Peppino Di Capri, aperta la camera ardente: folla in piazzetta prima dei funerali. Da Cervia, l'omaggio di Arisa in Champagne

Il lungo addio a Peppino Di Capri alla camera ardente, prima dei funerali alle 17 del 12 luglio. Da Cervia, arriva l'omaggio di Arisa in Champagne

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Capri si è svegliata diversa, questa domenica. Dalle 13 la camera ardente di Peppino Di Capri è allestita nella Sala Consiliare del Municipio, e già dal mattino piccoli gruppi di isolani, turisti e semplici ammiratori si sono messi in fila per l’ultimo saluto. Alle 17 i funerali si terranno nell’ex cattedrale di Santo Stefano, a un passo dalla Piazzetta: quel salotto a cielo aperto che per oltre sessant’anni è stato il vero palcoscenico della sua vita, ben prima dei teatri e dei palazzetti che pure lo hanno consacrato.

Aperta la camera ardente di Peppino Di Capri, folla per l’ultimo saluto

Il feretro è stato accolto da un lungo applauso, il modo in cui l’isola sa dire grazie a chi le ha voluto bene per una vita intera. Nei vicoli stretti che portano al Municipio si respira un’aria strana, mista tra il lutto e la gratitudine: c’è chi ricorda di averlo incrociato al bar la sera, chi lo ha ascoltato suonare da ragazzo proprio in quella piazza, chi semplicemente vuole essere lì, a rendere omaggio all’uomo prima ancora che al mito. Il sindaco Paolo Falco ha proclamato il lutto cittadino e annullato ogni manifestazione pubblica prevista per oggi: Capri, per un giorno, si ferma davvero, con la sobrietà composta di chi ha perso qualcuno di famiglia.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Sui muri dell’isola è comparso nelle ultime ore un manifesto funebre diverso dal solito, spoglio delle consuete formule di circostanza: in apertura, il verso iniziale de Il sognatore, una delle sue canzoni più intime, scelto come firma di un congedo che sembra scritto apposta per questo giorno.

La morte di Peppino Di Capri dopo lunga malattia

Giuseppe Faiella, in arte Peppino Di Capri, aveva 86 anni ed era malato da tempo. Pianista fin da bambino, portò il rock and roll e il twist nelle piazze italiane, aprì i concerti dei Beatles nella loro unica tournée italiana del 1965 e partecipò quindici volte al Festival di Sanremo, uno dei numeri più alti nella storia della kermesse, vincendolo due volte. Ma è Champagne, il brano del 1973 sulla fine malinconica di un amore travestita da festa, ad averlo reso immortale: ancora oggi è la colonna sonora di migliaia di matrimoni italiani, intonata senza che quasi nessuno si soffermi sulle sue parole agrodolci. Nel 2023, sul palco dell’Ariston, l’aveva cantata per l’ultima volta davanti alle telecamere Rai, ricevendo il premio alla carriera tra la commozione di un intero teatro in piedi.

Quella stessa canzone, ieri sera, ha attraversato l’Italia in un modo che nessuno aveva messo in programma. A Cervia, in Piazza Garibaldi, Arisa era sul palco per una tappa del suo Summer Tour, nell’ambito del Cervia Summer Festival: la notizia della scomparsa era arrivata da poche ore, e tra i brani della scaletta ha trovato spazio un omaggio non previsto, le note di Champagne dedicate al pubblico raccolto in piazza. Un gesto semplice, lontano centinaia di chilometri da Capri ma vicinissimo, nello spirito, a quella piazzetta dove per Peppino era cominciato tutto.

È forse il segno più chiaro di cosa lasci davvero un artista come lui: non solo dischi e premi, ma canzoni che si richiamabo quasi per riflesso, ogni volta che una serata ha bisogno di un po’ di eleganza in più. Oggi Capri lo accompagna fino in chiesa, tra applausi e lacrime; il resto d’Italia, da Cervia in giù, continua semplicemente a canticchiarlo.


Potrebbe interessarti anche