Pecore Sotto Copertura è il film perfetto per le famiglie e pesca a piene mani da Netflix: Hugh Jackman è una piacevole sorpresa. Recensione
Il cozy mystery con Hugh Jackman intenerisce e appassiona, rivolgendosi con delicatezza a un pubblico molto giovane

Esiste un sottogenere del giallo, il Cozy Mystery, creato dagli americani, in cui un crimine, in genere un omicidio, viene raccontato in maniera non violenta. Spesso si utilizzano toni leggeri, quasi da commedia. Un esempio può essere la serie di Knives Out con Daniel Craig o, rimanendo su Netflix, Murder Mystery con Jennifer Aniston e Adam Sandler. Pecore Sotto Copertura si rifà precisamente a questa sottocategoria, settando il proprio tono per essere accessibile anche dai più piccoli.
Campagna inglese, cast (almeno in originale) di voci (da Patrick Stewart passando per Bryan Cranston, Chris O’Dowd e Julia Louis-Dreyfus) e "reale" (Emma Thompson, Conleth Hill e Hing Chau) di tutto rispetto a il volto più cozy che il cinema abbia da offrire Hugh Jackman. La formula è sostanzialmente perfetta per un film che abbraccia lo spettatore e che è in grado di attrarre un pubblico multigenerazionale.
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Entra nel canale WhatsAppPecore Sotto Copertura – La recensione del film
Molto dell’efficacia di Pecore Sotto Copertura è dato anche e soprattutto dal team creativo che ha alle spalle. Craig Mazin (sì, lo stesso di The Last of Us e Chernobyl, ma anche del secondo e terzo Una Notte da Leoni) ha fatto un lavoro certosino nel ripulire il romanzo da cui il film prende ispirazione, ovvero Three Bags Full di Leonie Swann, da tutti gli elementi più violenti e oscuri. La regia è stata poi affidata a uno specialista dei family movies come Kyle Balda (Cattivissimo Me 3 e Minions 2 solo per citarne alcuni) mentre Phil Lord e Chris Miller si sono occupati della produzione. Con un "dream team" così, il risultato era abbastanza assicurato.
La formula del giallo cozy viene declinata in maniera quasi pedissequa in Pecore sotto copertura, con una cittadina di provincia turbata da un brutale omicidio e da cui nessun abitante può essere immediatamente scagionato. I membri della piccola comunità, ciascuno col proprio carattere, l’intrico del puzzle, l’atmosfera. Tutto contribuisce alla riuscita del film, che offre allo spettatore anche la componente fiabesca data dalla combriccola di ardimentose pecore che parte in missione per risolvere il mistero. Ogni ovino è caratterizzato in modo diverso, dall’intelligentissima Lily (Louis-Dreyfous), passando per Mopple (O’Dowd), l’unica in grado di ricordare, fino a Nuvola (Regina Hall), la più bella di tutte. Essi sono il cuore pulsante della pellicola e sono anche il centro del grosso delle principali istanze del film
Di cosa parla la trama di Pecore Sotto Copertura?
George Hardy (Jackman) è un uomo d’altri tempi. Un allevatore affezionatissimo alle sue pecore. A tutte ha dato un nome e a loro legge ogni sera prima di mandarle a dormire. Principalmente romanzi gialli, di cui George è appassionato. Una notte, l’uomo viene misteriosamente assassinato, poco prima che una figlia di cui nessuno era a conoscenza, Rebecca Hampstead (Molly Gordon) si faccia viva nel villaggio. Toccherà all’unico poliziotto locale, il pasticcione e ben poco sveglio agente Tim Derry (Nicholas Braun), risolvere il mistero. Ma nell’indagine avrà una mano, o meglio uno zoccolo, da parte degli adorati ovini di George. Lily, Mopple e il caprone solitario Sebastian (Cranston) apriranno una loro personalissima investigazione, sfruttando le conoscenze acquisite grazie alle serate di lettura assieme a George.
Non solo indagini, ma un grande percorso di maturazione
La traiettoria narrativa di Pecore sotto copertura non copre unicamente la pura e semplice investigazione per scoprire il nome dell’assassino di George. Il film affronta in maniera particolarmente accessibile e delicata temi ostici come il lutto e l’elaborazione della perdita e di come questa passi attraverso non un percorso solitario, ma compiuto anche grazie ai propri affetti. La bravura della pellicola sta proprio nel rendere digeribili anche dai bambini argomenti come l’aldilà, l’esistenza di Dio, la possibilità che chi amiamo continui in qualche forma ad accompagnarci. Insomma, questioni non esattamente di lana caprina (pun intended), avvicinate con una leggerezza e una semplicità a volte strabilianti senza finire per sminuirle.
Balda, come detto, si dimostra abile nel destreggiarsi col registro emotivo nelle sequenze con gli animali in CGI, dove può mettere in mostra l’esperienza acquisita nell’animazione e che si traduce in una gestione efficace del ritmo narrativo e dell’empatia verso i personaggi. Meno riuscita, purtroppo, la controparte umana, con gag in alcuni casi molto forzate e caratteri un po’ troppo bidimensionali. Nota di biasimo anche per l’adattamento italiano. Se infatti il doppiaggio è comunque buono, la traduzione a tratti si perde tra giochi di parole intraducibili e dialoghi in parte travisati. Un po’ un peccato.
Pecore sotto copertura si muove con grande agilità nel perimetro dei family movie, sfruttando molto bene la tensione tra la scaltrezza animale e la goffaggine umana. Un cozy mystery di buonissima fattura, in grado di veicolare anche ai giovanissimi alcuni argomenti in genere difficili da masticare con grande semplicità pur senza sminuirne l’importanza. Peccato per l’adattamento italiano.
Voto: 8.5.
