Colpo di scena, accordo sfumato: Paramount "ruba" Warner Bros. Discovery a Netflix ed ecco perché

Clamoroso ribaltamento dell'affare Warner Bros. Discovery, con Paramount che rilancia e Netflix che si ritira

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Redazione

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Colpo di scena: Paramount "scippa" Warner Bros. Discovery a Netflix

Colpo di scena a Hollywood: Netflix alza bandiera bianca e si sfila dalla corsa per acquisire Warner Bros. Discovery. Dopo settimane infuocate di offerte, rilanci e trattative serrate, il gigante dello streaming ha deciso di non pareggiare la proposta rivale di Paramount, mettendo fine (almeno per ora?) a una delle battaglie finanziarie più clamorose degli ultimi anni nel mondo dell’intrattenimento.

Un’uscita di scena inaspettata

La decisione è arrivata appena due ore dopo che Warner Bros. Discovery aveva annunciato di ritenere superiore l’ultima offerta ricevuta da Paramount rispetto all’accordo da 82,7 miliardi di dollari firmato con Netflix lo scorso 5 dicembre. Netflix avrebbe avuto ancora quattro giorni lavorativi per rilanciare e pareggiare la proposta concorrente, ma i co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters hanno preferito chiudere subito la partita, con una mossa che ostenta una certa superiorità, quasi sprezzo per l’occasione mancata. In una nota congiunta hanno spiegato che l’operazione avrebbe creato valore per gli azionisti e aveva un percorso chiaro verso l’approvazione regolatoria, ma al prezzo necessario per eguagliare l’ultima offerta Paramount-Skydance, l’affare non è più finanziariamente interessante.

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Tradotto: niente rilancio, si esce di scena. E lo si fa senza rimpianti, senza ripensamenti, senza perdere tempo: l’operazione era un "nice to have" al prezzo giusto, non un "must have" a qualsiasi costo. Detto con la stessa nonchalance di chi lascia un pacco di biscotti sullo scaffale del supermercato perché sì, aveva voglia di prenderli, ma al prezzo esposto non ne vale la pena. Un atteggiamento di superiorità dovuto per mantenere l’immagine, dopo che già il 7 dicembre Netflix inviò, non solo alla stampa, ma a tutti i suoi abbonati la notizia dell’acquisizione data come cosa già praticamente fatta: "Di recente abbiamo annunciato che Netflix acquisirà Warner Bros., compresi gli studi cinematografici e televisivi, HBO Max e HBO. Questa operazione unisce il nostro servizio di intrattenimento leader alle storie iconiche di Warner Bros., affiancando alcuni dei franchise più amati al mondo".

La situazione di mercato

E i mercati? Hanno applaudito. Gli investitori di Netflix hanno tirato un sospiro di sollievo e il titolo è schizzato in alto del 10%. Un segnale chiaro: meglio rinunciare a un’acquisizione faraonica che mettere a rischio i conti. Anche perché Netflix, del resto, ha sempre puntato su una crescita organica più che su maxi-acquisizioni di studi storici. La saga, però, parte da lontano. Sei mesi fa, subito dopo la fusione tra Skydance e Paramount in agosto, il CEO David Ellison aveva messo nel mirino Warner Bros. Discovery. Offerte a raffica, tutte respinte, fino a spingere il board guidato da David Zaslav ad aprire un’asta formale. In campo sono scesi in quattro: Paramount, Netflix, Comcast e un misterioso quarto offerente mai rivelato. Warner aveva inizialmente scelto di vendere le attività di streaming e studio a Netflix, in una mossa che avrebbe segnato una svolta storica per la piattaforma. Ma Paramount non si è arresa: offerta ostile, minaccia di proxy fight, rilanci continui che sono parsi, ad alcuni, ostinati fin quasi alla disperazione, fino all’ultima proposta da 31 dollari per azione in contanti (contro i 30 precedenti), accompagnata da garanzie finanziarie più solide. Ed ecco che WB diventa finalmente abbordabile e le carte in tavola cambiano. Ora Paramount e Warner lavorano al testo definitivo dell’accordo, che dovrà passare al vaglio degli azionisti e ottenere il via libera delle autorità regolatorie negli Stati Uniti e in altri Paesi. Hollywood, Wall Street, sindacati e politici osservano con attenzione: l’esito potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’industria.

Dal canto suo, Netflix rivendica una posizione di forza. L’azienda investirà circa 20 miliardi di dollari quest’anno in film e serie di qualità e rilancerà il programma di riacquisto di azioni. "Continueremo a fare ciò che facciamo da oltre 20 anni: entusiasmare i nostri abbonati, crescere in modo redditizio e creare valore nel lungo periodo", assicurano Sarandos e Peters. Questa battaglia per Warner Bros., per Netflix, è finita con una ritirata strategica, ma la guerra dello streaming è tutt’altro che conclusa.

Articolo di Marco Lucio Papaleo


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