Gianna Nannini sbanca con Marracash, ancora delusione Arisa ma Viola Valentino è smarrita. Le pagelle del 3 luglio 2026

Primo venerdì di luglio all'insegna dei nuovi singoli con Gianna Nannini in stato di grazia insieme a Marracash, mentre Arisa dovrebbe capire che direzione prendere. Ecco le nostre pagelle

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Tempo di New Music Friday e di pagelle musicali, per questo primo venerdì di luglio 2026. Tra nuove uscite, singoli estivi pronti a scalare la classifica Top 50 e tormentoni da spiaggia progettati a tavolino, analizziamo i pezzi più caldi del momento con il nostro solito occhio critico.

La discografia italiana quest’anno sembra spaccata in due. Da una parte assistiamo a strambe collaborazioni e hit estive concepite per la pura viralità da TikTok, come quelle firmate da Cioffi, Viola Valentino o dall’insolito trio composto da Rovazzi, Arisa e Nino D’Angelo, pronte a invadere lo streaming tra ritmi afrobeat e nostalgia spicciola. Dall’altra c’è chi resiste e propone nuovi singoli di spessore, come il colpaccio firmato da Gianna Nannini e Marracash o la poetica struggente di La Niña, tra arrangiamenti orchestrali, barre rap d’autore e radici culturali. Ma ecco i nostri voti ai protagonisti della settimana nelle radio e sulle piattaforme digitali. Chi merita il podio e chi ha toppato? Scopriamolo.

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New Music Friday, Gianna Nannini, Marracash – America Inc.

Chi l’avrebbe mai detto che un pezzo storico potesse rinascere così bene in versione sinfonica? Qui c’è un tappeto di archi che dà una solennità pazzesca, ma la cosa bella è che Gianna Nannini non ha tirato fuori dal cassetto una vecchia traccia vocale ripulita al computer: l’ha proprio ricantata, e si sente che la voce graffia ancora come ai vecchi tempi.

Poi arriva Marracash e fa il colpaccio. Si mette al servizio del pezzo con una classe immensa, la elogia nelle sue rime, ma soprattutto si mette a cantare. Sì, avete capito bene, canta pure lui. Probabilmente solo la Nannini poteva riuscire in un miracolo del genere. Un pezzo figo, moderno, promosso a pieni voti.

Voto: 8.5

Rovazzi, Arisa, Nino D’Angelo – La Costiera Amalfitana

Questo insieme di tre nomi era un azzardo e infatti il risultato è un mezzo disastro. La canzone è di una piattezza disarmante: una base dance un po’ anni Ottanta che non decolla mai e il solito testo estivo pieno di cliché che stufa dopo due secondi. Di Rovazzi c’è poco da dire, fa quello che ha sempre fatto (parlare a tempo, visto che non è un cantante e lo sa pure lui), mentre Nino D’Angelo fa la parte della caricatura di se stesso giusto perché serviva quel tocco lì.

La vera nota dolente è Arisa. In questo 2026 non ne sta azzeccando mezza e buttarsi in un pezzo con Rovazzi – che ormai non fa un tormentone decente da anni – sembra quasi una mossa disperata. Magari ai ragazzini piacerà pure, ma per il resto del mondo è un buco nell’acqua. Più che la costiera, qui siamo al naufragio.

Voto: 4

Cioffi – Carmela

Va bene che va di moda il revival coatto e va bene che l’ascoltatore medio italiano ha i padiglioni auricolari foderati di prosciutto e si beve di tutto purché ci sia dietro l’hype dei social, però c’è un limite a tutto. Siamo a luglio e si sa che le major devono spingere la canzonetta da spiaggia per fare cassa, ma mettersi a recensire sul serio un ritornello che ripete in loop che Carmela gli manda in pappa il cervello fa quasi ridere. È tutto da buttare, se non fosse per i balletti di TikTok cui si presta discretamente bene. Qualche anno fa avrebbe funzionato, oggi fa solo venire un gran mal di testa. Un gran peccato per Cioffi, un artista giovane che ha molto da dire.
Voto: 3

Viola Valentino – Un po’ di me

Ma perché? È l’unica domanda logica che viene in mente ascoltando questa roba. Capisco il rispetto per un’artista che ha fatto la storia della nostra musica leggera, ma vederla arrancare su un afrobeat rubato a un TikToker qualsiasi fa quasi male fisico. C’è proprio un rigetto naturale tra la sua vocalità vecchio stampo e questo ritmo sincopato da spiaggia che le è stato appiccicato addosso in malomodo.

Il testo poi è di una noia mortale, una sfilza di frasi trite e ritrite che girano in tondo senza mai graffiare o lasciare il segno. Il dramma di questi grandi nomi è che, terrorizzati dall’idea di sparire dai radar, si piegano alle mode del momento invece di difendere la propria identità. Il pezzo è senza anima, nato vecchio e palesemente fuori fuoco. A volte un dignitoso silenzio racconterebbe la propria grandezza molto meglio di questi tentativi disperati.

Voto: 5

La Niña – Ràreche

Mentre tutti gli altri corrono a infilarsi il costume da bagno per girare il solito video ignorante in spiaggia, lei se ne esce con un pezzo che ti spettina l’anima. "Ràreche" significa dire radici, ed è una mazzata poetica che scava dentro il lutto e le cicatrici di questo nostro mondo disastrato. Fresca di firma con una major che conta, la cantautrice napoletana dimostra che si può stare nel giro grosso senza vendersi il cervello alle playlist da aperitivo.

Il testo è uno specchio spietato di questo 2026, una fotografia cruda delle guerre e delle esistenze strappate via nel silenzio generale. Musicalmente è un gioiello raro: c’è un’atmosfera che sa di Sud profondo ma che guarda a Londra o a Brooklyn, impreziosita nel ritornello da un suono ipnotico, simile al flauto usato in Oriente per incantare i cobra. Una traccia enorme, che ridicolizza l’80% della musica che gira oggi in radio. Livello altissimo.

Voto: 9


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