Sanremo, a Patty Pravo le logiche di mercato non sono mai interessate: Opera non è il suo disco più sperimentale, ma è coraggioso. Recensione

Pur essendo poco commerciale, l’album contiene un paio di perle che con la giusta promozione potrebbero fare bene. Tra gli autori Morgan, Brancale, Bianconi dei Baustelle e La Rappresentate di Lista

Luca Burini

Luca Burini

Giornalista

Nato a inizio estate 1987, volevo fare il cantautore. Poi la vita mi ha portato a sfogare la voglia di comporre altrove.

Non era mai capitato che a Sanremo Patty Pravo passasse sottotraccia come successo nell’edizione 2026. In passato hanno fatto parlare i suoi brani, i suoi look e, a volte, qualche imperfezione nella resa vocale. Non è andata così quest’anno. L’impressione era che nessuno volesse parlarne male, ma nemmeno così bene. La cantante, però, si è presentata al Festival molto concentrata e più precisa sulle note rispetto al passato. Le giurie l’hanno penalizzata. Non che lei non ci sia abituata. Nelle undici volte che si è presentata all’Ariston è spesso finita nella parte bassa della classifica. È arrivata addirittura ultima nel 1995 con I giorni dell’armonia, un brano sperimentale, al di fuori di ogni logica sanremese. Nel 2011, invece, è stata eliminata prima della finale con Il vento e le rose. A chi le ha chiesto se pensasse di avere delle chance per la vittoria lei ha risposto: "Non ce l’ho fatta nemmeno con …E dimmi che non vuoi morire". Cold hard truth.

I primi brani della tracklist seguono la scia di Opera: d’impatto, ma troppo eterei

A pochi giorni dalla finale, Patty Pravo ha finalmente pubblicato un nuovo disco di inediti che i fan aspettavo da anni (l’ultimo è del 2019). L’album, probabilmente rimandato in attesa di avere un palcoscenico importante dove presentarlo, va detto, è tutt’altro che commerciale, soprattutto nella sua prima parte. Nella tracklist ci sono quasi solo ballad, poetiche, ben interpretate, ma forse eccessivamente eteree. Sulla scia di Opera, il brano in gara a Sanremo 2026, che dà il titolo anche al disco. Non è né il suo album migliore, né quello più sperimentale. È, però, coraggioso. La maggior parte dei colleghi della sua generazione si dividono in due categorie: quelli che scimmiottano i giovani e quelli che propongono cose che negli Anni ’80 erano già vecchie. Patty Pravo no. Vive in una sua dimensione temporale tutta sua, sempre attuale, e con lei le sue canzoni. Questo non vuol dire che l’album sia pieno di potenziali hit. Anzi. Forse ce n’è solo una. Ma, a 60 anni dal suo debutto, cos’ha da dimostrare? Sarebbe avvilente stare a rincorrere i like. L’unico neo è la voce che, pur non perdendo il suo fascino, si è fatta sempre più sottile. E su qualche brano è troppo evidente.

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Nell’album opera ci sono canzoni scritte da Sangiorgi dei Negramaro, Morgan, Serena Brancale, La Rappresentante di Lista e Bianconi dei Baustelle

Opera (Nar International – Ada/Warner Music Italy), ventinovesima fatica discografica dell’artista, è prodotto dal giapponese Taketo Gohara che in passato ha lavorato con Vinicio Capossela, Brunori Sas, Elisa, Biagio Antonacci, Dardust, Motta, Vasco Brondi, Negramaro, Marlene Kuntz, Verdena, Noemi e Neffa. Disponibile in streaming, su cd e vinile da collezione, il disco contiene brani firmati anche da alcuni colleghi della cantante: Giovanni Caccamo, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Morgan, Serena Brancale, Raphael Gualazzi, Francesco Bianconi dei Baustelle, Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista) e Pierpaolo Capovilla.

1 – Opera

Elegante, praveggiante, ingiustamente sottovalutata, Opera di Giovanni Caccamo forse non coinvolge come potrebbe a causa del testo. Incanta, ma non emoziona.
VOTO 7

2 – Oggi piove

Il pubblico mainstream ha dimenticato i dischi rock di Patty Pravo. Ce ne sono stati alcuni a cavallo tra gli Anni ’70 (recuperate Cerchi del 1982 su YouTube) e gli Anni ’80 con richiami qui e là negli album pubblicati in questo millennio. In Oggi piove, scritta da Pierpaolo Capovilla (fondatore de Il Teatro degli Orrori) l’artista rispolvera quelle sonorità.
VOTO 6

3 – Noi due

Rarefatta, confidenziale, poco d’impatto, Noi due è scritta da La Rappresentante di Lista.
VOTO 5 ½

4 – Maledetta verità

Le atmosfere rimangono quelle della traccia precedente, ma Maledetta verità di Raphael Gualazzi permette a Patty Pravo di giocare con le note e l’interpretazione. Il risultato finale è decisamente superiore.
VOTO 7

5 – L’amore impertinente

Giuliano Sangiorgi rimane tra i migliori sarti per la cantante. In passato la voce dei Negramaro ha scritto già alcuni brani per la collega e le calzavano a pennello (su tutti Cielo del 2011). Anche in questo caso siamo lontanissimi dall’essere commerciali, ma la proposta è molto convincente.
VOTO 6 ½

6 – L’equilibrio

Tra i brani più interessanti. Non ci allontaniamo tantissimo dal tracciato delle altre ballad, ma L’equilibrio è più sperimentale.
VOTO 7

7 – Foto nella mailbox

Foto nella mailbox porta la firma di Morgan. Poetica e sinfonica è la conferma di quanto Patty Pravo sia una delle migliori interpreti del pop nostrano.
VOTO 7

8 – Ho provato tutto

Ho provato tutto di Francesco Bianconi dei Baustelle era la canzone da portare a Sanremo. È una radiografia di Patty Pravo, della sua filosofia di vita e della sua biografia. Sarebbe stata l’occasione per incuriosire i più giovani e spingerli ad approfondire l’esistenza da rockstar della cantante. Pur mantenendo la cifra stilistica dell’album, la canzone è la ballad più commerciale dell’album anche grazie a un ritornello d’impatto che suona tanto Baustelle.
VOTO 8 ½

9 – Cosa vuoi che sia

Cosa vuoi che sia, scritta, tra gli altri, da Serena Brancale è tra i brani più radiofonici e attuali del disco. Molto convincente.
VOTO 7 ½

10 – Ratatan

Ratatan, firmata da Marianne Mirage e Andrea Bonomo (autore di Nek, Alessandra Amoroso, Dargen D’Amico, Levante e tanti altri), è stata lanciata come singolo estivo. Peccato sia mancata la spinta promozionale perché è la prova che anche Patty Pravo, se vuole, può servire un tormentone. Ma a modo suo, giocando con le sonorità degli Anni ’60 senza snaturarsi come altre colleghe.
VOTO 7 ½

11 – L’isola

Alberto Bianco, cantautore che ha prodotto i primi dischi di Levante e ha firmato quella perla di Parole dette male con cui Giorgia ha partecipato a Sanremo 2023, regala alla collega L’Isola, l’esempio di come Patty Pravo possa personalizzare anche l’indie. Esperimento interessante.
VOTO 7

12 – Ti lascio una canzone

Presente solo sulle piattaforme, la cover presentata nella serata del venerdì di Sanremo 2026 suona molto meglio di come è suonata all’Ariston. Bell’omaggio all’amica Ornella Vanoni.
VOTO 7 ½

VOTO COMPLESSIVO: 6 ½


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