Patty Pravo, 78 anni da diva: la ‘maledizione’ di Sanremo, quel ritiro storico e l’ultimo flop
Undici volte all’Ariston senza mai vincere: tra premi della critica, polemiche e ritorni iconici, ripercorriamo la storia dell’iconica diva al Festival.

Nello spegnere le sue 78 candeline, Patty Pravo, all’anagrafe Nicoletta Strambelli, resta una diva della musica italiana: icona ribelle, interprete sofisticata e artista capace di attraversare epoche, mode e rivoluzioni senza mai perdere la propria identità. Da La bambola a Pensiero stupendo, passando per Pazza idea, la cantante veneziana ha costruito una carriera lunga oltre sessant’anni, fatta di intuizioni, provocazioni e libertà assoluta. Eppure, nella sua storia c’è un paradosso che inevitabilmente sorprende molto: il rapporto con il Festival di Sanremo, un palco che l’ha celebrata molte volte ma mai incoronata davvero. Scopriamo di più.
Patty Pravo, la carriera fuori dagli schemi e la ‘maledizione’ Sanremo
Fin dagli esordi negli anni Sessanta, Patty Pravo si è imposta nel panorama musicale come simbolo di modernità e trasgressione, diventando la "ragazza del Piper" e rivoluzionando l’immagine femminile nella musica italiana. Voce sensuale, look sempre all’avanguardia e una vita vissuta senza compromessi. Il Festival di Sanremo è entrato nel suo percorso artistico molto presto, con il debutto ufficiale avvenuto nel 1970 con La spada nel cuore, che l’ha portata a conquistare subito il Premio della Critica.
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Entra nel canale WhatsAppDa lì in poi, Patty Pravo ha collezionato ben 11 partecipazioni a Sanremo, senza però riuscire mai ad arrivare alla vittoria. Una sorta di "maledizione sanremese", che puntualmente ha portato la cantante a non arrivare mai al primo posto, pur raccogliendo riconoscimenti prestigiosi come il Premio della Critica (ricevuto nel 1984 con Per una bambola e nel 1997 con …e dimmi che non vuoi morire) e il Premio AFI nel 2009.
Patty Pravo, quel ritiro storico da Sanremo e l’ultimo flop
Tra gli episodi più clamorosi della storia sanremese c’è senza dubbio quello che vide protagonista proprio Patty Pravo nel 1990. A pochi giorni dall’inizio del Festival, Patty Pravo convocò una conferenza stampa per annunciare il suo ritiro, lasciando tutti senza parole. La motivazione non tardò ovviamente ad arrivare: "Ragazzi, io mantengo sempre la parola data, ma voi dovevate mantenere la vostra. Mi avevate assicurato che si poteva cambiare il testo di questa canzonaccia. Ora mi dite che non si può fare e allora fatela cantare a qualcun altro, perché io, questa roba qui, non la canto nemmeno morta", disse la cantante riferendosi al brano Donna con te, ovvero la versione iniziale di quello che sarebbe poi diventato Fandango. Un gesto perfettamente in linea con il suo carattere libero e indomabile, che ha sempre rifiutato compromessi artistici.
Decenni dopo, nel 2026, Patty Pravo è tornata ancora una volta sul palco dell’Ariston con Opera, brano che ha dato anche il titolo al suo 29esimo album. Anche in questo caso, però, il risultato non è stato dei migliori: Patty Pravo si è infatti classificata al 24° posto, confermando ancora una volta il rapporto complicato con il Festival. Detto ciò, non è certo possibile ridurre la sua immensa carriera a una posizione in classifica e, anche in questa occasione, Patty Pravo ha dimostrato di avere una presenza scenica magnetica, una carriera che continua a evolversi e una libertà creativa che pochi possono permettersi.
