Paramount compra Warner Bros.: il riassetto societario porterà migliaia di licenziamenti

Gli investitori sono tranquilli, gli impiegati un po' meno: ecco i dettagli sull'accordo Paramount-Warner Bros.

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Colpo di scena: Paramount "scippa" Warner Bros. Discovery a Netflix

Come annunciato ieri, Paramount e Warner Bros. Discovery hanno ufficializzato il sorprendente accordo per l’acquisizione di WBD da parte di Paramount: 31 dollari per azione in contanti, per un’operazione complessiva da 110 miliardi di dollari. Le società hanno reso noto che Paramount terrà una conference call e un webcast lunedì alle 8:30 ET per discutere i dettagli dell’intesa. L’annuncio arriva dopo una fase competitiva particolarmente tesa: WBD avrebbe accantonato Netflix sostenendo di aver ricevuto una proposta migliore dalla società guidata da David Ellison. Netflix aveva quattro giorni per pareggiare, ma ha rinunciato subito, lasciando a Paramount l’esito positivo di un tentativo di acquisizione ostile durato mesi.

Le finestre sono salve, i posti di lavoro un po’ meno

Tra i punti in evidenza dell’operazione, qualcosa su cui Paramount si è subito sbracciata a puntualizzare, c’è la linea industriale sul cinema: Paramount afferma che la società combinata si impegnerà a produrre almeno 30 film l’anno per le sale – ovvero 15 per studio – ogni anno. Viene inoltre promesso che i film avranno una distribuzione cinematografica piena, con una finestra minima globale di 45 giorni e la finestra home video standard di settore prima della disponibilità sui servizi di streaming in abbonamento. Il tema è sensibile perché l’eventuale acquisizione da parte di Netflix sollevava dubbi nel settore sull’effettiva centralità della sala e sulle finestre intermedie, preoccupazione condivisa da esercenti e da parte della comunità hollywoodiana: il business principale di Netflix è lo streaming, mentre Paramount, pur avendo la sua piattaforma (Paramount+) e avere enormi asset televisivi, è in primis una major cinematografica, cosa che rassicura gli operatori del settore.

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La chiusura dell’operazione è prevista nel terzo trimestre 2026, subordinata alle autorizzazioni regolatorie e all’approvazione degli azionisti di WBD; il voto è atteso a inizio primavera. Paramount stima oltre 6 miliardi di dollari di sinergie di risparmio attribuite a integrazione tecnologica (come migrazione verso un unico sistema ERP e consolidamento degli stack tecnologici streaming), e ottimizzazioni vari, tra cui negli spazi immobiliari e nello snellimento delle operazioni. Molti osservatori del settore, però, si aspettano anche migliaia di licenziamenti come conseguenza della riorganizzazione, e questo è un tasto dolente, perché sembra che Paramount abbia subito voluto mettere in chiaro gli elementi finanziari in grado di rassicurare gli investitori delle due major mentre sta apparentemente tralasciando la comunicazione riguardo agli inevitabili tagli al personale che sistematicamente arrivano dalle fusioni e che colpiranno migliaia di addetti interni, la cui ricollocazione sarà un enorme problema.

Un "nuovo" gigante del cinema

La società risultante dall’aggregazione porterà in dote un catalogo di oltre 15.000 titoli e migliaia di ore di programmazione TV, con franchise come Harry Potter, Mission Impossible, Il Signore degli Anelli, Game of Thrones, l’universo DC, Teenage Mutant Ninja Turtles, Transformers, Star Trek e SpongeBob SquarePants. Sul fronte sportivo, i diritti combinati includeranno NFL, Olimpiadi, UFC, PGA Tour, NHL, Big Ten e Big 12 Football, NCAA College Basketball e Champions League, con la possibilità di distribuirli in modo coordinato sulle diverse piattaforme. Il nuovo gruppo avrà anche un portafoglio molto ampio di canali via cavo, includendo CNN: un elemento che, si sottolinea, preoccupa alcuni legislatori e parte del mondo dell’informazione alla luce dei cambiamenti avvenuti in CBS dopo l’acquisizione del controllo da parte di Ellison. In più, l’azienda erediterà la presenza internazionale dell’ex Discovery Communications in oltre 200 Paesi e territori. Ellison ha ribadito l’enfasi sulla tecnologia e l’annuncio parla di razionalizzare "le fondamenta tecnologiche". Al tempo stesso, da Wall Street viene segnalato che il livello di debito potrebbe limitare la capacità di investimento. "Fin dall’inizio, la nostra ricerca di Warner Bros. Discovery è stata guidata da uno scopo chiaro… costruire una media company di nuova generazione", ha dichiarato Ellison. Il CEO di WBD David Zaslav ha detto di essere "molto soddisfatto" del risultato per gli azionisti e per l’industria, parlando di una transazione pensata per massimizzare il valore degli asset e aumentare la certezza per gli investitori.

Articolo di Marco Lucio Papaleo


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