Phil Collins a un passo dalla morte. Il ricovero in clinica e la confessione: “I reni stavano cedendo, la gente veniva a dirmi addio”

Il cantante e batterista ex Genesis ha rivelato i trascorsi in ospedale nel 2024, quando fu ricoverato per seri problemi da abuso di alcolici. Ecco tutti i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Phil Collins
IPA

È arrivato a un soffio dalla morte, Phil Collins. Il celebre cantante e batterista dei Genesis, oggi 75enne, ha raccontato il suo calvario a sfondo alcolico al Sunday Times Magazine. Una storia di abusi iniziata anni fa, passata per una pancreatite acuta nel 2012, e culminata nel ricovero in una struttura svizzera nel 2024, per sette mesi. Da tutto questo, il musicista ha tratto lezioni preziose, e presto festeggerà con una nuova pubblicazione i 45 anni dall’uscita del suo album d’esordio come solista. Ecco i particolari qui sotto.

Phil Collins, il ricovero in Svizzera per abuso di alcolici

Il racconto di Phil Collins al Sunday Times è stato crudo e senza sconti. Nel 2024, ricoverato in Svizzera per sette mesi (durante i quali è stato a lungo in terapia intensiva), il cantante si è visto arrivare al capezzale i cinque figli Lily, Joely, Simon, Nicholas e Matthew. "I miei reni stavano cedendo, i miei organi si stavano bloccando", ha rivelato, "la gente veniva a salutarmi, ma non ricordo che siano venuti. Non avevo la minima idea di ciò che stava succedendo, erano tutti preoccupati di non rivedermi più. Sarebbe potuto andare tutto terribilmente male".

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Invece i postumi da abuso di alcol, che potevano ucciderlo, lo hanno miracolosamente risparmiato. "Sono stato molto fortunato", ha aggiunto. "Inutile dire che da allora non ho più toccato un goccio d’alcol". Una battaglia con la bottiglia, quella di Collins, che ha origini molto più remote. Era stata la separazione dalla terza moglie, Orianne Cevey, a spingerlo verso l’alcol. E già nel 2012 era finito sull’orlo di una pancreatica acuta. Anche in quel caso, l’ex Genesis fu ricoverato, come aveva raccontato nella biografia "No, non sono ancora morto", e decise di dare un taglio a quelle abitudini distruttive.

Poi il ritorno al fianco di Orianne, nel 2016, e una seconda separazione quattro anni dopo. Con un’altra ricaduta nell’alcolismo che ha spinto Collins a riprendere la dipendenza alla fine del 2023, quando (a quanto pare) si era messo a bere vino fin dall’ora di colazione.

La festa per i 45 anni da solista di Phil Collins

Negli anni, Collins ha anche dovuto lottare con altri problemi di salute, tra cui una lesione spinale del 2007, il diabete di tipo 2, e interventi al ginocchio che lo hanno allontanato dalla sua amata batteria. Una sorta di "campo minato", come lo ha definito l’artista al Sunday Times, da cu oggi Phil Collins esce più consapevole e con l’intenzione di festeggiare ogni piccolo, grande traguardo. Il prossimo 18 settembre celebrerà i 45 dal suo primo album solista, "Face Value", pubblicando una nuova versione deluxe del disco, ricca di registrazioni dal vivo inedite, demo e altre rarità. E il 14 novembre verrà ammesso come solista nella "Rock & Roll Hall of Fame" (ci era già entrato nel 2010, con i Genesis). Non male, per uno che ha letteralmente visto, più volte, la morte in faccia.


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