Pagelle tv della settimana: Gerry Scotti l'immortale (10), Can Yaman pigliatutto (8). Ma la D'Urso è peggio delle serie turche (5)
Cosa è successo in tv questa settimana? I promossi e i bocciati dei palinsesti estivi e tutte le mosse in vista di quello che sarà sul piccolo schermo

Cosa è successo in tv e anche fuori dal piccolo schermo nell’ultima settimana? Non solo Mondiali, ma una serie di proposte e anticipazioni da sviscerare e approfondire. Ecco tutti i nostri voti con le pagelle ai volti più rilevanti nella programmazione e le strategie che si sono susseguite dal 6 al 10 luglio 2026.
Pagelle tv della settimana: i promossi tra tv e trattative
Inarrestabile Gerry Scotti. Voto 10. C’è ancora qualcuno che continua a storcere il naso davanti a Gerry Scotti e a La Ruota della Fortuna. La domanda è una sola: allora chi sono i milioni di telespettatori che, ogni sera, restano incollati a Canale 5? I numeri, piaccia o no, raccontano un’altra storia. Il quiz dell’access prime time continua a macinare ascolti e ha persino allungato la propria durata con le selezioni del Torneo dei Campioni, sforando il consueto orario perfino nel pieno dei Mondiali 2026. Scotti non arretra di un centimetro. Non c’è evento televisivo che lo sposti dalla sua casella. Mentre qualcuno continua a ricordarlo soltanto quando qualcosa va storto, lui si gode una stagione da protagonista. Alla faccia di chi, troppo in fretta, lo aveva etichettato come il "re dei flop". Come se non bastasse, Mediaset rilancia anche Passaparola: non si sa se tornerà lui alla conduzione, ma quella resta una delle sue creature televisive più iconiche. Morale? Le mode passano, Gerry resta. E, soprattutto, continua a vincere dove conta davvero: davanti al telecomando.
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Entra nel canale WhatsAppMaria De Filippi diva anche d’estate. Voto 9. Non le basta dominare il prime time con Temptation Island, che continua a frantumare record di share e a trasformarsi, estate dopo estate, nel fenomeno televisivo per eccellenza. Maria De Filippi riesce a far parlare di sé anche quando, teoricamente, dovrebbe essere in vacanza. È bastato pochissimo per mettere a tacere le indiscrezioni sulla nuova stagione di Amici. Dopo settimane di voci su un possibile stop al daytime e su un talent sempre più vicino al modello X Factor, è arrivata la prima smentita concreta. Sulla seconda ipotesi è ancora presto per esprimersi: conferme ufficiali non ce ne sono. Sul resto, invece, la produzione ha risposto con i fatti, annunciando sui social l’apertura dei casting, già in corso per tutta l’estate. A chiudere definitivamente la questione ci ha pensato Pier Silvio Berlusconi, che durante la conferenza stampa Mediaset per i nuovi palinsesti ha confermato il ritorno di Amici e dei consueti appuntamenti quotidiani dal lunedì al venerdì. Insomma, c’è chi va in vacanza e chi, invece, continua a dettare l’agenda della televisione italiana. Maria De Filippi appartiene decisamente alla seconda categoria. Anche d’estate, resta la regina da battere.
Can Yaman si prende tutto (e meno male). Voto 8. L’estate è la stagione dei festival. E, puntualmente, Can Yaman si prende la scena. Dopo il successo di Sandokan, l’attore turco è pronto a riconquistare il pubblico con una serie di fiction che lo vedranno protagonista nella prossima stagione televisiva, tra Mediaset e Prime Video. Ma il punto non è soltanto il lavoro. Can continua a dimostrare un legame autentico con l’Italia e con i fan che, da anni, lo seguono senza mai fargli mancare il loro sostegno. Ha anche il coraggio di dire quello che pensa. Nelle ultime ospitate ha ammesso, con grande sincerità, che il sistema produttivo delle serie turche è molto diverso da quello italiano e che proprio da quel metodo nasce una qualità spesso riconosciuta a livello internazionale. Un’osservazione lucida, senza polemiche e senza filtri. È anche questo che lo rende uno dei personaggi più amati del momento. Certo, il fascino non passa inosservato e tra telegiornali, social e tappeti rossi riesce sempre a catalizzare l’attenzione. Ma ridurre Can Yaman solo alla sua immagine sarebbe un errore. La verità è una: nel bene o nel male, quando c’è lui se ne parla. E la prossima stagione televisiva sembra già avere uno dei suoi protagonisti.
Pagelle tv della settimana: chi sono i nostri bocciati
Barbara D’Urso: un cane che si morde la coda. Voto 5. Su una cosa sembrano essere tutti d’accordo: Barbara D’Urso in televisione manca. In un momento in cui gli ascolti arrancano e trovare volti davvero popolari è sempre più difficile, lasciare ai margini una professionista con la sua esperienza continua a far discutere. La domanda, però, è un’altra: e se questa lunga attesa fosse diventata, almeno in parte, un cane che si morde la coda? Dal giorno dell’addio a Mediaset si sono rincorse indiscrezioni, frecciatine, smentite e promesse. Prima i riferimenti, neanche troppo velati, a Pier Silvio Berlusconi. Poi le precisazioni: "Avete capito male". Poi ancora l’annuncio di voler raccontare tutta la verità e di avere nuovi progetti televisivi in arrivo. E infine, di nuovo, il silenzio. Una comunicazione a singhiozzo che, inevitabilmente, finisce per alimentare aspettative senza mai trasformarle in qualcosa di concreto. Quando questo succede troppo spesso, il rischio è che l’attesa diventi più rumorosa del ritorno. Il botta e risposta, diretto o indiretto, tra Barbara D’Urso e Pier Silvio Berlusconi continua ad accendere il dibattito. Ma, alla lunga, rischia di logorare soprattutto chi quel ritorno lo aspetta davvero. Perché una cosa è certa: la televisione può anche fare a meno di Barbara D’Urso. Ma è da tre anni che, puntualmente, si torna sempre a parlare di lei. E forse questo dice già molto.
Palinsesti egiziani: tra mummie e muffa. Voto 2. La settimana dei palinsesti Rai e Mediaset si è chiusa con una certezza: il vero colpo di scena è che non c’è stato nessun colpo di scena. A Viale Mazzini il copione è sempre lo stesso: riconferme, zero esperimenti e pochissimi volti nuovi su cui scommettere davvero. Dall’altra parte, Mediaset risponde rispolverando il catalogo: Passaparola, Ok, il prezzo è giusto! e perfino una versione invernale di Battiti Live. Più che una presentazione, una seduta di archeologia televisiva. La domanda viene spontanea: nel 2026 è davvero questo il massimo che i due principali poli televisivi italiani riescono a offrire? Servono davvero conferenze in pompa magna per annunciare titoli che sanno di déjà vu ancora prima di andare in onda? Per carità, la confezione era impeccabile. Luci, palco, slogan, sorrisi. Ma arriva sempre il momento in cui bisogna aprire il pacco. E lì la sorpresa lascia spazio alla realtà: dentro c’è pochissimo di nuovo. Dopo una stagione che ha mostrato segnali di fatica, soprattutto in prima serata, sarebbe stato lecito aspettarsi un cambio di passo. Invece è arrivata l’ennesima sfilata di format riciclati e idee già consumate. Altro che nuovi palinsesti: sembrano reperti da museo. E la televisione, quando smette di rischiare, finisce per invecchiare.