Uscita settimanale o binge watching: qual è la vera scelta degli spettatori?

Nella diatriba tra l'uscita settimana e il binge watching, dove si piazza la maggior parte degli utenti?

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Le abitudini di fruizione delle serie tv, o in generale dei prodotti in streaming e on demand, sono radicalmente diverse da quelle di anni fa, quando esisteva solo la "tv tradizionale". Dalla distribuzione a cadenza settimanale si è passati al binge watching, ossia fare la "maratona" guardando tutti gli episodi di uno show in pochissimo tempo. Ad inaugurare questa nuova abitudine è stato Netflix, il vero pioniere del dare in pasto agli utenti intere stagioni in un colpo solo.

Di recente, però, sembra che si stia tornando a una fruizione più classica, con un episodio a settimana o con blocchi di due-tre episodi alla volta. Entrambe le filosofie portano con sé dei pro e dei contro, ma cosa preferiscono davvero gli utenti? Qual è il metodo di distribuzione più apprezzato dai consumatori?

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Si scrive Binge Watching ma si legge FOMO

Uno dei principali lato negativi del fenomeno del binge watching è quello di aver creato una sorta di sottocategoria della FOMO, la Fear of Missing Out, legato al sentirsi esclusi dalla conversazione se non si è visto un tal contenuto tutto d’un fiato. O, peggio ancora, quello di aver creato negli utenti la paura di beccarsi spoiler se non si fruisce una serie appena viene resa disponibile.

Dall’altro lato, però, avere subito disponibile un’intera stagione permette di ridurre i costi dei vari abbonamenti. Se siamo interessati a uno specifico contenuto, infatti, possiamo vederlo in poco tempo e poi annullare l’abbonamento. Senza contare l’esperienza di essere "trasportati in un’altra dimensione" data dall’immersione totale in una serie tv per svariate ore consecutive.

Il ritorno all’uscita settimanale

Diverse piattaforme di streaming stanno effettuando una vera e propria inversione di tendenza, ritornando "al passato" e alla distribuzione dei loro contenuti a cadenza settimanale. Aveva iniziato Amazon Prime Video con alcuni suoi contenuti di punta (come The Boys), ma l’esempio principe rimane Apple TV, i cui originali sono sempre tutti distribuiti un episodio alla volta. Con questa metodologia di fruizione più "ritmata" è tornata anche la possibilità di discutere dei singoli episodi con più calma e profondità, come si faceva "una volta". Il lasso di tempo tra un episodio e l’altro consente agli utenti di analizzare quanto visto, fare teorie sul futuro e in generale mantenere alta l’attenzione sul prodotto.

L’altro lato della medaglia, ovviamente, è l’opposto di quanto detto nel paragrafo precedente: con un episodio a settimana è necessario mantenere il proprio abbonamento attivo più a lungo, con quindi maggiori costi per gli utenti. Si potrebbe sempre attendere l’uscita di tutti gli episodi e poi maratonarli, ma il rischio spoiler sarebbe certamente altissimo. Una distribuzione più cadenzata giova ovviamente alle casse delle piattaforme, tanto che anche Netflix, alfiere del binge watching, sembra aver deposto le armi, decidendo per adottarne una variante anche per le proprie serie di punta.

Ma quindi, cos’è meglio?

Il dilemma tra binge watching e uscita settimanale è il proverbiale cane che si morde la coda. Entrambe hanno lati positivi e lati negativi, con piccoli dettagli che fanno propendere per l’una o per l’altra da utente a utente. Il binge watching ha senza dubbio dei vantaggi economici, ma necessita di molto tempo libero per poter essere messo in pratica. In assenza di quest’ultimo, si corre il rischio di beccarsi spoiler anche molto pesanti, specialmente in merito ai vari finali di stagione.

Dall’altro lato, la cadenza settimanale aumenta i costi degli abbonamenti, obbligandoci a tenerli attivi per più tempo, ma permette di fruire degli episodi con maggiore calma, senza troppa ansia. Quest’ultimo metodo, però, dev’essere adottato col giusto approccio. Perché un conto è distribuire un episodio alla settimana di una stagione, e un conto è dividerla artificialmente in due, tre o addirittura quattro parti solo per mungere il più possibile gli abbonati. Una pratica, va detto, sfruttata nell’ultimo periodo in particolare da Netflix con alcune delle sue serie di maggior successo (come Squid Game, per esempio).


Potrebbe interessarti anche