Patty Pravo, 60 anni di successi da artista ribelle ma senza rimpianti: "Ho pagato le mie scelte, per me erano perfette"

Patty Pravo, reduce dal Festival di Sanremo, è stata ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, celebrando i 60 anni di carriera, vissuti spesso controcorrente, ma senza

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Patty Pravo è una delle ospiti di Silvia Toffanin nella puntata di "Verissimo" in onda domenica 15 marzo 2026, occasione per raccontare ancora meglio se stessa, a pochi giorni dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo.

Verissimo, puntata 15 marzo 2026: le emozioni di Patty Pravo

Patty Pravo entra nello studio di "Verissimo" accolta dall’ovazione del pubblico, cosa che le fa ovviamente grande piacere, per poi raccontare subito del suo stato d’animo attuale: "Sto molto bene. Sono elegante? Tu dici? Per te tutto" – dice a Silvia Toffanin.

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La conduttrice sottolinea subito come il 2026 sia un anno fondamentale per lei, in cui festeggia i suoi 60 anni di carriera, iniziati con "Ragazzo triste" del 1966 fino a oggi: "Mi sono divertita, ho lavorato tanto, ho girato il mondo, ho avuto un sacco di soddisfazioni – racconta -. Sessant’anni sono tanti, una cosa bene, una meno bene, ho lavorato sempre con la mia libertà totale, se cambia il genere di musica improvvisamente può esserci un attimo di scompenso, ma me la sono goduta".

La conduttrice sottolinea come questo le abbia permesso di arrivare ora con un grande lusso, quello di non dover più dimostrare niente: "Non ho mai voluto dimostrare nulla, ho sempre fatto il mio lavoro perché mi piaceva, tutto ciò che mi piaceva lo facevo".

Non manca un bilancio della sua partecipazione al Festival di Sanremo, manifestazione in cui lei è di casa: "È andata bene, il pubblico era stupendo, io sono andata lì per presentare ‘Opera’, certamente non per mettermi in gara". Una frase che dimostra la sua grandezza, che spinge Silvia Toffanin a dirle: "Tu sei oltre la gara, Patty. Una gara l’hai già vinta tante volte". Nel suo curriculum, infatti, ci sono ben 11 Festival, numeri che pochissimi possono vantare: la sua prima volta risale al 1970, periodo in cui lei era già definita come "La Ragazza del Piper", quando si era presentata con "La spada nel cuore", con una grandezza che è rimasta inalterata nel tempo fino alla sua presenza all’Ariston di pochi giorni fa, con una brano che vuole essere per lei la dimostrazione di come sia possibile fare della propria vita un’opera d’arte. "Nel 1970 io ero curiosa, la nonna mi cantava le canzoni di Sanremo, quando sono diventata più grande e sono entrata alla RCA (la sua casa discografica, ndr) sono andata da Ennio Mellis, il direttore generale e gli ho chiesto di andare a Sanremo. Lui non voleva, ma io volevo vivere quella situazione, abbiamo quindi trovato questo pezzo di Mogol-Battisti e sono andata in coppia con Little Tony, ci siamo divertiti come delle bestie. La prima sera vincemmo su Adriano Celentano, noi eravamo ragazzini felici, mi sono divertita come una matta".

La cantante doveva però partecipare alla kermesse canora con "Donna con te", ma aveva deciso spontaneamente di rinunciare, lei lo ricorda bene: "Non mi piaceva il testo, ho chiesto di farlo cambiare, non me l’hanno cambiato e non sono andata. La canzone diceva cose che a me non interessavano, un po’ volgari". Quella canzone è poi diventata celebre conAnna Oxa, che ha cambiato testo, ma lei non si è pentita di quella decisione: "Per carità".

Chi la conosce bene sa come negli anni lei abbia voluto essere sempre trasparente e andare dritta per la sua strada, andando sempre di testa sua, nonostante non sia stato semplice e l’abbia portata ad avere anche qualche scontro di troppo: "È ovvio, l‘ho pagata sempre, sono cose che decidi, sai che a volte sono perfette, altre meno, ma per gli altri, per me invece lo erano".

Patty Pravo è stata resa iconica anche per i suoi look, in cui ha sempre creduto tanto, impossibile non ricordare quando si è presentata all’Ariston vestita da Geisha con un abito di Gianni Versace: "L’ho cercato io, ero a cena con un grande coreografo, stava facendo una cosa all’Opera San Francisco con gli abiti di Versace, quindi gli ho detto: ‘Ho questo pezzo che mi piace, vorrei vestirmi non so da chi, non ho ancora delle idee’, lui mi ha detto di andare da Gianni Versace e che mi sarei trovata benissimo. Ho preso l’aereo e sono andata a Milano. Era una persona deliziosa, ma anche Donatella. Con Valentino mi sono vestita ai primissimi tempi, quando ho fatto Canzonissima, poi Gigli, adesso Simone Folco. È stata sua l’idea di fare Opera di notte, lo ha sognato, ha chiamato Giovanni Caccamo, tra loro si sono messi insieme ed è venuta fuori questa".


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