiegato il metodo utilizzato per entrare nel movimento:

"Ho iniziato facendo la sostenitrice, iscrivendomi e finanziando il club di Martin Sellner, volto e mente del Movimento Identitario che ispira le destre di tutta Europa. Noi siamo andati un paio di volte a Vienna, trascorrendo due o tre giorni con lo zoccolo duro del movimento. Sono principalmente austriaci e tedeschi. Io mi sono finta un’italiana di origine austriaca".

Figura centrale del reportage è Martin Sellner, leader del ‘Movimento identitario’ austriaco e principale teorico della remigrazione. Secondo quanto mostrato dall’inchiesta, Sellner sostiene l’espulsione degli immigrati irregolari ma ritiene che debbano lasciare l’Europa anche gli stranieri considerati un peso dal punto di vista culturale, economico o criminale, persino se in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Nelle sue teorie rientrerebbero anche cittadini formalmente integrati ma non assimilati alla cultura dominante europea. Sellner auspica inoltre l’introduzione di quella che definisce una «politica di ferro della cultura dominante» e una «de-islamizzazione» della società europea.

Le telecamere nascoste di Piazzapulita mostrano poi diversi incontri informali tra attivisti del movimento, spesso in birrerie e locali, durante i quali emergono affermazioni radicali contro l’immigrazione. In uno dei passaggi trasmessi, una persona afferma che "Hitler ha fatto anche cose buone, ma la gente non vuole sentirselo dire. Tutto il bene che ha fatto non conta, solo perché ha fatto uccidere 6 milioni di ebrei: ma in Germania gli ebrei erano odiati già da molto tempo prima". Mentre un’altra afferma che sarebbe d’accordo nel fare la stessa cosa con gli immigrati oggi. .

In un altro momento, Sellner discute della situazione politica italiana e auspica una competizione tra Lega, Fratelli d’Italia e il partito di Roberto Vannacci per spostarsi ulteriormente a destra e adottare le sue teorie sulla remigrazione.

La lite tra Borgonovo e Formigli: "Chi fa propaganda?!"

Dopo la messa in onda dell’inchiesta, il dibattito nello studio di Piazzapulita studio si è acceso immediatamente.

Tra i più critici Gianrico Carofiglio, che ha commentato:

"Che effetto mi fa quello che ho visto? Un leggerissimo senso di nausea. Chiamarle teorie mi sembra davvero usare un parolone. Di teorico o elaborazione di pensiero non c’è nulla. È il tentativo di trasformare una sequela di bestialità in affermazioni politicamente digeribili per produrre consenso, quello che fanno i populisti da secoli. Andare a intercettare infelicità, rabbia, insoddisfazione e senso di insicurezza di tanta gente – che esistono davvero – e offrire, in maniera più o meno nauseante, dei capri espiatori".

Di segno opposto l’intervento in collegamento di Francesco Borgonovo, che ha difeso la remigrazione, dissociandosi però dai concetti violenti ascoltati in alcuni passaggi del video:

"Io penso che la remigrazione sia un atto umanitario. Penso che in questi anni ci abbiano inculcato l’idea sbagliata e falsa che le persone stiano meglio se si sradicano dal loro Paese e vanno altrove per diventare quello che abbiamo visto in questi giorni: cioè schiavi che magari vengono bruciati in un minivan. E io penso che chi approva l’apertura delle frontiere stia approvando e sostenendo questo sistema disumano, violento e mortifero. Quindi penso che la remigrazione sia un atto umanitario e rispettoso. Non penso assolutamente che gli immigrati dovrebbero essere presi e maltrattati, cacciati impunemente o rastrellati nella notte. Non credo che questo lo pensi nemmeno Martin Sellner".

Borgonovo ha poi contestato il metodo dell’inchiesta, avanzando una critica aspra al lavoro della giornalista di Piazzapulita:

"Non c’era bisogno della camera nascosta, Sellner queste cose le dice pubblicamente. Ho sentito cose dette in privato da alcuni signori che ovviamente non sono per niente condivisibili, ma è gente che straparla al bar. Lei ha girato con una telecamera nascosta riprendendo cose che Sellner dice anche pubblicamente. Dopodiché fa vedere persone che non sono Sellner, al bar, che dicono cose assolutamente non condivisibili e le attribuisce a Sellner. Perché il passaggio è questo ed è una delle tecniche della propaganda. Le attribuisca a chi le dice, non a Sellner. (…)Ve la siete cantata e suonata tra voi finora. La propaganda l’avete fatta per degli anni su queste cose, mettendo in testa alla gente che sia bello andare a fare lo schiavo da un’altra parte o che sia meglio andare a fare il cameriere a Londra piuttosto che stare a casa propria e cercare di fare qualcosa di dignitoso per le nazioni. Quello che succede al terzo mondo è quello che succede a noi: se ne vanno quelli che possono andarsene e si impoveriscono sempre di più. Questo è quello che avete ottenuto in decenni di propaganda dell’apertura delle frontiere e globalizzazione".

L’accusa di propaganda ha provocato la reazione furiosa di Formigli, :

"Ma chi fa propaganda?! Stai dicendo voi. Voi chi? Cioè tu stai dicendo che questa inchiesta è propaganda? Tu ti devi levare il cappello di fronte a questa inchiesta e questa giornalista e collega che è andata a suo rischio a raccontare delle cose che tu non puoi smentire. Quindi levati il cappello e non parlare di propaganda qua, hai capito?! Tu stai insultando il lavoro giornalistico di una mia inviata. Non te lo consento. Per me questo è inaccettabile. Una persona che fa così se ne può anche andare dallo studio".

A quel punto il confronto è degenerato. Borgonovo ha rilanciato:

"La propaganda si è fatta stasera. Se mi hai invitato qui per farmi la lezione, allora parla tu, raccontatevela tra di voi. Avete fatto il servizio per dimostrare che questi sono nazisti, avete invitato una sola persona che la pensava diversamente, non avete alcuna intenzione di discutere nel merito le cose, vi interessa dare spazio a due pazzi che avete trovato che sostengono cose allucinanti e poi dovete dire che sono gli altri a fare propaganda. Andate avanti così, che vi devo dire, complimenti. Io non ho detto che siete propagandisti. Ho detto che questa sera si è fatta propaganda, perché se volevi fare un dibattito sentivi le posizione diverse".

A questo link è possibile rivedere in streaming l’intera puntata


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